Romano Prodi alla Scuola Sant’Anna: “E’ un Europa vicina al punto di non ritorno”

PISA – “E’ un Europa vicina al punto di non ritorno”: questo il messaggio “forte e chiaro” lanciato dall’ex Primo Ministro Romano Prodi in versione “English”, nel suo intervento di questa mattina all’Aula Magna presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa nell’ambito del “MASTER’S DEGREE in “International Security Studies” (“Corso di Laurea sulla Sicurezza Internazionale”), nel quale ha trattato l’argomento “The Evolution of World Politics and the Role of Europe” (“L’Evoluzione delle Politiche Mondiali ed il ruolo dell’Europa”).

di Giovanni Manenti

https://www.facebook.com/pisanews.net/?ref=bookmarks (Guarda tutte le foto della mattinata di Prodi al Sant’Anna. PHOTO CREDITS ROBERTO CAPPELLO)

imageInteramente tenuto nella “lingua madre” di “Sua Maestà Britannica”, l’ex Presidente della Comunità Europea ha tracciato un quadro di quello che è l’attuale scenario dell’Economia Mondiale, non nascondendo “una certa nostalgia per i tempi della “Guerra Fredda”, quando vi erano quanto meno due potenze che si contrapponevano avendo il loro controllo su determinate zone e Paesi del Pianeta. Siamo poi passati al “secolo americano”, ha proseguito Prodi, “con un’egemonia di un solo Stato, gli Usa, che ha monopolizzato il mercato globale ed intervenuto in situazioni di guerra in ogni parte del mondo, con eccessive spese in armamenti che ne hanno in parte indebolito l’economia. Obama ha raccolto una pesante eredità dalla precedente gestione Bush e va dato atto all’attuale Presidente di essere riuscito a fronteggiare la crisi dei mercati finanziari più velocemente rispetto agli altri Paesi. Attualmente la nuova Società americana è apertamente schierata contro qualsiasi intervento militare ed anche le minacce del candidato repubblicano alla Presidenza, Donald Trump, in ordine al ripristino di una Politica “isolazionista” da parte degli “States”, non sono ritenute credibili dall’Europa, in quanto porterebbero alla rovina dell’economia americana”.

image“Questo poiché”, ha spigato Prodi, “il Mondo è nel frattempo cambiato, la presenza di un colosso come la Cina ha “spostato gli equilibri”. Le loro strategie in campo di politica economica si fondano su quattro punti essenziali, vale a dire la qualità del prodotto, il miglioramento delle tecnologie, l’incremento delle esportazioni e l’investimento di ingenti Capitali, e non crediate che adesso vi sia più Democrazia, anzi il potere è più concentrato in poche persone che non ai tempi di Mao Tse-Tung. E non dimentichiamoci poi della vera “svolta epocale” determinata dal “Cyber World”, i “Social Network” che in pochi anni hanno modificato usi e costumi dell’intera popolazione mondiale, detenendo un potere praticamente illimitato, basti pensare al contenzioso sorto tra l’Unione Europea e la Apple in ordine al mancato pagamento di tasse al Governo irlandese per 14,5 miliardi di dollari. Orbene, il CEO di Apple, Tim Cook, ha definito tale richiesta come un “gioco politico”, minacciando di trasferire negli Stati Uniti una ingente parte della liquidità pari a 215 miliardi di dollari (!!) che la Società detiene fuori dal proprio Paese, così tanto per rendervi conto della potenza economica di questi soggetti”.

Per ultimo, Prodi ha affrontato il “problema Russia”, in ordine al quale l’ex Presidente del Consiglio ha ribadito “che la stessa è tuttora in una fase di riorganizzazione dopo il disfacimento dell’ex Impero Sovietico, e deve far anche fronte ad una crisi demografica dovuta ad un rallentamento delle nascite ed all’aumento della mortalità. La politica di Putin di mantenere il controllo sugli Stati confinanti, in particolare l’Ucraina, continua a determinare attriti verso l’Unione Europea, nei cui confronti la Russia gioca “la carta del Gas”, di cui è il primo produttore ed altresì il primo esportatore al mondo”,

imageIl Professore ha poi risposto a vari quesiti formulati dall’auditorio, difendendo alcune scelte dell’Unione Europea – “si è aperto troppo presto ai Paesi dell’Est …?? Non credo, abbiamo “esportato Democrazia” e questo per me è un vanto …” – “Errori di valutazione …?? Certo, ne possono essere stati commessi, in particolare abbiamo sottovalutato le “rivalità storiche” esistenti tra i Paesi, sia per “ferite” relativamente recenti, come nel caso dell’avversione, se non addirittura l’odio, che la Polonia nutre tuttora verso russi e tedeschi, ma anche ataviche, pensate che quando la Francia chiese di allargare l’Unione alla Turchia, l’unico a votare contro fu il rappresentante austriaco, nel ricordo dell’assedio di Vienna del 1683 …!!” – “C’è chi ha definito l’UE una unione di minoranze …?? Non posso dargli torto, le politiche interne dei Paesi membri non tengono conto delle necessità unitarie, ad esempio l’export spagnolo è praticamente nullo, la Francia, credete a me, sta messa molto peggio del nostro Paese e la Germania sta esercitando nell’Unione una “Leadership” unica, che è l’ago della Bilancia per il suo futuro. Quando dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale gli Stati Uniti vararono il “Piano Marshall” in favore dell’Europa, non lo fecero per spirito caritatevole, ma perché consapevoli della necessità di aiutarne la ricostruzione. La Germania deve prendere consapevolezza che deve essere di aiuto agli altri Paesi aderenti, non di ostacolo, altrimenti l’Europa non va avanti, ma si limita a “vivacchiare” …” – “L’Euro non è stata una rovina, tutt’altro, lo è stata la mancanza di politiche economiche. Il Cancelliere tedesco Kohl mi disse, al momento di deciderne l’utilizzo come “Moneta Unica” che il suo Paese era contrario, ma lui favorevole perché suo fratello era morto in Guerra e ciò non sarebbe dovuto più accadere in un’Europa Unita. Il “disegno” dell’Euro era quello di procedere per gradi ad un’unione progressiva”. – “Il ruolo dell’Italia …?? E’ un ruolo importante, siamo la seconda potenza industriale, ma non possiamo esercitare questo potere da soli. Avevamo proposto degli interventi in favore dell’Area Mediterranea, era necessaria un’alleanza tra Italia, Francia e Spagna, ma i francesi non si distaccheranno mai dalla Germania, e questo è deleterio per l’interesse comune”.

imageA conclusione del Simposio, Prodi si è brevemente intrattenuto anche con i giornalisti ed, alla specifica domanda se si sentisse “rassegnato” in merito al futuro dell’Europa, così risponde “…No, io non mi sento rassegnato, devo però constatare l’indebolimento progressivo, non solo a causa dalla “Brexit”, ma di una continua mancanza di una Politica Economica, quindi è vero che l’Europa è il nostro destino, senza l’Europa saremmo finiti, ma la vedo pericolosamente a rischio …!!”. E, se lo dice lui, che ne è stato uno dei fautori e promotori, non c’è da stare molto allegri

By