Strage a Parigi, la lettera dell’ambasciatrice di Angers a Pisa

PISAJuliette Chauveau, ambasciatrice di Angers a Pisa ha scritto una lettera di riflessione sull’attentato a Parigi.

129 morti, più di 300 feriti, tra cui una centinaia in pericolo grave. Queste sono le terribili cifre di venerdì 13 novembre, dopo gli attentati di Parigi che hanno cambiato tutto.

Hanno cambiato tutto perché i terroristi hanno colpito i luoghi più belli di Parigi, i luoghi dove i ristoranti asiatici si mescolano con le brasseries parigine, con i bar alla moda, le discoteche e le sale di concerto… I luoghi dove tutti i venerdì e sabato sera la gioventù si ritrova per bere, fumare, ballare, dibattere, ascoltare musica, fare festa. Sono i luoghi più eterocliti, dove tutte le generazioni, tutte le culture si mescolano, e sono i luoghi dove andavo con piacere anch’io con i miei amici per la loro meravigliosa vitalità. Sono anche i luoghi dove vivono molti amici miei. Per questa ragione, come numerosi francesi, ho passato la notte di venerdì, fino alle 3, a chiamare tutti, a preoccuparmi per ciascuno di loro. Un’amica italiana che vive li e che ha visto una delle sparatorie era ovviamente scioccata, ma a parte quello, per fortuna, i miei amici e famigliari erano tutti in sicurezza.

Di fronte a questa violenza, abbiamo quindi bisogno di unità, di solidarietà, in Francia e in Europa. Per quello, ringrazio tutti i pisani e gli italiani per i messaggi di sostegno e di amicizia che ho ricevuto. Questa bella unità ci rida speranza, ci fa risvegliare da questo incubo poco a poco, e poco a poco ci rende il sorriso. Perché sorridere è molto importante, e anche ridere. Continuare a vivere nel buon umore e nella festa è essenziale. Abbiamo paura ovviamente, siamo umani. Però non dobbiamo cedere alla paura. Dobbiamo continuare a vivere e a riflettere ai valori che ci uniscono. Dobbiamo unirci ancora di più e non mostrare segni di guerra civile. E’ quello che vogliono, una guerra civile che gli aiuti ad imporre il terrore. Ma non ci riusciranno. Come ha detto una ex-avvocata francese in tivù sabato, “fraternizzeremo con i 5 milioni di musulmani che esercitano la loro religione in modo libero e gentile, e lotteremo contro i 10.000 barbari che uccidono, cosiddetto al nome di Allah”.

Insomma, la cultura, l’educazione, il nostro stile di vita, la nostra solidarietà e la nostra unità sono l’unica risposta che possiamo e dobbiamo dare. Per rispettare le vittime e per sperare nella guarigione dei feriti, rimarremo uniti e fieri.

Juliette Chauveau, ambasciatrice di Angers a Pisa

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