Klaus Berggreen: “Grazie Pisa, se non avessi iniziato qui non sarei stato così famoso”

PISA – Il ritorno a Pisa di Klaus Berggreen è stato accompagnato dal racconto del campione danese di curiosità e aneddoti dell’era Romeo Anconetani.

Le prime parole. Sono commosso dall’accoglienza che Pisa mi ha riservato – esordisce Berggreen – se io non fossi arrivato qui non sarei stato così famoso. Per esempio se io avessi iniziato da Roma non avrei fatto lo stesso successo”. Il campione danese, tirato ed in forma spiega il perchè di tutto questo: “Il lunedì mi diverto a giocare ancora. Ho una squadra Over 40. Con me giocano l’ex nerazzurro Eric Larsen e i fratelli Laudrup”. 

Il suo arrivo a Pisa. Il campione danese non dimentica il suo arrivo a Pisa. Arrivai qui vestito alla danese. Avevo i pantaloni strappati, la maglietta un pò particolare. Romeo mi rivestì da capo a piedi”.

Romeo Babbo Natale. Gli aneddoti si sprecano. Il racconto di Klaus si sposta sui ritiri a Montecatini: “Romeo si travestiva da Babbo Natale. Ci comprava tutto, ci faceva i regali, ma poi li toglieva dai premi”

Superstizione. Romeo era molto superstizioso: “Un giorno a Pescia si ruppe un bicchiere mentre stavamo mangiando, la partita dopo vincemmo e Romeo ogni settimana voleva che si spaccasse un bicchiere a tavola prima della partita. Questa cosa durò 2-3 mesi poi finì perchè iniziammo a perdere”.

L’autografo di Berggreen dedicato a Pisanews.net (Foto Massimo Ficini)

La maglia strappata. E’ uno degli aneddoti più interessanti quello della maglietta strappata di un Pisa-Juventus 1-1. Il proprietario attuale della maglietta è un Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, che all’epoca di Romeo faceva servizio d’ordine allo stadio. La maglietta (chiesta da Laudrup a fine gara) fu donata da Romeo alla moglie del Carabiniere come racconta suo figlio: “Mia madre la chiese al Presidente Anconetani a partita in corso. Non pensavo che di questi tempi prendesse un importanza così grande ed invece è diventata oggetto di culto”.

La maglia strappata (Foto Massimo Ficini)

Contratti. “Anconetani era molto bravo e molto furbo a stipulare i contratti. Tutti si preparavano che cosa dire al presidente quando dovevano avere un contratto o rinnovare, ma lui ti spiazzava sempre e poi alla fine si faceva come voleva lui”.

Rinnovo di Berggreen. Alla scadenza del secondo anno di contratto il campione danese aveva deciso che se Romeo non gli avesse rinnovato il contratto lui sarebbe tornato in Danimarca all’Università: “Nessuno all’epoca ci credeva, ma io lo avrei fatto. Si arrivò all’ultimo giorno. Romeo venne in Danimarca con l’aereo privato e mi disse: Firma giovanotto”. 

La sua azienda. Berggreen si occupa di industria tessile e vine spesso in Italia per lavoro. La sua azienda si chiama PIRO e lui ci spiega il perchè: “In onore del Pisa e della Roma perchè sono le due squadre che mi sono rimaste nel cuore”.

La sua cessione alla Roma. Nell’estate del 1986 Berggreen passa alla Roma per 4 miliardi di lire. “Avevo già un accordo verbale con Eriksson, ma Romeo mi aveva già venduto al Napoli per 2.5 milioni. Andai nel suo ufficio e gli dissi che sarei andato alla Roma. Lui prima si arrabbiò, poi quando seppe che ci aveva guadagnato più del doppio mi abbracciò e mi baciò. Romeo era straordinario. Su di lui si potrebbe scrivere davvero un libro”.

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