Marcello Lippi al Polo Piagge: “L’allenatore deve essere una guida non un padre”

PISA – ​E’ un Marcello Lippi in splendida forma quello che ha deliziato, ieri pomeriggio, gli Studenti presenti al Polo delle Piagge dell’Università di Pisa, spaziando “a tutto tondo” sulla sua esperienza nel mondo del calcio ed, in particolare, sulle difficoltà del ruolo dell’allenatore, soprattutto nella gestione del “Gruppo”.

di Giovanni Manenti

Presentato dal Prof. Francesco Poddighe e moderato dal Prof. Zarone, il Convegno è stato aperto dall’Avv. Stefano Pellacani, il quale ha centrato il proprio intervento facendo rilevare l’importanza che sempre più sta assumendo nel nostro Paese il movimento sportivo, e calcistico in particolare, determinando l’introduzione di nuove figure professionali e necessitando di una tutela giuridica sotto forma di Diritto Sportivo, circostanze che hanno fatto sì che anche in Italia venisse instaurato il “Liceo Scientifico Sportivo” per un futuro Dottorato in “Diritto ed Economia dello Sport”. Ma è stato il successivo intervento dell’ex CT azzurro a monopolizzare la riunione, in un’Aula gremita sino all’inverosimile, allorquando è sceso sugli argomenti a lui richiesti relativamente al ruolo dell’Allenatore, soprattutto in un’ottica di Gestione delle Risorse e rispetto altresì all’evoluzione che negli anni esso ha comportato, con la presenza di nuove figure professionali al suo fianco. Lippi ha dato sfoggio di tutta la sua competenza e professionalità, rimarcando come sia fondamentale per arrivare al successo costituire un gruppo di giocatori uniti, in cui anche il Campione deve mettersi al servizio degli altri, perché solo così si potrà formare un gruppo vincente, in grado – a parità di qualità tecniche – di avere la meglio sulle altre squadre concorrenti. E che all’interno del Gruppo l’allenatore non deve essere quello che molti definiscono un Padre od un Fratello maggiore – questi i giocatori già li hanno in famiglia, ha sottolineato Lippi – bensì una guida, in grado di comprendere anche le sensazioni del Gruppo e, soprattutto, capace di motivare anche coloro che trovano meno spazio, al fine di averli pronti in caso di necessità dei titolari per squalifica od infortunio. Non sono ovviamente mancati gli aneddoti legati alla sua esperienza, principalmente nel ciclo vincente alla Juventus, quando, prima di presentarsi nella nuova Sede, Lippi ha confessato di aver trascorso la peggior estate della sua vita, nel senso che era tormentato dal dubbio su come affrontare questa nuova ed allettante esperienza, poi convincendosi che se l’avevano scelto per quelle che erano le sue qualità, avrebbe dovuto rimanere fedele al suo modo di allenare, e così è stato …, anche grazie a Gianluca Vialli … PERCHE VIALLI ….con Gianluca ero amico – conferma Lippi – dai tempi in cui era titolare alla Samp ed io allenavo le giovanili blucerchiate ed, appena giunto a Torino mi dice che vuole parlarmi ….Beh, fissato l’incontro nella Sede della “Toro Assicurazioni” – all’epoca di proprietà della Famiglia Agnelli – mi dice che non si è trovato bene nei due anni alla Juve e vuole il mio benestare affinché possa tornare a Genova …”Ma sei fuori di testa ..??”, gli rispondo ….”Sono appena arrivato e vuoi che io avalli la cessione del più forte centravanti europeo …??”, caso mai sei tu che dovrai dare una mano a me aiutandomi nella gestione della squadra ….E così fu stretto un “patto d’acciaio” tra i due che pagò immediati dividendi sotto forma della vittoria di Scudetto e Coppa Italia al primo anno e della Champions League al secondo …

LA NAZIONALE E TOTTI. Non poteva certo mancare il Capitolo relativo alla Nazionale, la cui vittoria al Mondiale 2006 ha rappresentato per Lippi la più grande soddisfazione che un Allenatore possa mai avere nella sua carriera, ma anche lì, non avendo la quotidianità del rapporto con i giocatori, è stato importante lavorare sulla mentalità dei ragazzi, facendo loro comprendere quanto sia importante l’attaccamento alla maglia azzurra e la costituzione di un Gruppo unito che avesse al suo interno uno spirito vincente, e questo sin dal rispondere alle convocazioni, anche se non in perfette condizioni fisiche …. Altro aneddoto sul punto, quando alla prima partita – amichevole, a Palermo contro la Norvegia – Lippi si sente chiamare al telefono prima dal Direttore Sportivo e poi dal Medico Sociale affinché un giocatore convocato non potesse rispondere alla chiamata perché con una caviglia malconcia …..”Fa niente, replica il CT, ma tu fallo venire ugualmente, così si unisce al Gruppo, familiarizza con l’ambiente, tutte cose che servono …” ….Vabbè, e quando poi la stessa “musica” deve ripeterla al diretto interessato …”Ao’, Mister, ma io c’ho male, nun me fa giocà …” (trattavasi, come facilmente intuibile, di Francesco Totti ..) e lo stesso viene convinto a presentarsi ugualmente al raduno – in effetti, conferma Lippi, stava male, perché Francesco non è certo uno che si tira indietro – la “squadra” capisce l’importanza di essere sempre uniti, per condividere insieme i momenti belli e quelli meno belli, tanto che da allora nessuno ha più rinunciato alla convocazione …

L’ESPERIENZA IN CINA. Dopo una digressione sulla sua esperienza in Cina, Lippi ha infine analizzato anche la situazione del nostro calcio a livello di settore giovanile, dicendosi da par suo favorevole alla costituzione delle “Seconde Squadre” che consentirebbero ai più giovani, nonché ai titolari che recuperano da infortuni, di fare esperienza in Campionati più significativi rispetto a quelli Primavera. Alla fine dell’incontro, il buon Marcello ha anche cortesemente risposto a domande formulate dagli Studenti presenti in Aula, alcune anche riguardanti l’attualità del Campionato come la situazione in casa Juventus o l’ottimo avvio del Napoli, mantenendo la propria visione “al di sopra delle parti”, con commenti pacati e riflessivi. In conclusione, un bel pomeriggio di Sport, terminato con un lungo appaluso dell’Auditorio all’indirizzo di Lippi il quale si è dichiarato onorato di aver potuto partecipare all’incontro ed ha salutato augurando ai presenti i migliori successi nella loro vita futura, accademica e professionale.

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