San Giuliano Terme, il M5S lavora per il sistema del teleriscaldamento

SAN GIULIANO TERME – Riceviamo e pubblichiamo comunicato inviatoci dal M5S di San Giuliano Terme riguardante il sistema di teleriscaldamento nella citta termale.

Come promesso in campagna elettorale ci siamo fatti carico di tentare di risolvere l’annoso problema del sistema del teleriscaldamento a San Giuliano Terme. Qui di seguito la mozione presentata al protocollo e all’attenzione del Consiglio Comunale. Prossimamente verrà discussa e siamo fiduciosi che l’intero Consiglio Comunale voti a favore della mozione che impegna il Sindaco e la Giunta a predisporre gli atti necessari per cui il Comune torni in possesso sin da subito (e non nel 2016 come da contratto, venuti meno i termini e i requisiti) dell’area e dell’intero impianto di co-generazione (centrale e rete di distribuzione).

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Nell’immediato sarebbe opportuno riattivare l’impianto e successivamente interverremo nelle sedi opportune per appurare di chi siano le responsabilità e le colpe che hanno portato alla chiusura dello stesso. Per questo motivo si invitano tutti i cittadini coinvolti in questo problema, di prendere contatto con il nostro gruppo scrivendoci a info@sangiulianoterme5stelle.it

Questo il testo della mozione:

“Oggetto: recupero impianto di cogenerazione”

Premesso:

che l’impianto di cui all’oggetto è stato realizzato dal Comune di San Giuliano Terme a mezzo dell’AGES (Azienda Consortile Gas Energia e Servizi, oggi Toscana Energia) a metà degli anni ’90 per la produzione di energia elettrica ed energia termica destinata al teleriscaldamento degli edifici di proprieta’ del Comune stesso e di circa 160 abitazioni di nuova costruzione;

che la realizzazione di detto impianto, avveniva a seguito della “convenzione stipulata in data 8 maggio 1996″ con il quale l’amministrazione comunale affidava all’ ACOGES la “fornitura e gestione del calore” agli edifici comunali; che il Comune (delib. di G.M. n.579 del 23.07.96) allo scopo di cui sopra, concesse in diritto di superficie l’area su cui è stato realizzato l’impianto che restera’ di proprieta’ dell’AGES (Toscana Energia) fino al 2016, data in cui l’impianto diventerà di proprietà del Comune;

che tale impianto, come noto, ha ricevuto i benefici economici a fondo perduto previsti dalla legge 9 gennaio 1991, n. 10: “Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”, benefici economici da parte della Regione per 564 milioni di Lire (fondi CEE);

come precisato nella relazione tecnica di accompagnamento alla predetta deliberazione, in merito alla gestione dell’impianto di cogenerazione da parte della propria controllata Toscogen, la convenzione in data 31 luglio 1996 specifica: “RIMANE INVARIATA PER OGNI ALTRO ASPETTO ED IN PARTICOLARE RIMANGONO INVARIATE LE PARTI DEL RAPPORTO, OVVERO AGES E COMUNE”. (Per la cronaca, la TOSCOGEN nel momento in cui assume l’incarico, ha lo stesso CDA e la stessa sede dell’AGES, poi diventa Spa, pur rimanendo controllata dall’AGES con una quota azionaria pari al 56%);

che l’AGES, diventata Toscana Gas Spa (società che, per statuto, resta a maggioranza pubblica) dimentica il ruolo istituzionale che riveste e apre una procedura di concordato preventivo per mettere in liquidazione la propria controllata TOSCOGEN, senza peraltro nessun tentativo di opporsi a tale decisione da parte del socio privato “Telecogen” di cui e’ dirigente l’ing. Orlandi. Operazione, questa, che si rivela alquanto spregiudicata, infatti la Toscana Gas proprietaria dell’impianto, nonostante le diffide avanzate dall’ADUC agli allora Sindaci di Pisa e San Giuliano Terme, consente a Toscogen di porre l’impianto in vendita in modo doppiamente illegittimo. Primo perche’ in base alla convenzione stipulata il 31 Luglio 1996 tra Comune e Ages suddetto impianto è incedibile, secondo perche’ Toscogen lo gestiva a nome e per conto della propria controllante Toscana Energia. Senza contare che l’acquirente e’ quel tale ing. Orlandi proprietario della Telecogen fino al 1999, data in cui la società è diventata di proprietà della ABB multinazionale della promozione di energia alternativa. Quindi nel momento in cui Toscogen attiva la procedura di concordato preventivo, risulta proprietaria di Toscana energia (56,66%) che nell’ultimo anno ha avuto un utile di 21 milioni di euro e della ABB (43,44%) che nell’ultimo bilancio ha dichiarato un fatturato di oltre 2 Miliardi di Euro (!?). Di fatto, con questa “strana” operazione Toscana Gas abbandona la gestione dell’impianto in violazione di tutte le leggi che regolano i servizi pubblici, del proprio statuto, del contratto stipulato con il Comune di San Giuliano T. in scadenza nel 2016. Impianto pubblico appunto che, a differenza di quanto avvenuto, non poteva essere ceduto ai privati ai sensi di tutte le leggi sui servizi pubblici, non ultime il D.lgs 267/00 ‘art. 113, c.2 e l’ art. 35 della legge 448/01 – (Norme in materia di servizi pubblici locali) le quali stabiliscono che: “gli Enti locali non possono cedere la proprieta’ degli impianti, delle reti e delle altre dotazioni destinate all’esercizio dei servizi pubblici “;

che conclusa l’indagine richiesta dall’ ADUC, l’Autorita’ di Vigilanza in data 30 gennaio 2007 con deliberazione n° 10 (Rif. GE/904-06) invita formalmente il Sindaco di San Giuliano Terme a riappropriarsi dell’impianto di cogenerazione ed obbligare la Toscana Gas ad assumerne la gestione fino alla 2016, anno in cui scade la convenzione in essere. Invito che viene reiterato anche dopo i richiesti chiarimenti ricevuti dal Comune e da Toscana Energia;

nella primavera del 2008, visto il rifiuto di Toscana energia di riprendere la gestione dell’impianto la società ESCO Milano, dichiarando lo stato fatiscente della rete di distribuzione del servizio di teleriscaldamento, informa gli utenti della propria intenzione di abbandonare il servizio, garantendo però loro la possibilità di acquistare una caldaia individuale in convenzione e con il contributo di 300 Euro: detto fatto, di lì a poco veniva interrotta la fornitura di acqua sanitaria alla 160 famiglie servite dall’ impianto;

il Sindaco nella sua qualità di Ufficiale di governo, ma soprattutto come Ufficiale sanitario, si vedeva costretto a chiedere al giudice la requisizione dell’impianto per procedere alla riparazione della rete di distribuzione e alla riattivazione del servizio di fornitura di energia termica per usi sanitari e successivamente per garantire il servizio di riscaldamento delle abitazioni nel periodo invernale;

che la riparazione dell’impianto, non veniva affidata a Toscana Energia quale azienda pubblica, ma ad una ditta privata, tale società GIP (Gruppo Idraulici Pisani) con un costo che ha superato 700 mila Euro;

in una pubblica assemblea tenutasi nella sede del Consiglio Comunale all’inizio del mese di maggio c.a., i rappresentanti del Comune (Vice Sindaco, Sindaco e responsabile ufficio legale), dopo avere affermato (finalmente) a voce alta di credere fermamente nella scelta urbanistica del teleriscaldamento da cogenerazione con, addirittura, la previsione di un aumento delle utenze servite, informavamo gli utenti che, essendo scaduti i termini assegnati dal Giudice per il sequestro dell’impianto, il giorno 15 l’impianto sarebbe stato riconsegnato alla soc. ESCO Milano con la promessa di dare continuità all’azione giudiziaria contro Toscana Energia al fine di obbligarla a riprendere la gestione dell’impianto, almeno fino al 2016 anno in cui scade la convenzione con il Comune. Il Sindaco ribadiva, anche, l’impegno di compiere tutti gli atti necessari per annullamento dei contratti con i quali l’impianto è stato ceduto illegittimamente alla ESCO Milano; come era prevedibile, l’ing. Orlandi della ESCO Milano non si è presentato a ritirare le chiavi, rinunciando di fatto in maniera chiara e certa alla proprietà dell’impianto;

di fronte a questa manifesta intenzione dell’ Orlandi, e del rifiuto di Toscana energia di gestire l’impianto è acclarato che, da oltre 4 anni, i soggetti sopra richiamati risultano inadempienti rispetto alla convenzione per l’uso dell’area e dell’impianto. Situazione che “obbliga” il Comune a tornare nella piena disponibilità dell’area e dell’impianto prima della scadenza fissata nel 2016.

Tutto ciò premesso

il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a predisporre gli atti necessari per tornare immediatamente in possesso dell’area e dell’intero impianto di cogenerazione (Centrale e rete di distribuzione).

Gruppo Consiliare Movimento Cinque Stelle – San Giuliano Terme

Il Consigliere e Capogruppo – Giuseppe Strignano

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