Municipio Beni Comune sullo sgombero a Palazzo Boyl. Il degrado torna padrone degli affreschi di Annibale Marianini

PISA – Con la consueta orologeria vacanziera, questa mattina un blitz delle forze dell’ordine ha messo la parola fine all’esperienza di Palazzo Boyl.

auto-polizia

Un immobile storico, di grande pregio, ritorna schiavo della selvaggia corrosione del tempo e dell’incuria, dopo che la società immobiliare che ne deteneva la proprietà è fallita. Lo sgombero di questa mattina è avvenuto in una città pressoché svuotata, si è svolto quasi senza rumore. La polizia ha avuto gioco facile a fare il suo ingresso nello stabile e ad apporre una nuova chiusura, così che nessuno potrà più godere della vista degli affreschi, delle sale, di un bene nascosto per anni alla vista della cittadinanza da un ponteggio fantasma, il cui abuso non è costato niente ai soliti potenti di turno.

Ancora una volta, un’esperienza lanciata dal Municipio dei Beni Comuni viene stroncata da uno sgombero, con una precisione a dir poco chirurgica. Recuperare e restituire alla città migliaia di metri quadrati lasciati chiusi da anni sembra essere il reato più grave e maggiormente perseguito a Pisa. La ragione è semplice: il partito della speculazione vuole governare la città senza sconti.

Gli intenti alla radice della riapertura di Palazzo Boyl sono stati da subito espliciti creare uno spazio aperto dal quale rilanciare una progettualità condivisa intorno ai luoghi abbandonati presenti in città e aprire un dibattito su tanti, troppi, beni artistici lasciati al degrado. Registriamo ancora una volta la totale chiusura da parte dell’amministrazione comunale che ha rifiutato persino di visitare lo spazio per rendersi conto del patrimonio artistico che sta andando alla malora.

Costanti si ripetono così i silenzi dell’amministrazione comunale, che troppo spesso ha annunciato percorsi partecipati per poi rinchiudersi nelle segrete stanze a concertare col potere di turno il destino della città, sfuggendo qualsiasi tipo di confronto pubblico. Dopo la chiusura coatta anche di Palazzo Boyl, con un’urgenza micidiale, e diciamolo: fasulla, noi crediamo che la palla torni a noi, al Municipio dei Beni Comuni. Per questo se qualcuno pensa di spezzare la nostra voce con l’ennesimo sgombero, si sbaglia di grosso.

Sarà al contrario un 2015 vivace, pieno di colore. E’ una promessa che facciamo alla città.

Fonte: MUNICIPIO DEI BENI COMUNI

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