Di Francesco, buon sangue non mente: l’allievo supero’ il maestro? Stesso ruolo, doti simili ma un talento più sopraffini: il figlio che batte il papà?

PISA – È nato a Pisa Federico Di Francesco, figlio di quell’Eusebio oggi allenatore di grande successo nella favola Sassuolo, ma ricordato da calciatore soprattutto per gli anni importanti alla Roma. Eppure, la sensazione, è che il figlio oggi al Bologna possa aspirare anche a qualcosa in più della pur dignitosissima carriera del padre: ha già esordito in A e segnato un gol decisivo con la maglia dei felsinei, ma non vuole fermarsi qui.

È solo l’inizio di una giovane carriera che lo vede arrivare da due ottimi campionati: in Lega Pro appena ventenne alla Cremonese ma soprattutto lo scorso anno a Lanciano segnando nelle due stagioni un totale di ben 16 reti. Un esterno offensivo capace di ricoprire più posizioni del campo: da esterno in un 4-4-2 ad attaccante alto nel 4-3-3 o 4-2-3-1. L’intelligenza tattica di Fabio, evidentemente insita nei geni di famiglia, gli hanno già consentito in passato di giostrare da quinto di centrocampo in un 3-5-2 o persino da seconda punta di movimento. Il suo impatto con l’Under 21 è stato straordinario, 2 partite giocate e 2 gol messi a segno. È nella piazza giusta per esplodere, Donadoni è fra i migliori allenatori per capacità di lanciare i giovani e la piazza bolognese è capace come poche di accudire e coccolare i suoi talenti. Si tratta di uno dei tanti talenti in mano al Bologna FC, inseriti in un contesto generale che vede l’Italia nuovamente protagonista di una bella gioventù: un aspetto che non può rappresentare una semplice coincidenza con un dato significativo. L’Italia ha chiuso la sessione di mercato estiva uscente con un passivo di appena 6 milioni di euro fra milioni spesi (293) ed incassati (287), come illustra la tabella sottostante di uno studio Bwin sui campionati più ricchi del mondo.

Questo perché a fronte di cessioni importanti spesso si è deciso, piuttosto che di comprare i soliti stranieri dalla desinenza in “inho” appetibile mediaticamente, di puntare su giovani della Primavera o provenienti dalle serie inferiori. Non solo squadre medio-piccole sono state toccate da questo fenomeno, ma anche big quali Milan, Fiorentina e Juventus su tutte.
La Serie A sembra finalmente protagonista di una rinascita, in ambo i settori: se da un lato è tornata a credere nei vivai, dall’altro ritrova quella forza economica magari non degna delle 7 sorelle di un tempo, ma in grado di piazzare alcuni colpi entrati di diritto nella top ten dell’ultimo calciomercato, portando la Serie A fra i campionati più “movimentati” in termini di affari economici. Non solo Higuain e Pogba, tanto lusso ha attraversato il nostro Paese nell’ultima finestra e tanto ancora in futuro, se il trend dei giovani dovesse proseguire.
Due fenomeni strettamente legati: tanto più i vivai entrano in simbiosi con le prime squadre, tante più risorse resteranno disponibili nelle casse delle società.

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