Sedici anni fa la scomparsa di Romeo Anconetani: un ricordo ancora vivissimo

PISA – Il 3 novembre di sedici anni fa, il calcio pisano piangeva Romeo Anconetani, uno che aveva fatto la storia del Pisa. Il pallone racconta infatti moltissimi aneddoti ed episodi, nei quali Romeo fu sempre protagonista, e con lui il Pisa. pisa_cittadella_2006_su_romeoInutile andare a scavare i perché ed i per come, dato che la sua opera è ormai consegnata alla storia del calcio planetario. E’ arci nota la sua storia al timone del Pisa che con lui ha raggiunto livelli impensabili ed incredibili per una squadra ed una città come Pisa. Romeo negli anni 80 diventò un po’ il fenomeno mediatico in tutta Italia, tant’è vero che gli anni scorsi anche la Gazzetta gli ha dedicato un apposito capitolo nella collana di dvd sulla storia del campionato italiano. I giovani che oggi affollano l’Arena, di Romeo conoscono le gesta, ascolteranno i racconti di chi c’era e magari vedranno i video, ma non possono rendersi conto del clima che in quegli anni si viveva a Pisa. Altri tempi probabilmente, non solo per il calcio. Basti citare un esempio. Ad inizio 1991 capitò in città la trasmissione Piacere Rai Uno con Toto Cutugno, Piero Badaloni e Simona Marchini. Trasmissione itinerante, in giro per lo stivale di un certo successo all’epoca. Lo scenario fu il Verdi. In una delle puntate fu ospite il Pisa e l’accoglienza che il pubblico riservò alla squadra, ma soprattutto a Romeo fu travolgente. Forse meno nota, ai più, è la sua attività precedente che però lo rese famosissimo in tutta Italia. Romeo fu il primo ad inventare la figura del procuratore. Negli anni 60 svolse anche la professione del giornalista, scrivendo con uno pseudonimo. A causa della squalifica (da dirigente del Prato venne radiato) si inventò la figura del consulente esterno ed aiutò moltissime squadre a realizzare veri e propri colpi di mercato. Mise su un ufficio prima a Livorno e poi a Pisa vicino alla stazione. Sapeva tutto di tutti ed aveva un archivio aggiornatissimo con i dati anche dei calciatori ai più sconosciuti. Negli anni 70 si avvicinò prima alla Lucchese e nel 78 al Pisa che rilevò da Rota. Personaggio di  grande rilievo, noto un po’ in tutto lo stivale, aveva coltivato nel tempo amicizie importanti ma soprattutto si era creato molti nemici che alla fine gliela fecero in qualche modo pagare.  Parlando del Romeo calcistico, il suo fu un peregrinare un po’ in tutta la Toscana, lui che era triestino di nascita. Signa, Prato e Lucchese che fu ad un passo da rilevare. E fu lui ad inventare la prevendita, i treni per i tifosi ed il ruolo del procuratore sportivo. Si guadagnò l’ appellativo di “Signor 5 per cento”. Senza di lui il calcio non sarebbe mai diventato quello che poi è stato. Negli anni trovò a Pisa stabilità ed affetti calcistici. Romeo garantì non solo anni di serie A e B ad altissimi livelli, ma portò il nome di Pisa e del Pisa ovunque anche a livello internazionale. Nel giro di tre anni la squadra arrivò in serie A, attraversando pagine intense come la vittoria di San Siro, dato che il Milan era finito in serie B per un illecito sportivo riguardante il calcio scommesse. In massima serie Romeo riuscì a costruire un’ottima squadra, impreziosita da Klaus Bergreen, danese semi sconosciuto ma che si rivelò un ottimo giocatore, capace da centrocampista, di realizzare otto reti al suo primo campionato italiano. Il campionato 82-83, il primo di serie A della gestione Anconetani, si chiuse con un buonissimo undicesimo posto. Il Pisa espugnò campi importanti come il comunale di Torino (2-0 ai granata) e San Siro ove i nerazzurri regolarono 1-0 l’Inter di Bersellini. Il Pisa espugnò anche Catanzaro e vinse quindi tre volte in trasferta, proprio come la Roma campione d’Italia ed assai meglio di squadre come Napoli e Torino. All’Arena squadre importanti come l’Inter e la Juventus dovettero accontentarsi di un misero punto, cosa che avrebbero pagato a caro prezzo, perdendo lo scudetto a vantaggio della Roma, che espugnò l’Arena soffrendo. Negli anni successivi, si vide ancora la sua mano. Il campionato 86-87 cominciò male. Furono solo diciannove i punti che i nerazzurri conquistarono nel girone di andata, contro i 25 della Cremonese, i 24 del Pescara ed i 23 di Genoa e Messina. Nella seconda fase però il Pisa cambiò marcia, 25 punti come nessun’altro. L’ultima giornata: il Pisa va a Cremona. I padroni di casa hanno un punto in più, gli basta il pari. Ai nerazzurri il pari potrebbe non bastare. Furono ben seimila i pisani che si recarono a Cremona, ove una doppietta di Lamberto Piovanelli regalò ancora una volta la serie A alla città. Quello del 90-91 fu l’ultimo campionato di serie A per i nerazzurri. La partenza fu buona: vittoria a Bologna e 4-0 al Lecce. Piovanelli in nazionale, in squadra Simeone, Chamot e Larsen, poi fu amara retrocessione. Nel campionato 93-94 il Pisa nel girone di andata ottiene la miseria di 16 punti e 19 in quello di ritorno. In casa è un rullo compressore, nessuno espugna l’Arena, nemmeno la Fiorentina di Toldo, Batistuta, Effenberg, Baiano e Laudrup. Fuori casa è da tragedia, solo sette punti, una sola vittoria ad Acireale. La penultima gara il Pisa gioca a Verona e pareggia, l’Acireale è in casa con il Bari. I siciliani vincono e segnano al centesimo minuto. Erano sparite le bandierine dei calci d’angolo tra il primo ed il secondo tempo. Il Pisa ed il Pescara presentarono reclamo, ma naturalmente non successe nulla. L’ultima giornata di campionato arrivò all’Arena la già salva Fidelis Andria. Sembrava un esito scontato. Arena esaurita. Finì 0-0 con un palo colpito da Roberto Muzzi. Fu necessario affrontare uno spareggio con l’Acireale a Salerno. Molti ricorderanno l’infelice esito dei tiri dagli undici metri. Il campo decretò la serie C. Ad agosto del 1994 la giustizia sportiva cancellò il Pisa Sporting Club dal professionismo. Nessuno mosse un dito per aiutare il Pisa e Romeo.

 

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