Ritrovata in un fosso a Riglione la statua dedicata al Maggiore Gamerra

PISA – E’ stata ritrovata da una pattuglia dei vigili urbani in un fosso vicino a via dei Crisantemi, quasi completamente immersa nell’acqua, la statua di bronzo fino a domenica pomeriggio collocata di fronte al cimitero di Riglione che ricorda il sacrificio di Gian Paolo Gamerra, il maggiore dell’esercito italiano, medaglia d’oro al valor militare

Gamerra il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio, fu trucidato dai nazisti insieme a nove dei suoi uomini per essersi rifiutato di consegnare loro mezzi e armi.

Di sicuro è stata divelta e trasportata via nel tardo-pomeriggio o nella notte di ieri (domenica 2 febbraio) dato che fino alle 17, orario di chiusura del campo santo, era regolarmente al suo posto. Nel primo pomeriggio di oggi (3 febbraio), invece, alcuni visitatori hanno notato che era rimasto solo il piedistallo e, quindi, hanno avvertito i vigili urbani del locale distaccamento della Polizia Municipale che hanno cominciato a setacciare la zona alla ricerca della statua individuandola alcune ore dopo.

Ignoti per il momento gli autori e anche le motivazioni alla base del grave gesto, anche se si sa che, negli ultimi giorni, il cimitero e le aree limitrofe sono state oggetto di diversi atti vandalici e qualche furto, incluso quello dell’ape usato dal custode. In ogni caso, «qualunque ne sia la matrice, si tratta di un oltraggio indegno che la città condanna nel modo più fermo e assoluto – ha detto il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi -: nonostante siano passati molti anni, il sacrificio del maggiore Gamerra e dei suoi uomini, infatti, è ancora viva nella memoria dei pisani e, in particolare, della comunità riglionese dove, il 9 settembre di ogni anno, si celebra una sentita commemorazione proprio di fronte a quella statua ai cui piedi viene sempre deposta una corona d’alloro. Auspico che i responsabili siano individuati quanto prima».

Quello di ieri notte, per altro, non è il primo furto subito dalla statua di Gamerra: già un paio d’anni fa, infatti, venne trafugata e rivenduta per cinquanta euro ad un antiquario livornese. Il quale, una volta resosi conto dalle cronache giornali che si trattava di quella sparita a Riglione, la riconsegnò personalmente nelle mani delle forze dell’ordine.

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