Sfratti in Via Pierin del Vaga. La protesta di Asia USB Pisa

PISA – La carenza di abitazioni di tipo popolare è uno dei drammi sociali che attanaglia il nostro paese basti pensare alla percentuale di appena il 3,4% sul totale di alloggi ERP rispetto ad una media del 20% a livello europeo.

di Giovanni Manenti

Pisa non si sottrae a questa problematica alla quale si aggiunge la “mannaia” degli sfratti che il periodo della pandemia ha solo temporaneamente sospeso. L’esecuzione di due degli sfratti eseguiti presso via Pierin del Vaga n.29, nel quartiere CEP, è stata l’occasione da parte del Sindacato A.S.I.A USB di Pisa per riproporre all’attenzione generale una situazione di estrema emergenza e conseguente elevato disagio sociale.


Ed è su queste basi l’intervento della sindacalista Fabrizia Casalini, la quale intende evidenziare: “Gli sfratti eseguiti stamattina erano stati notificati antecedentemente all’emergere della pandemia Covid-19 ed erano stati sospesi rientrando nel blocco governativo che, peraltro, scade il prossimo 30 giugno e si riferisce solo ai soggetti morosi a causa dell’emergenza sanitaria, mentre nel caso in esame la questione assume contorni diversi, nel senso che non si tratta di morosità bensì di persone prive del diritto di titolarità, in quanto venute ad abitare per assistere genitori anziani, poi successivamente deceduti ed, in ogni caso, da parte nostra, considerando come la pandemia sia solo regredita, ma non assolutamente cessata, ci sembra quanto meno inopportuno, come principio generale, sfruttare questo periodo per buttare fuori di casa le persone“.

Ma il punto principale continua Casalini, è costituito dall’annosa carenza di alloggi popolari, basti pensare che le domande al 30 settembre 2020 erano quasi 900 e siamo ancora in attesa della relativa Graduatoria definitiva – sia perché le richieste sono tante che per il fatto di lavorare ancora a quella precedente – ragion per cui siamo innanzitutto a chiedere il blocco degli sfratti, che debba essere pertanto prorogato con decreto prefettizio, per poi essere incrementato il numero delle abitazioni a disposizione attraverso una completa ristrutturazione di quelle esistenti ed attualmente vuote in attesa di essere messe a norma, oltre ad utilizzare il patrimonio pubblico – Caserme, La Mattonaia, ex Sede INPDAP – che potrebbe viceversa costituire un importante blocco per la costruzione di nuovi alloggi, reperendo le relative risorse mediante una maggiore tassazione da gravare sugli appartamenti privati ed attualmente non locati, tutti suggerimenti che, per potere essere messi in pratica hanno bisogno della volontà politica da parte dell’Amministrazione Comunale“.

Nei confronti del Comune – conclude la Sindacalista – non abbiamo ancora fissato alcun calendario di incontri al riguardo, limitandoci per ora a formulare le nostre richieste, avendo peraltro in programma, pur se ancora privo di una data precisa, un dibattito pubblico sul tema delle barriere architettoniche presenti, purtroppo, anche nell’edilizia popolare, da svolgersi attraverso un convegno in una piazza invitando la Garante dei disabili e le relative Associazioni, così da costringere in qualche modo l’Amministrazione ad intervenire, al fine che anche nelle Periferie vi sia una maggiore attenzione rispetto a questa problematica, così come a tutte le altre questioni relative alla manutenzione ed all’illuminazione, ribadendo con forza come coloro che usufruiscono di alloggio ERP siano persone che, per le loro limitate capacità economiche, non hanno alcuna possibilità di rivolgersi al libero mercato dei contratti di locazione”.

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