Più Toscana: “Tariffe Asl zavorrate da burocrazia e ticket”

PISA – Il consigliere Gian Luca Lazzeri (Più Toscana): “Pazienti in fuga? Esami salati a causa di costi di governance come i 214mila euro spesi in facchinaggio dalla Asl 5”.

«I ticket aggiuntivi per fasce Isee? Un grande flop che ha favorito anche a Pisa lo sbarco della sanità low cost. E adesso chi può fugge nei “discount” della sanità privata come Groupon». È la denuncia del consigliere regionale del gruppo “Più Toscana” e membro della IV commissione “Sanità”, Gian Luca Lazzeri, che commenta l’ondata di offerte promozionali sulla sanità promosse da istituti privati, comparse online in Toscana dopo l’arrivo dei ticket per le fasce di reddito superiori a 36.000 euro.

Il consigliere Gian Luca Lazzeri (Più Toscana)

«Nel vortice delle diagnosi in saldo – spiega –, a Pisa sono finite visite senologiche e ginecologiche a 29 euro invece di 150 oppure check up odontoiatrici con radiografia panoramica e sbiancatura a 29 euro invece di 400, ma anche controlli cardiologici a 99 euro invece di 610. In poche parole i prezzi precipitano anche del 90% facendo andare a ruba le offerte».

Una tendenza che suona il campanello d’allarme sull’utilità del balzello introdotto dalla Giunta Rossi.

«Il ticket ha solo accelerato la formazione di tre sistemi sanitari distinti: il pubblico, il privato, e il low cost dove chi può si rifugia in cerca di ossigeno dai balzelli e, ci auguriamo, con cure all’altezza di quelle offerte dall’azienda ospedaliera pisana».

La fuga verso i “saldi” si spiega osservando i dati sui ticket dall’Asl pisana fino a gennaio. «A pagare i ticket – dice – è stato finora solo il 33% dei pisani (207.000 pazienti). Sulle spalle di questa percentuale irrisoria grava il restante 67% dei pazienti esenti. Chi ha un reddito superiore ai 36.000 euro cerca rifugio nel settore privato della sanità dove la certezza e la rapidità dei tempi d’attesa ora si coniuga con prezzi inferiori a quelli del sistema sanitario regionale. Morale della favola? Groupon e simili, almeno sul tariffario, battono una Asl zavorrata da spese burocratiche che fanno lievitare i costi delle visite. Un esempio? I 214.000 euro che saranno spesi dall’Asl 5 solo in spese di facchinaggio, come si evince dalla deliberazione 54 del 18/01/2013.

Se ci sono degli imprenditori che si possono permettere di fare prezzi di gran lunga inferiori a quelli pubblici – conclude –, ciò significa che i costi del nostro sistema sanitario sono assolutamente spropositati rispetto a quelli reali, evidentemente sterilizzati dalle spese di una macchina burocratica a rischio elefantiasi».

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