Volterra. Posto letto a rischio in terapia intensiva. Buselli: “Inaccettabile risparmiare sull’assistenza”

PISA – “Il paradosso è che, dopo anni che viene calato dall’alto il modello di Ospedali organizzati per intensità di cura, adesso si vuol far credere, con un gioco di prestigio venuto male, che non è importante si parli di alta o media complessità”.

L'Ospedale di Volterra
L’Ospedale di Volterra

Così il sindaco di Volterra Marco Buselli in replica alla Asl, intervenuta dopo essere stata sollecitata sull’ipotesi taglio dell’unico posto letto di terapia intensiva all’Ospedale di Volterra. «La risposta ricevuta è stata irragionevole e contraddittoria – spiega il primo cittadino -, mentre si conferma a tutti gli effetti da parte della Direzione sanitaria la dinamica da noi descritta, per cui un arresto cardiaco sarebbe stato rianimato e poi stabilizzato e monitorato nel posto letto di terapia intensiva dell’Ospedale, come in effetti è accaduto, con la stabilizzazione ed il monitoraggio in Utic, successivi alla rianimazione avvenuta in Chirurgia, si dà ad intendere che l’alta intensità di cure (tra cui l’unico posto letto di terapia intensiva presente in Ospedale) è uguale alla media intensità di cure. Perchè allora il paziente non è stato centralizzato immediatamente in Medicina? L’alta intensità (ad esempio i letti intensivi e sub intensivi) è assai diversa dalla media intensità (ad esempio degenza ordinaria e ricovero a ciclo breve). Il livello di cura richiesto dal singolo caso discende da una valutazione di instabilità clinica e di complessità assistenziale – aggiunge il sindaco Buselli -. Maggiore è l’instabilità clinica e la complessità assistenziale, più intenso è il livello di cura richiesto (terapia intensiva o subintensiva). Minore è l’instabilità clinica e la complessità assistenziale, meno intenso sarà il livello di cura (low care o post-acuzie).Nella sua risposta l’Asl si tradisce anche ribadendo che «in casi particolari è importante che i pazienti siano stabilizzati per poi essere trasferiti in centri specialistici». E’ ciò che praticamente avviene nei posti ad alta intensità di cure. E’ chiaro invece che non basta mettere un monitor in Medicina, se poi non ci sono i professionisti necessari, che l’attuale situazione va a garantire. Sarebbe interessante peraltro, quando si parla di “appropriatezza”, verificare la schiera di posti di terapia intensiva e subintensiva del presidio di Pontedera, distante appena 10-15 minuti dal megaospedale di Cisanello. L’intento è chiarissimo, negli Ospedali periferici, che poi son quelli in realtà indispensabili: smantellare ciò che costa di più, risparmiando sul personale e, ciò che più è inaccettabile, sui livelli di assistenza e cura. Mi auguro che questo non avvenga. La Regione e la Terza Commissione hanno dato ascolto alle nostre istanze – conclude il sindaco di Volterra – . Ma se questo dovesse avvenire, con un colpo di mano a livello locale, da qui partirà una rivoluzione che attraverserà tutta la Toscana».

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