Scuola, firmato il nuovo accordo per l’integrazione scolastica

PISA – Firmato il nuovo “accordo triennale per l’integrazione scolastica”: amministrazioni locali, istituzioni sanitarie e organi didattici di Pisa e dell’intero territorio rinnovano l’intesa per un’istruzione pubblica inclusiva verso i ragazzi diversamente abili.

Istruzione pubblica: amministrazioni locali, istituzioni sanitarie e organi didattici di Pisa e dell’intero territorio rinnovano l’impegno formale per un insegnamento “solidale e accessibile”, nell’ottica dell’inclusione dei ragazzi diversamente abili. Oggi, nella giornata – intenzionalmente e simbolicamente scelta – della “prima campanella” per le aule di tutta la Toscana – è stato siglato il nuovo “Accordo di programma triennale per l’integrazione scolastica”. Il documento, previsto dalla legge quadro nazionale sui diritti dell’handicap, dà seguito a quella linea di condotta, improntata appunto al pieno rispetto delle normative in materia, che nella nostra realtà è stata assunta fino dal 2004. Così, scaduta a luglio la precedente intesa, si è voluto in tempi rapidi procedere alla stipula della nuova, proprio per assicurare continuità alle politiche attuate negli anni passati su questo fronte.

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In sostanza l’accordo stabilisce le competenze di ciascuno dei firmatari in ordine all’obiettivo di coordinare l’erogazione dei servizi scolastici con quella dei settori sanitari, socio-assistenziali, culturali, ricreativi e sportivi. Questa la compagine dei soggetti sottoscrittori: Provincia di Pisa; Ufficio scolastico (ex Provveditorato); Aziende sanitarie 5 (Pisa), 6 (Livorno) e 11 (Empoli); Società della Salute (Area Pisana, Valdera, Valdarno Inferiore, Alta Valdicecina e Bassa Valdicecina); Conferenze educative (Zona Pisana, Valdera, Valdarno Inferiore e Valdicecina); Unione Comuni Valdera; Unione Colli Marittimi Pisani; Unione Montana Alta Valdicecina; Comuni di Pisa, Calci, Cascina, Castelfranco, Castelnuovo Valdicecina, Crespina-Lorenzana, Fauglia, Montopoli, Orciano, San Giuliano, San Miniato, Santa Croce, Santa Luce, Vecchiano, Vicopisano, Volterra; Fism provinciale (Federazione scuole materne) in rappresentanza delle paritarie; istituti paritari “Santa Caterina” (Pisa), “Santa Teresa” (Cascina) e “Duchi Salviati” (Vecchiano).
Quanto ai contenuti, “si è deciso – spiegano gli assessori provinciali Miriam Celoni (istruzione) e Anna Romei (sociale) – di apportare al testo ultimo vigente i cambiamenti essenziali a migliorare l’accordo, senza stravolgerne l’impianto complessivo”. E i cambiamenti, oltre che sugli adeguamenti normativi, si sono concentrati soprattutto sulle criticità segnalate dalle associazioni delle famiglie, dalle scuole stesse e dagli specialisti. “Fondamentale è stata la condivisione circa l’urgenza di approvare il nuovo accordo: la Provincia, che ne è ente promotore, si trova in fase di piena trasformazione: era indispensabile perciò evitare di procrastinare il rinnovo, a tutela dei bambini e dei loro genitori”.

Finalità fondamentale del documento di programma, quella di assicurare il diritto all’istruzione e all’integrazione sociale dei portatori di disabilità, in aula e nelle attività extrascolastiche, realizzando – di concerto tra servizi scuole, famiglie, socio-sanitari, educativi – progetti educativi integrati che rispondano ai bisogni specifici della persona.
“Vogliamo ringraziare – concludono Celoni e Romei – tutti coloro che hanno collaborato con la Provincia per la definizione del nuovo testo, in particolare i referenti di Aziende sanitarie, Società della Salute, Conferenze educative, Ufficio scolastico territoriale, scuole e, soprattutto, i rappresentanti delle famiglie riunite in associazioni, che hanno garantito un aiuto prezioso e un sostegno indispensabile durante tutto il percorso di revisione. Ne siamo certe: la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti nei processi inclusivi sarà ancora più stretta ed efficace; e l’accordo approvato rappresenterà non solo una dichiarazione d’intenti, ma un preciso impegno nella costruzione di una scuola e di una comunità inclusive. Un richiamo verso l’I care pedagogico e politico”.

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