Roulette, tutte le ipotesi su origine e inventore

PISA – La Roulette, un gioco molto datato, ma che ancora oggi fa discutere. Teorie, ipotesi, studi fisici, persino dubbi sulla vera storia della sua invenzione. Ormai anche i sassi conoscono le regole di questo gioco. Non tutti, però, hanno ben chiare le origini di questa attrazione, che presumibilmente si devono alla Francia.

Si narra infatti che un paio di secoli fa il matematico Blaise Pascal stesse cercando di produrre un macchinario in grado di muoversi in automatico, tramite un moto perpetuo, senza spendere risorse particolari. Nel corso dei vari esperimenti l’idea di base si sviluppò ulteriormente fino alla creazione della Roulette, oggi un must nel settore dei casinò.

Secondo altre versioni, però, il gioco sarebbe una versione alternativa della poco nota “Girella” italiana, mentre c’è chi crede che la Roulette volesse sfruttare la ruota in virtù della credenza popolare sul presunto “potere del cerchio”. A prescindere da quale sia la verità effettiva, appare evidente che la Roulette è nata quasi per caso. Nessuno avrebbe potuto immaginare il successo che avrebbe riscontrato nel corso dei decenni.

In origine la circonferenza della ruota si componeva di 37 caselle numerate dallo 0 al 36. Il disco viene fatto girare dal croupier, che vi lancia all’interno una piccola pallina in plastica o in teflon. In sostanza, i giocatori devono tirare a indovinare su quale casella si bloccherà la sfera al termine del giro della ruota, indicando semplicemente il numero corrispondente. Non sono moltissimi gli accorgimenti che il croupier deve tenere a mente tra le varie fasi di gioco. Alla fin fine, i giocatori non possono incidere sull’esito finale. Alcune leggende metropolitane riferiscono di possibili soluzioni per intuire in anticipo quale numero uscirà, ma in realtà non ci sono indizi in tal senso e nemmeno il metodo D’Alembert alla Roulette, probabilmente tra i più conosciuti nel settore, può considerarsi infallibile. Insomma, è tutta questione di fortuna.

Esistono tre tipi differenti di Roulette, che si differenziano per alcuni particolari sul disco e per un discreto numero di regole. La versione classica, ad esempio, vuole che quando esce lo 0 le puntate sulle chance semplici vengano bloccate per la mano in corso, se non divise con il banco. Nella Roulette inglese, invece, tale regola è assente. La Roulette americana si caratterizza infine per la presenza di un 38° numero, vale a dire il doppio 0, che si comporta esattamente come lo 0. Sembra che alcune delle prime versioni della Roulette contenessero già questo numero, che poi sarebbe stato eliminato perché aumentava troppo la difficoltà del gioco, riducendo le probabilità di vittoria. Gli americani, però, avrebbero reintrodotto il doppio 0 per consentire ai casinò maggiori margini di guadagno. Non mancano comunque i risolvi positivi: in Italia la Roulette americana è stata utilizzata addirittura per studiare il calcolo delle probabilità. Una trovata intelligente per gli amanti della matematica.

Non sono pochi, dunque, i temi sui quali è possibile discutere ampiamente quando si affronta l’argomento della Roulette. Stiamo parlando pur sempre di un gioco che nel bene o nel male ha fatto la storia e che ancora oggi gode di riferimenti continui nel mondo della musica o del cinema. La Roulette fa parte della cultura di massa, nonostante sia di fatto impossibilitata ad evolversi e a proporre nuove modalità di gioco.

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