Parco San Rossore: decisa la razionalizzazione dell’uso degli immobili

PISA – Il Consiglio direttivo del Parco, nella seduta di lunedì 4 febbraio, ha compiuto un primo passo significativo verso la razionalizzazione dell’uso degli immobili della Tenuta di San Rossore.

Oltre ad aver individuato la nuova sede della foresteria destinata ai ricercatori del mondo universitario, sono stati infatti definiti ufficialmente le collaborazioni e gli impegni assunti dall’Ente Parco nel recente passato con la Fondazione GaragErasmus, le Guardie ambientali volontarie (GAV) e il Corpo forestale dello Stato, a cui sono stati assegnati alcuni spazi nei fabbricati di Cascine Vecchie.

Obiettivo della Fondazione GaragErasmus, nata sotto l’egida della Regione Toscana, è quello di creare il primo network degli Alumni Erasmus (oltre 3 milioni di persone in Europa oggi di età tra i 25 e i 45 anni) ed incubare nuove iniziative imprenditoriali in ambito digitale ed internazionale; già verso la fine del 2012 la fondazione aveva inaugurato la sua presenza a San Rossore con l’iniziativa “Reloading Europe”, lanciata proprio dal parco di Migliarino e conclusa a Bruxelles, a testimoniare la vocazione comunitaria. La collaborazione con la Fondazione GaragErasmus, che propone un modello di convivenza più giusto, più dinamico e più sostenibile è un’occasione unica per veicolare la denominazione del Parco e della Tenuta anche al di fuori dei confini nazionali.

Prezioso è anche il contributo diretto delle Guardie ambientali volontarie – istituite nel 1998 dalla Regione Toscana – alla gestione dell’area protetta: coordinati dal Comando del servizio di vigilanza dell’Ente Parco, gli operatori delle GAV risultano pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni, e possono essere allertate anche per emergenze di carattere ambientale e di protezione civile. Le Guardie ambientali volontarie sono organizzate per raggruppamenti territoriali, il cui coordinamento è delegato in tutti i parchi regionali all’organismo di gestione dell’area protetta.

La presenza del Corpo forestale dello Stato a San Rossore, che risale a metà degli anni Novanta, era stata poi formalizzata nel 2008, quando a seguito della sottoscrizione di una convenzione con l’Ente Parco, al Comando stazione era stato concesso l’uso di Torre Riccardi, in un’area però interdetta al pubblico e comunque raggiungibile solo da strada sterrata. Per favorire dunque l’accessibilità agli uffici del CFS, l’Ente Parco ha voluto individuare in una stanza del Palazzo Rondeau un’ubicazione più idonea. Il personale della Forestale collabora con l’ufficio TGA della Tenuta di San Rossore in operazioni di controllo e di vigilanza, oltre a svolgere attività di ufficio e di rappresentanza anche in altre zone dell’area protetta.

Definita dal Consiglio direttivo anche una nuova soluzione per garantire il pernottamento di docenti e studenti per finalità di studio e di ricerca scientifica: se l’uso di una foresteria per tali scopi è consolidato da ormai un trentennio – sono stati ospitati tra l’altro ricercatori che hanno collaborato con gli uffici dell’Ente Parco soprattutto per la gestione delle popolazioni di daino e cinghiale e per gli altri monitoraggi ambientali – i nuovi piani di utilizzo degli immobili della Tenuta prevedono di destinare l’edificio utilizzato in precedenza, ubicato a Cascine Nuove, alla realizzazione di un centro visite. L’individuazione di un appartamento più consono a Cascine Vecchie, in prossimità degli altri uffici dell’Ente Parco, consentirà di dare ospitalità alle facoltà universitarie con maggior decoro e allo stesso tempo di rendere più snello il coordinamento con il personale del Parco.

«La decisione del Consiglio direttivo – è il commento del Presidente del Parco, Fabrizio Manfredi – si inserisce nella prospettiva di una progressiva apertura verso proposte e iniziative del mondo delle associazioni e delle altre istituzioni del territorio, i cui obiettivi principali sono ottimizzare l’uso delle strutture e allo stesso tempo garantire a tutti una migliore fruizione del Parco e della Tenuta di San Rossore.»

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