“Natale al ristorante: più qualità, ma le attese degli operatori non sono entusiasmanti”. Previsto un calo dell’8%

PISA – Sarà un Natale pieno di incertezze, quello che si preparano a vivere i ristoratori pisani. Infatti, le premesse alla vigilia delle festività sono tutt’altro che positive.

ristorantiA partire dalle cene aziendali, quasi completamente disattese quest’anno, che da sempre rappresentano un elemento di tenuta per la categoria – osserva Daniela Petraglia, presidente di Confristoranti ConfcommercioPisa, titolare de La Pergoletta: “La crisi colpisce duramente le aziende, costrette a risparmiare su tutto, cene aziendali compreso. Quest’anno la nostra categoria vive con maggior apprensione l’arrivo del Natale. In vista del 25 dicembre, anche se la maggioranza dei ristoranti pisani resterà aperta, ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi non si intravede un grande fermento. I clienti sono concentrati soprattutto per il Cenone di Capodanno. Va sicuramente meglio la situazione per i ristoranti della provincia rispetto a quelli della città, ma ripetere i risultati dello scorso anno sarebbe comunque già molto positivo”. Secondo Daniela Petraglia è ormai consolidata la formula del “tutto compreso” e le caratteristiche del pranzo di Natale prevedono un ritorno alla tradizioni locali: “C’è grande voglia di respirare anche al ristorante un’aria di familiarità, e il desiderio di assaporare i prodotti più genuini del nostro territorio come pane, olio, carni, salumi, vino e formaggi. Da questo punto di vista, la ristorazione pisana è pronta ad offrire il meglio dei prodotti enogastronomici locali a prezzi molto accessibili, al netto di una qualità sempre maggiore. Il pranzo di Natale costerà in media 50 euro, ma non mancherà l’offerta di menù a prezzi anche inferiori”.

Le attese dei ristoratori pisani per il Natale sono in linea con l’indagine della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) che prevede un calo di presenze dell’8% rispetto al Natale 2013 e una riduzione della spesa al ristorante dell’11%. Dato confermato dalle attese degli operatori, visto che più di un terzo dei ristoratori (38%) dichiara prenotazioni in numero inferiore rispetto al passato, a fronte di un 53% che si aspetta di ripetere l’andamento dello scorso anno. Quasi un ristoratore su due proporrà un menu specifico per i bambini.

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