Nel fine settimana al teatro Era ultime repliche di “Perchè non ballate?”

PONTEDERA – Venerdì e sabato alle ore 21 e domenica alle ore 18.30 al Teatro Era di Pontedera le ultime repliche della nuova produzione di Fondazione Pontedera Teatro “Perché non ballate?” liberamente ispirata a racconti e poesie di Raymond Carver, drammaturgia di Gabriele Di Luca, regia di Anna Stigsgaard, con Michele Altamura, Roberto Capaldo, Catia Caramia, Silvia Tufano, prodotto dalla Fondazione Pontedera Teatro. Perchè non ballate? eraI racconti di Raymond Carver (1938-1988) parlano di uomini qualunque, colpiti da un disagio che non si può ben capire: insonni, disoccupati, ipocondriaci, alcolizzati, senza soldi, infelici, non sanno come migliorare le loro vite. Il mondo di Carver è tragico in un maniera sottovoce, ma anche comico. I racconti di Raymond Carver (1938-1988) hanno come protagonisti uomini qualunque, colpiti da un disagio che non si può ben capire: insonni, disoccupati, ipocondriaci, alcolizzati, senza soldi, infelici, non sanno come migliorare le loro vite. Il mondo di Carver è tragico in un maniera sottovoce, ma anche comico. I personaggi di Carver, maestro della narrativa breve, considerato il capostipite del minimalismo letterario americano, soffrono un disagio che non si può ben capire, non sanno come migliorare la loro condizione perché non arrivano a formulare il male che li colpisce: è un disagio planetario da cui vorrebbero scappare ma non sanno come. Così assomigliano a tutti noi che vorremmo sempre andare altrove, portandoci comunque, sempre dietro, noi stessi, come delle scatole pesanti ed ingombranti. Ci sono temi, personaggi, sogni, ossessioni che legano i singoli racconti e le poesie di Raymond Carver. Con “Perché non ballate?” si sono seguiti questi sentieri sotterranei, ma anche creati di nuovi. Con la scrittura di Gabriele Di Luca – Premio SIAE 2013 come migliore autore teatrale – e il lavoro degli attori, lo spettacolo ricerca tutto il mistero e tutta l’impotenza del mondo carveriano, dove niente può alleviare il fatto che gli esseri umani si sentono spodestati nella propria vita: qualsiasi cosa accada, resta per loro lontana ed irrilevante come se la vita non fosse del tutto reale, pur continuando a provocare inquietudine e dolore.

Estratti di rassegna stampa su Perché non Ballate? Stigsgaard, fortunatamente, non affonda nella palude del cliché, tiene anzi le redini di un percorso che non esclude momenti di rarefatta astrazione; ben sospinta, in questo, dalla scrittura nervosa, pratica, “neo-realista” (occorrerà una nuova definizione per parlare di questo autoreattore-regista della compagnia Carrozzeria Orfeo) che Di Luca mette in campo. Una drammaturgia, la sua, che mescola piani narrativi e temporali, gioca in un carillon amaro in cui storie d’amore e di alcol di coppie allo sbando si sovrappongono e si sostituiscono; slittano continuamente per poi ritrovarsi, in una spirale che affascina.

Andrea Porcheddu, glistatigenerali. In stile carveriano, i giovani attori (Michele Altamura, Roberto Capaldo, Catia Caramia e Silvia Tufano) riescono a far sorridere rendendo con leggerezza un quadro di vita amaro attraverso una costruzione scenica mobile e minuziosa: dal letto che avanza e arretra alle finestre appese al soffitto, che scorrono ad ogni cambio di scena.

Simona Cappellini, KLP. Tra le molte luci dello spettacolo, una scenografia funzionale e vagamente bartoniana – per i colori ma anche per l’uso surreale dei topolini […] Eccellente prova attorale di Roberto Capaldo e un deciso miglioramento di Michele Altamura che diventa personaggio credibile, spingendo il piede sull’accelerazione drammatica. “Di Luca si misura con l’immaginario dello scrittore americano immergendoci in un mondo circolare, popolato da esistenze infelici, sempre in trasloco per un luogo nuovo dove inutilmente cercare un  mondo migliore, colpiti da un male esistenziale così sottile da non saperlo decifrare.”

Luciano Ugge e Simona Maria Frigerio, Persinsala. “Agli attori tutti e alla regia va il plauso per essere riusciti a rendere chiaro allo spettatore tutte le dinamiche, senza sovrapposizioni e confusioni di sorta. Ottima la scelta delle musiche, vero e proprio elemento drammaturgico che, insieme al gioco delle luci contribuisce a creare un’emozione cupa, ma anche carica di elementi più leggeri.”

Biglietti: Intero 12 € – Ridotto 10 € – Studenti 8 € . Info: www.pontederateatro.it

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