SEL: Lavoro e dignità, binomio questo sconosciuto.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Sel

PISA – Qualche giorno fa, il quattordicesimo sciopero contro la Loi Travail a Parigi: “ci batteremo decreto dopo decreto”, dice la CGT, primo sindacato del Paese. Il Jobs Act à la française continua a vedere una mobilitazione unitaria di studenti e lavoratori; dispiegamento ampio di forze dell’ordine, in forza dei dispositivi anti-terrorismo. La legge inverte la gerarchia di norme fra negoziati di fabbrica e contratti nazionali, allarga la possibilità di derogare (anche di domenica) alla durata ordinaria della settimana lavorativa, annulla il reintegro per legge del lavoratore licenziato per ragioni economiche. Ricorda qualcosa?
A Piacenza muore Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53 anni, padre di cinque figli, impiegato della logistica, investito ed ucciso da un TIR uscito dalla sua azienda (la SEAM), dove era in svolgimento un picchetto notturno. Indagine aperta e situazione ancora non chiara, ma il sindacato USB denuncia un “assassinio padronale”, epilogo di una serie gravissima di tensioni per ragioni lavorative. Pare che, sia nel corso di quella tragica notte che nei giorni precedenti, molti lavoratori abbiano subito gravissime pressioni psicologiche da parte padronale. Lo stesso operaio alla guida del TIR e accusato di “omicidio stradale” è stato forzato da un dirigente dello stabilimento ad andare, ad ogni costo, contro il presidio di lavoratori. Ad ogni costo, umano.
Fra Roma, Pisa e Genova, si consuma la vicenda Ericsson, dove si arriva allo scandalo di un sottosegretario alla presidenza del Consiglio (De Vincenti) che “dimentica” di contattare il Ministero del Lavoro per evitare i numerosi licenziamenti da parte della multinazionale, che ha ricevuto notevoli fondi pubblici a fini di ricerca e investimento nell’area CNR di san Cataldo da parte della Regione Toscana. I sindacati hanno chiamato uno sciopero il 14 settembre: sono ancora inascoltati dal governo.
Infine Giacomo Campo, 27 anni, di Roccaforzata in provincia di Taranto, operaio dello stabilimento ILVA di Taranto. Ucciso, schiacciato dal contrappeso di un carrello che non doveva cedere, poiché l’operaio stava effettuando la pulizia del nastro trasportatore. Per l’azienda, commissariata da tempo, sono state in realtà “applicate tutte le misure di sicurezza”. Come no. In fin dei conti, Giacomo è solo l’ultimo di una lunga serie di vittime di questa fabbrica di morte, lacrime e leucemie.
Battersi per la dignità e il lavoro, insomma, è oggi un tema trasversale, su cui bisogna costruire alleanze sociali, che riguarda tante e tanti concittadini in ogni angolo d’Europa.
A chi predica la smaterializzazione, la fluidità, la necessaria flessibilità e perfino la fine del lavoro, rimestando le cifre del Ministero, bisogna rispondere che tutte queste vertenze e queste tragedie sono dimostrazione di una centralità del lavoro ancor oggi radicale, in Italia ed in Europa. Il lavoro (specie se non c’è o c’è in modo indegno) resta fonte primaria della dignità della persona. Chi ha approvato il Jobs Act e oggi balbetta sulle cifre dell’occupazione, evidentemente, lo ha dimenticato.
Il binomio lavoro-dignità, pressoché sconosciuto per chi ha prodotto le vicende sopra esposte, è duramente messo alla prova poiché schiacciato dalle inadempienze della classe dirigente. Non permettiamo che diventi una condanna o un bel ricordo del Secolo Breve: bisogna mobilitarsi, contro l’indifferenza e contro le parole di chi propone questo modello di vita come sistema ineluttabile. Sulla centralità del lavoro come fonte di diritti e dignità della persona, la Sinistra non farà mancare il suo intervento continuo e la sua battaglia, in Parlamento, in città, nel Paese.

Ettore Bucci
Coordinatore SEL Pisa città – verso Sinistra italiana

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