Il tempo per essere pronti agli ordini del Generale Braglia

PISA – Non voglio dire che i caroselli erano gia’ pronti a scoppiare tra l’Arena e Corso Italia, ma quasi. Cosi’ come gli ultimi due o forse di più colpi del cecchino Vitale erano sul punto di materializzarsi per rendere meno traumatico al resto della truppa la calata nel campionato cadetto.

Un beffardo scherzo del destino, un ennesimo gioco del Palazzo, un “regalone” al Vicenza che sembra ritrovarsi quasi a malincuore al nostro posto. Ma forse questa delusione di fine agosto potra’ assumere col passare del tempo piu’ importanza di quella che ora si puo’ immaginare. Perche’ questa societa’ e questa squadra possano crescere all’unisono e raggiungere la maturita’ di un progetto programmato.

20140831-232525.jpg

PIERO BRAGLIA, IL GENERALE NERAZZURRO (Foto Francesco Batoni)

Anche ieri nell’irreale esordio contro il Teramo si e’ visto che c’è ancora molto da lavorare per completare una macchina resistente e tosta. Era spenta la luce per il faro della squadra, Manuel Iori, che tra i suoi compagni potrebbe raccontarne di piu’ sulla serie B. Il precoce Costa ha sofferto maledettamente, Finocchio e’ stato meno brillante del solito. I giocatori di classe e tecnica non hanno evidentemente ancora digerito la delusione.

La legna invece ha ancora una volta fatto il suo. Gli operai Lisuzzo, Morrone e Arma non hanno battuto ciglio, e chi con scivolate miracolose, chi con costanza da ventenne e chi con freddezza dal dischetto ha fatto il proprio, evitando di ripiombare nella “pareggite” da rimonta alla quale il pubblico dell’Arena s’era depresso nella primavera scorsa.

La nota piu’ lieta e sorprendente e’ comparsa pero’ laddove meno ce lo si aspettava, o meglio si sperava. Un Pelagotti in piu’ ci ha resituito l’assedio del Teramo, decisivo e senza amnesie, che rappresenta al momento l’emblema migliore dello stato della squadra. Estro e determinazione non mancano, cosi’ come l’incertezza e la verginita’ ai muscoli di una nuova Lega Pro. Bisogna farsi le ossa soltanto sotto il comando del Generale Braglia.

By