Pisa provincia di Livorno. Il Senato cambia le carte in tavola. Filippeschi convoca domani una seduta straordinaria

PISA – Il Senato cambia le carte in tavola. Pisa rischia di diventare seriamente provincia di Livorno. Non contano storia, economia, cultura. Macchè, il Senato ribaltando tutto ha messo in evidenza come Livorno abbia il maggior numero di residenti rispetto a Pisa. E’ arrivata subito la risposta del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi che nei giorni scorsi aveva lanciato battute al cetriolo al suo collega Kutufà, presidente della Provicia di Livorno.”La scelta fatta dal Senato è illogica e sbagliata”. Lo afferma il sindaco di Pisa, “Quanto detto da Pisa finora era vero – aggiunge Filippeschi – perché la delibera del governo assegnava alle province più grandi fra quelle che si possano accorpare il capoluogo. Ora però il Senato ha cambiato il testo della deliberazione del governo e nel maxiemendamento approvato si dice che “assume il ruolo di comune capoluogo delle singole province il comune gia’ capoluogo di provincia con maggiore popolazione residente, salvo il caso di diverso accordo tra i comuni già capoluogo di ciascuna Provincia oggetto di riordinò”. Dov’é la logica? Se si accorpano le province l’unico criterio valido e spiegabile è quello di far riferimento alla popolazione residente delle province: è quella che deve valere anche per la (discutibile) individuazione dei ‘capoluoghi’. Ho scritto discutibile fra parentesi, perché con le province come sono – con competenze
ristrette e dimensioni potenzialmente assai diverse – già parlare di capoluoghi è una forzatura e un errore del governo (e ora del Parlamento)”. Per questo, il sindaco pisano chiede “che ci sia una correzione ulteriore nella conversione della Camera” e chiede “a tutti i deputati toscani di fare la massima attenzione” perché “si rischia di intorbidare il percorso di una riforma che potrebbe essere assai utile”. Infine, Filippeschi ha chiesto per domani “la riunione dei capigruppo per decidere la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale prima della discussione in aula alla Camera del disegno di legge sulla spending review”

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