La Misericordia di Pisa in Piazza Donatello, dice no ai licenziamenti. La nostra fotogallery

PISA – I lavoratori e le lavoratrici della Misericordia di Pisa hanno manifestato questo pomeriggio in Piazza Donatello nel quartiere Cep, per i 45 licenziamenti in atto e che saranno ufficiali dal 30 Giugno prossimo.

La protesta. I lavoratori hanno voluto sottolineare la totale assenza dell’amministrazione pubblica sulle problematiche del lavoro. “Il tema del lavoro – dicono i dipendenti della Misericordia – non è stato affrontato come si doveva fare da parti di chi governa questa città. Il 30 giugno più di 40 famiglie resteranno senza lavoro e la cittadinanza vedrà diminuire i servizi. Chi pensa che si possa andare avanti solo con i volontari si sbaglia di grosso – continuano i lavoratori – si deve fare qualcosa e non si deve dar tutto per scontato. Si sta giocando sulle nostre vite ed è una vergogna essere arrivati a questo punto in un momento già delicato per tutti. Hanno speculato e fatto un debito di undici milioni di euro- aggiungono i lavoratori – e adesso qualcuno deve rimediare. Non è certo colpa nostra”.

Sciopero del 24 Maggio. Cgil, Cisl e Uil hanno da giorni indetto uno scipero che vedrà protagonisti i lavoratori della Misericordia di Pisa. Proprio per quel giorno sono stati precettati 24 lavoratori per i servizi essenziali, anche se alcuni lavoratori dicono: “I sindacati non hanno mai intavolato una trattativa per la legge 146 del 1990, che prevede che si garantiscono i servizi essenziali e adesso l’azienda precetta per il giorno di sciopero 24 lavoratori”. I Cobas per questo motivo hanno inviato una lettera alla Misericordia per definire il problema dei servizi essenziali. “Ci aspettiamo – dicce un rappresentante dei Cobas – che lo facciamo anche le altre sigle sindacali”.

Le opinioni politiche. All’assemblea pubblica in Piazza Donatello erano presenti alcuni candidati alle prossime amministrative, Gianfranco Mannini (Movimento a 5 Stelle), Ciccio Auletta (Unione Beni in Comune) e Vladimiro Basta (Pd).

Gianfranco Mannini (M5S): “Come al solito non si riesce a capire si sia arrivati a questo punto ed il potere non si vuole confrontare e le scelte le prende in altre sedi che non sono quelle della piazza, ma in quelle di partito e non solo a livello locale, ma spesso a livello regionale”.

Ciccio Auletta (Unione Beni Comuni): Questa situazione presenta due aspetti. Nel primo serve una risposta immediata e non ci deve essere licenziamenti. In secondo luogo ci deve essere l’avvio di un percorso che porti ai contratti di solidarietà. Ci deve essere l’accertamento delle responsabilità perchè non è possibile che si sia messo in ginocchio un ente come la Misericordia. Come al solito ne pagano le conseguenze i lavoratori e le lavoratrici con i volontari. Mi sono impegnato sul fronte della Misericordia scrivendo una lettera all’Arcivescovo. Al momento non ho ricevuto una risposta, ma auspico che ci sia a breve termine. “Di per contro – conclude Auletta – c’è una latitanza dell’amministrazione Comunale. Quando si dice che il lavoro è al centro dei vari programmi deve essere davvero così e non solo a parole”.

Vladimiro Basta (Pd): “Gli undici milioni di buco della Misericordia sono un problema molto grande. Dobbiamo lasciare la palla ai Sindacati che devono difendere i lavoratori della Misericordia che stanno attraversando un grande momento di difficoltà. L’Arcivescovado deve trovare una soluzione a questa situazione che non è per niente facile”.

LA FOTOGALLERY DELLA MANIFESTAZIONE DELLA MISERICORDIA AL CEP (FOTO PISANEWS.NET – VIETATA LA RIPRODUZIONE)

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