No al “Fertility Day”, sì alla reale libertà per donne e uomini

PISA – In questi giorni abbiamo scoperto il Fertility Day e la coerente campagna di comunicazione promossi dal Ministero della salute. Ci fa piacere che il Presidente Renzi abbia preso le distanze da quella offensiva campagna e che abbia ammesso che gli italiani e le italiane non scelgono di fare figli perché vedono un manifesto ma lo fanno se si sentono sufficientemente sicuri in termini economici e di servizi. Noi donne della Segreteria del PD di Pisa diciamo bene ma non basta: oltre a bloccare il sito FertilityDay, bisogna condannare la base culturale su cui si fonda il “Piano nazionale per la fertilità”. Nelle 137 pagine del documento, reperibile sul sito del Ministero, certamente si mettono a disposizione analisi statistiche e informazioni scientifiche ma il tutto ha l’obiettivo esplicitato fin dalla prima pagina di effettuare un “capovolgimento” della “mentalità corrente volto a rileggere la Fertilità come bisogno essenziale non solo della coppia ma dell’intera società, promuovendo un rinnovo culturale in tema di procreazione” e ancora l’obiettivo di “Celebrare questa rivoluzione culturale istituendo il “Fertility Day”, Giornata nazionale di informazione e formazione, dove la parola d’ordine sarà il “Prestigio della Maternità”.

Nella relazione proposta dal tavolo di lavoro appositamente istituito si analizza come i cambiamenti della società che hanno portato le donne a uscire di casa hanno danneggiato l’equilibrio preesistente compromettendo il naturale desiderio di maternità, che peraltro risulterebbe danneggiato anche dal prolungarsi degli studi.

Il messaggio che dai manifesti e dai contenuti della campagna viene fuori è inaccettabile per un partito democratico e per un paese moderno. Sinceramente non pensavamo si dovesse ripartire da capo e spiegare che la donna è una persona, che ha diritto di decidere del proprio corpo, che ha diritto alla libertà, che la libertà è data prima di tutto dall’autonomia economica e culturale. Siamo tristi di sentirci dire che le donne giovani e meno giovani sono importanti per il Paese in quanto riproduttrici. Siamo sconcertate che il nostro Governo non ritenga prioritario concentrare tutte le energie verso interventi concreti e necessari per garantire le pari opportunità nella vita, nel lavoro e nella società garantendo servizi e diritti a tutti e a tutte.

In un Paese in cui sono diffusi i voucher e esistono ancora le dimissioni in bianco, in un Paese in cui il welfare è sulle spalle delle donne, in un Paese in cui la dispersione scolastica cresce, fare una campagna misogina e superficiale è sbagliato e molto grave. Se si promuove l’idea di società che sottende a questi messaggi, è ipocrita
fare le campagne per combattere la violenza contro le donne.

Chiediamo che si apra un dibattito a livello nazionale nel nostro partito e nella società in cui si affrontino i temi dei diritti di ciascuno e di ciascuna e in cui si dica concretamente come si intende fare per rendere le persone, e in particolare le donne, libere di scegliere.

Rosa Dello Sbarba,
Vicesegretaria Provinciale e responsabile delle politiche di genere

Barbara Guerrazzi,
Presidente della Direzione provinciale

Linda Vanni,
Presidente dell’Assemblea provinciale e Vicesindaca del Comune di
Montopoli

Sandra Capuzzi,
Responsabile Università e ricerca e Assessora alle politiche sociali del
Comune di Pisa

Barbara Cionini,
Responsabile di diritti, legalità e associazionismo

Cristina Conti,
Responsabile welfare e immigrazione e Segretaria del PD di Cascina

Sara Grazian,
Responsabile della comunicazione e delle politiche europee

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