Grassi, carote e uova per curare gli infarti

PISA – E’ il risultato di uno studio del Sant’Anna: aiutano a rigenerare i tessuti. Grassi animali, carote e tuorlo d’uovo curano meglio delle medicine chi ha subito un infarto, perché  aiutano a rigenerare i tessuti cardio-vascolari. Lo rivela uno studio del laboratorio di Scienze Mediche della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che mette in evidenza i benefici che alcuni particolari alimenti per coloro che hanno subito un infarto e che potrebbero curarsi con il cibo evitando, o comunque limitando, l’assunzione di medicine. Il progetto, ancora in fase di sviluppo, e’ stato illustrato nella prima giornata del convegno promosso a Pisa sulla nutraceutica e ha preso le mosse da studi che hanno dimostrato come i tessuti poco plastici come il cuore e il cervello abbiano capacita’ auto generative molto basse di cellule staminali.

Tuttavia, come ogni organismo, anche le cellule staminali possiedono un ”codice personale” che può  essere interpretato ed essere poi tradotto in terapia. La ricerca sposta il punto di osservazione rispetto ai precedenti studi medici: invece di bombardare l’organismo di altre cellule staminali si cerca, attraverso gli alimenti con sostanze nutraceutiche, di mettere in contatto tra loro le cellule, per favorire un dialogo diretto che contribuisca al buon esito della terapia. Le sostanze nutraceutiche utilizzate nella ricerca sono l’acido butirrico, che si trova nelle piante a foglie larghe e nei grassi animali, e l’acido retinoico, ricco di vitamina A e presente nella carota e nel tuorlo d’uovo. ”Finora e’ stata un po’ come la questione della Torre di Babele – spiegano i ricercatori pisaniì; cioe’ se aggiungi nuovi operai, non e’ detto che si arrivi alla realizzazione definitiva della Torre. Cosi’, l’aggiunta di cellule staminali nei tessuti può  non risolvere i problemi legati alla loro rigenerazione. L’obiettivo della ricerca e’ di favorire la comunicazione tra le cellule presenti nell’organismo attraverso la mediazione delle sostanze nutraceutiche”. (ANSA)

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