Il personaggio. Stefano Morrone, un “leone” in mezzo al campo

PISAStefano Morrone e’ stato talento precoce del calcio nostrano quando a stento diciottenne con la maglia del Cosenza, squadra della sua città, esordisce in serie B, e comincia la sua ragguardevole carriera tra i professionisti, che lo portera’ in un quindicennio a vestire le casacche di Empoli, Piacenza, Venezia, Palermo, Chievo, Livorno e Parma, diventando un veterano della massima serie.

Un’ascesa importante quella del capitano nerazzurro, che nel corso del primo decennio 2000 ha vissuto grandi soddisfazioni tra le quali la partecipazione alla vecchia Coppa Uefa con Livorno e Palermo, la convocazione nella Nazionale allenata da Roberto Donadoni e la fascia di capitano a Parma, citta’ dove ha probabilmente raggiunto l’apice della sua carriera. La stagione scorsa, all’eta’ matura di 34 anni, ha capito che per lui si era conclusa una fase della sua carriera e il momento sembrava opportuno per invertire la rotta, alla ricerca di obiettivi meno decorosi ma non per questo da rifiutare a prescindere. E allora un’estate fa la scelta di scendere tra i cadetti proprio nel Latina che tanto amarezza ci aveva regalato e con Morrone arrivato ad un soffio addirittura dal salire in paradiso, con la finale play-off persa contro il Cesena.

20140909-193317.jpg

STEFANO MORRONE (foto pisanews.net)

E lo scorso 14 luglio, data gia’ di per se’ storica per la Presa della Bastiglia in Francia, i tifosi pisani hanno avuto modo di poter esultare personalmente per l’annuncio dell’ingaggio in prestito dal Parma del leone calabrese, un vero combattente che ai nostri sulle colonne del nostro giornale prima di mettere piede sull’aereo per arrivare in Toscana, dichiaro’ l’impegno e la passione che avrebbe investito in quest’annata per provare a guidare il Pisa lassu’ tra i Grandi. E per adesso sono stati ampiamente ripagati l’amore del popolo nerazzurro e la fiducia di Vitale e Braglia, che attraverso la fascia di capitano gli ha affidato la guida a tutti gli effetti della squadra, sia in campo che nello spogliatoio. Il leone ha messo a disposizione dei suoi compagni soprattutto i piu’ giovani la sua quantita’e qualita’, e soprattutto la grinta da lottatore indomabile non solo nella sua zona di competenza a meta’ campo, bensi’ dappertutto davanti a Pelagotti come ai fianchi di Arma e Giovinco.

Non e’ un caso se al minuto 33 della ripresa tre giorni fa a Santarcangelo si e’ trovato al posto giusto nel momento giusto, e ha siglato una rete meritata tanto per la squadra quanto per se’ stesso, che contro il Teramo, e ancor prima il Carpi e l’Atalanta aveva ostinatamente cercato grazie alla sua fame di successo e grandi risultati. Siamo appena all’inizio, ma nelle mani di una sicurezza cosi’ ci sentiamo le spalle coperte e respiriamo lo spirito giusto, ambizioso, umile ma ruggente per ridare a questa citta’ i palcoscenici di un tempo.

By