Legambiente Valdera: meno tasse e più finanziamenti ai cacciatori

PISA – In Toscana un solo settore sopravvive ai tagli: non è la sanità né la scuola, non sono i servizi ai diversamente abili o agli anziani, né la cultura; non è la tutela dell’ambiente o la conservazione della natura. No, niente di tutto questo. È la caccia l’attività che più sta a cuore all’amministrazione – giunta e consiglio – regionale.

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Che con la finanziaria approvata nella settimana di Natale ha diminuito (più che dimezzate) le tasse regionali per chi esercita la caccia (tagliando così di oltre 3 milioni di euro le entrate regionali) e ha aumentato (più che triplicati) i fondi destinati alla gestione dell’attività venatoria. Rendendo nel contempo completamente privati gli Ambiti Territoriali di Caccia, finora organi pubblico-privati chiamati a realizzare obiettivi di interesse generale e che dal 1° gennaio saranno completamente autonomi nelle scelte. E nell’amministrazione di fondi sempre più cospicui.

Ricordiamo qualche cifra dei tagli regionali. 444 milioni di euro complessivi di tagli, di cui 310 milioni solo sulla Sanità. Tagli di quasi 3 milioni per Musei e Spettacolo (proprio quelli dati alla caccia!), mezzo milione in meno per il trasporto scolastico dei bambini disabili. Azzerati i fondi per le classi Pegaso, le materne pubbliche fiore all’occhiello della Regione Toscana….. Solo per citarne alcuni!

Mentre negli altri settori si taglia, il mondo venatorio toscano, con un incremento di milioni di euro di fondi, potrà continuare ad acquistare animali pronta-caccia, a finanziare la filiera del cinghiale che tanti danni sta causando al mondo agricolo, a incrementare il commercio esentasse e al di fuori dei controlli sanitari di animali uccisi a fucilate anche nei terreni privati, in cui si può entrare armati di fucile ma non ad es. di binocolo o macchina fotografica.

Il fascino maschio del popolo in armi che condizionò il Codice Civile del 1942 continua ancor oggi a sedurre una Regione sempre più autoreferenziale in cui evidentemente si spera che alle prossime elezioni di primavera, i quasi 90.000 cacciatori toscani, un decimo del mondo venatorio italico, si ricordino dei loro benefattori.

Noi speriamo che se ne ricordino anche i cittadini vessati dalle tasse, dai balzelli e dai tagli alle spese sociali, sanitarie e culturali e che decidano di mettere fine a questi privilegi inaccettabili.

Fonte: Legambiente Valdera

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