Giovani democratici delusi: “Fuori i responsabili e subito il congresso”

PISA – 101 traditori hanno spaccato il PD, chiuso a ogni prospettiva di svolta nella vita politica e consegnato l’Italia di nuovo alle larghe intese tradendo la voglia di cambiamento che si era espressa nel voto.
Da settimane abbiamo ribadito il no al governissimo, dopo l’esperienza sterile dei 16 mesi del governo Monti.

 Nella gestione della vicenda del Quirinale il PD ha dimostrato di non esser un partito, di non avere un gruppo dirigente coeso e solidale, né la capacità di interpretare la voglia di cambiare della sua base, dei suoi militanti, degli elettori e del Paese tutto.

Non lasceremo alla deriva il nostro partito, l’abbiamo costruito in questi anni. Chi festeggia e chi ha tradito non merita il nostro impegno e la nostra passione: non è il loro partito. E’ il nostro.

Ci sono migliaia di persone che l’hanno costruito senza avere padroni nè poltrone, perché credevano in un progetto e in delle idee. Quelle del PD, le idee che per inseguire ambizioni personali e vecchi riti sono state tradite.

I responsabili di questo fallimento devono andarsene, subito. Il segretario del PD ha fatto un passo indietro, ma devono farlo in tanti: tutti quelli che sono stati protagonisti di questa vicenda e delle divisioni degli ultimi mesi, spesso basate più su logiche interne che sulle esigenze del Paese.

Tutto questo mentre non ci sono più soldi per pagare la cassa integrazione, lavoratori e imprenditori continuano a uccidersi per mancanza di lavoro, una generazione sta soffocando ed ha come alternativa soltanto la fuga.

Gli ultimi giorni hanno prodotto una frattura enorme nel centrosinistra e tra il centrosinistra e il suo popolo. Adesso serve un congresso per capire da dove ripartire, un congresso in cui non ci si conti solo nei gazebo ma si apra una discussione nella società per provare a riconnettersi con i cittadini.

Non bruciamo le tessere e non ce ne andiamo, spenderemo ogni energia per ridare dignità e speranza a chi oggi è deluso, andando in ogni spazio che possa essere cantiere di una sinistra che non abbia l’ansia di governare fine a sé stessa ma quella di vincere per cambiare il Paese e l’Europa.

Le ragioni del nostro impegno staranno nella necessità di dare risposte partendo dagli ultimi e da chi ha bisogno della sinistra, non nel difendere una classe dirigente che si è dimostrata completamente distante dalla realtà e più impegnata in discussioni interne che nel tentativo di mettersi al servizio del Paese.

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