Valeria Antoni (M5S) sui trasporti: “Privato e’ bello… Ma con i soldi pubblici e’ meglio”

PISA – Dopo un lungo e travagliato percorso in Commissione di Controllo in materia di Trasporto Pubblico Locale (Tpl) siamo giunti finalmente ad ascoltare il parere dei vertici dell’azienda in una seduta lunghissima, finita in tarda serata. Sedevano di fronte a noi l’Amministratore Delegato di Ctt Nord Banci, il presidente Fontana e il vicepresidente Silvi.

Quello del trasporto pubblico in Toscana è il lato più sinistro della sinistra, ossia il solito leit motiv di privatizzare gli utili e socializzare le perdite, ma con metodo scientifico.

Ricorderete come quest’estate l’Assessore con delega al bilancio ci rendicontò una perdita di circa 7 milioni di euro rispetto alla situazione antecedente alla fusione delle tre aziende di Livorno Pisa e Lucca.

Fatto salvo che la fusione tra soggetti diversi va nella direzione della partecipazione alla gara regionale, il MoVimento non è contrario all’uniformità del servizio a patto che vengano rispettati i parametri legati alla sicurezza dei passeggeri, alla calmierazione del valore del titolo di viaggio ed al rispetto delle garanzie per i lavoratori.

Il megapresidente galattico come direbbe Fantozzi non solo è Amministratore delegato di Ctt Nord, ma è anche presidente di Cap Prato, una cooperativa di trasporti, quindi un privato, che in tempi non sospetti acquisiva aziende in perdita e le inglobava, fino ad arrivare ad essere un gigante del settore, avendo incluso Lazzi, Ataf ed altre piccole compagnie.

La situazione che viene dipinta in nostra presenza è a dir poco funesta, tutto il traporto pubblico italiano è al collasso: questo è dovuto al fatto che lo Stato versa sempre meno contributi al Tpl o meglio ne versa nella stessa misura, ma maggiore è il peso fiscale. Di fatto il Tpl si basa per un 65% sull’erogazione statale, mentre il resto viene coperto dalla vendita dei biglietti e dalle partecipazioni comunali.

Ovvio che l’Ad di Ctt Nord non è un cattivone che vuole schiavizzare gli autisti e se durante la Commissione escono fuori parole come efficentamento, armonizzazione, flessibilità, standardizzazione e tanti altri paroloni che altro non significano lacrime e sangue per andare alla gara regionale, ciò è dovuto al fatto che il megamministratore è anche il presidente della parte privata e quindi ragiona da socio privato, sfronda i rami in eccesso, taglia e pareggia dove ci sono perdite esattamente come un chirurgo farebbe con il paziente gravemente malato, asporta ciò che a suo avviso non è necessario…

Come biasimarlo?

C’è un però in tutta questa vicenda un aspetto che grida vendetta: tutte queste manovre di sfrondamento sono sostenute a monte da trasferimenti pubblici, pagati con i soldi dei contribuenti, che siano statali o comunali.

Mi chiedo: come mai nella vicenda Ctt Nord siedono al tavolo della dirigenza persone provenienti dalla politica?

Come mai l’unico che è investito da capacità decisionali è il direttore della coopertiva che ha comprato tutto il comparto nella zona di Firenze e che crede, giustamente dal suo punto di vista, nella privatizzazione?

C’è una volontà di fondo di svendere al privato mantenendo quel tanto di misto per dare qualche poltrona per fine carriera a qualche politico?

E’ possibile affermare che della partecipazione pubblica a questa azienda interessa soltanto l’aspetto dei finanziamenti statali ma nei fatti la parte pubblica appare completamente inerme di fronte alle scelte di razionalizzazione. Ecco perché privato è bello, ma con i soldi pubblici è meglio!!!

Fonte: articolo tratto da beppegrillo.it

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