Sel: “Uscire dalla tenaglia tecnocrazia – populismo”

PISA – Il coordinatore provinciale Danti in un comunicato: “Le primarie dei parlamentari sono una ulteriore boccata di ossigeno per dare aria alle stanze delle sedi di partito”

Tecnocrazia e populismo. Siamo in campagna elettorale. Berlusconi ha accelerato il quadro politico con la crisi di governo e il prossimo 24 febbraio ci attenderà una prova importante.

Il nostro obiettivo deve essere la fuoriuscita da una doppia tenaglia: tecnocrazia dall’alto e populismo dal basso. La discesa in campo di Monti, da un lato, i populismi alla Grillo e alla Berlusconi, dall’altro, fanno chiarezza di quali sono i nostri avversari politici. Noi stiamo da un’altra parte e dobbiamo proporre un’altra prospettiva. Lo si può fare attraverso la partecipazione e le idee.

Le primarie sono state un evento straordinario contro una concezione proprietaria della politica e della sfera pubblica imperniata sull’individualismo e sulla delega a un uomo solo al comando.

Le proposte concrete fatte da Nichi Vendola nella contesa del 25 novembre scorso hanno messo al centro i volti, i corpi e le storie di chi la crisi la vive quotidianamente: la precarietà del lavoro, il reddito che vogliamo, i diritti a metà (e non tutt’interi).

In questo quadro, le primarie dei parlamentari (da noi richieste con un ordine del giorno votato a larghissima maggioranza al congresso provinciale) sono una realtà e una ulteriore boccata di ossigeno per dare aria alle stanze delle sedi di partito.

L’agenda mondo. La discontinuità con l’agenda Monti e con le politiche neoliberiste è il cardine della nostra proposta politica. Dico di più: il tentativo, a livello europeo, è proprio quello di imporre all’Italia la continuità sull’agenda politico-economica dell’ultimo anno. Gestita direttamente da Monti o per interposta persona. Il campo dei progressisti, al contrario, deve guardare a una alternativa di società.

Riaprire la partita. Le primarie e le scelte politiche messe in campo da Sinistra Ecologia Libertà, dal congresso ad oggi, ci spingono a proseguire nella direzione di aprire un cantiere in cui discutere del soggetto politico dei progressisti, del partito della sinistra europea del futuro.

Italia Bene Comune. Le primarie hanno visto a Pisa e provincia, al primo turno, i migliori risultati della Toscana per Nichi Vendola. Al ballottaggio, in linea con quanto successo nel resto del territorio nazionale, la maggioranza dell’elettorato vendoliano ha votato come candidato premier del centrosinistra per le prossime elezioni politiche Pier Luigi Bersani.

Contesto. In questo scenario si collocano le scelte che dobbiamo compiere in previsione delle elezioni amministrative a Pisa. Un contesto nazionale e un contesto provinciale.

L’area pisana. Sel esprime livelli di governo e di responsabilità politica, di confronto e di relazione, a livello dell’Amministrazione provinciale e in tutti i comuni dell’area: da Cascina a Vecchiano, da Calci a San Giuliano Terme.

Cosa sarebbero, nel futuro, le politiche di questi comuni senza la condivisione delle scelte di fondo con il comune capoluogo? Isolamento o, peggio ancora, subalternità. Non ce lo possiamo permettere.

Inoltre, dobbiamo avviare, dentro e fuori di noi, una seria discussione, come recentemente auspicato anche dal presidente Enrico Rossi, sulla possibilità di costruire un nuovo comune di 200mila residenti e una nuova democrazia municipale, a partire dall’adozione del Piano strutturale d’area.

Dare i voti. Affrontare la vicenda pisana tutta sotto il profilo del “prendere o lasciare”, della “continuità o discontinuità” rispetto al programma di mandato 2008-2013 della giunta Filippeschi è fuorviante. Molte, troppe cose sono cambiate.

Dobbiamo guardare al futuro. Per farlo è necessario individuare dei temi e dei precisi assi programmatici di confronto per provare, anche nel comune capoluogo e negli altri due che vanno al voto (Santa Maria a Monte e Montecatini Val di Cecina), arealizzare coalizioni imperniate sulle forze politiche che compongono Italia Bene Comune.

Le primarie per il Sindaco di Pisa. Senza un confronto programmatico stringente con le forze che compongono l’attuale maggioranza in Consiglio comunale e con la città non ci possono essere primarie che tengano. Anche a livello nazionale prima abbiamo costruito la coalizione attraverso la Carta d’Intenti e, successivamente, abbiamo realizzato le primarie. Le primarie con chi ci sta – o con il Pd o, in alternativa, con organizzazioni, associazioni, partiti disponibili ad una comune piattaforma programmatica – di fatto propongono Sel come una forza ad alleanze variabili (intercambiabili), fuori dal percorso nazionale che ci siamo dati. La nostra prospettiva deve essere quella di estendere la coalizione di centro-sinistra Italia Bene Comune ai vari livelli istituzionali.

Il programma.

Il lavoro buono deve saper combattere le mille forme della precarietà (anche nelle aziende pubbliche locali), che questo Governo, purtroppo, ha lasciato tutte intatte.

Buone pratiche locali di governo devono non solo difendere i beni comuni, ma anche saperli tutelare e valorizzare: beni comuni materiali e immateriali.

Dobbiamo mettere al centro l’urbanistica partecipata e progettare una città che aumenta il verde pubblico e prevede uno sviluppo a volumi zero.

E poi la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, a partire da una seria e articolata sperimentazione della raccolta differenziata porta a porta in raccordo con i comuni limitrofi.

Prevedere, inoltre, un proficuo rapporto con le tre università pisane e con il Cnr sia dal punto di vista dell’edilizia, sia sotto il profilo culturale e relativamente al trasferimento della conoscenza sul nostro territorio.

Le politiche sociali e dell’accoglienza devono, in primo luogo, vedere la fine dello strumento delle ordinanze, nonché scelte chiare e nette come la concessione della cittadinanza ai bambini e alle bambine nate nel nostro paese. Decisiva, inoltre, la fine di intervent
i emergenziali e a vocazione securitaria (come gli sgomberi tout court dei campi rom), sollecitando, in tal senso, l’intervento della Regione Toscana per la realizzazione di un vero piano dei bisogni e delle necessità sociali d’area.


Le politiche culturali e gli spazi sociali per le giovani generazioni (e non solo), infine, dovranno essere il punto centrale per una città come Pisa, che deve avere l’ambizione di essere capitale europea.

Il nostro tempo è adesso.  Saranno settimane impegnative e di speranze per il futuro. Credo che dobbiamo metterci coraggio e passione. Lo dobbiamo fare con lo stesso spirito di Galileo Galilei: puntando il cannocchiale in alto, per guardare oltre, per guardare il mondo con i nostri occhi. Con le radici e le ali

Dario Danti – coordinatore provinciale sel Pisa

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