Profondo rosso per l’artigianato. Solo l’8% delle aziende ha investimenti in corso

PISA – Una caduta del 12% del fatturato, del 4% degli addetti e meno 137 imprese artigiane nel giro di dodici mesi. Solo otto imprese su cento hanno programmi di investimenti in corso. Questo il quadro che esce dall’indagine sulla congiuntura dell’artigianato manifatturiero ed edile in provincia di Pisa fornito dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa e relativo al primo semestre 2012. L’Artigianato pisano, non diversamente da quello toscano, non solo conferma lo stato di difficoltà nel quale si dibatte da alcuni anni ma segnala anche un deciso peggioramento rispetto a quanto rilevato lo scorso anno confermando, ancora una volta, lo stato di profonda crisi in cui versa il comparto edile.

E’ soprattutto il vuoto di domanda che si è creato sul mercato interno – frutto delle crescenti difficoltà delle famiglie, cui si unisce un accesso al credito che si fa sempre più difficile ed un vistoso rallentamento della domanda mondiale – a determinare la caduta di 16,6 punti percentuali del fatturato edile e dell’8,1% di quello manifatturiero in provincia di Pisa. All’interno del manifatturiero arretrano tutti i settori: metalmeccanica -8,7% e sistema moda -5,5%. Anche le altre manifatture, al cui interno si trovano il legno-mobili e altre produzioni tradizionali, arretra del 10,2%.

Il calo del fatturato porta con se un’ulteriore contrazione degli organici aziendali. In termini percentuali, rispetto al primo semestre dell’anno scorso, gli addetti artigiani al manifatturiero arretrano dell’1,7% e quelli dell’edilizia addirittura del 6,7%. In valori assoluti si stima che, tra il 30 giugno 2011 ed il 30 giugno di quest’anno, a Pisa si siano persi 188 addetti nel manifatturiero e 672 nell’edilizia. A subire i contraccolpi più forti, all’interno del manifatturiero, spicca soprattutto la metalmeccanica (-2,6%) mentre per il sistema moda e, soprattutto, per le altre manifatture, la contrazione risulta decisamente più contenuta: -1,7% e -1,1% rispettivamente.

Particolarmente critica anche la situazione degli investimenti: la quota di imprese con investimenti in corso non supera infatti gli 8 punti percentuali tanto nell’edilizia quanto nel manifatturiero.

La struttura imprenditoriale artigiana, stante una crisi che ormai da anni interessa il comparto, subisce anch’essa un forte ridimensionamento. In provincia di Pisa, tra il 30 giugno 2011 ed il 30 giugno 2012, il settore artigiano perde 137 imprese, pari ad una flessione dell’1,2%. Ad arretrare sono principalmente il manifatturiero (-2,6%) e l’edilizia (-1,3%).

Il punto di vista di Pierfrancesco Pacini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa

“La drammatica situazione in cui versa l’artigianato pisano – afferma Pierfrancesco Pacini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa – pur affondando le radici negli ormai noti limiti strutturali che affliggono la piccola impresa, è frutto del pauroso vuoto di domanda che si è verificato sul mercato interno. A queste difficoltà si aggiungono non solo il marcato rallentamento della domanda mondiale ma anche le crescenti difficoltà nell’accedere al credito. Sul versante creditizio – conclude Pacini – la Camera di Commercio è sempre intervenuta, e continuerà a farlo anche nel prossimo anno, investendo non solo 2,3 milioni di euro di risorse proprie ma anche cercando di sviluppare, attraverso specifici percorsi formativi, una cultura finanziaria che specialmente nella piccola impresa stenta ad affermarsi”.

Un artigiano del legno

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