Forza Italia a Pisa per dire no al Piano paesaggistico

PISA – “Agricoltura, conciario, turismo balneare: tre settori importanti del tessuto economico pisano, tre settori che vedono minacciato il loro sviluppo dal Piano paesaggistico della Regione Toscana. Così come un impatto negativo subiranno i Comuni, che rischiano di veder limitate le loro prerogative nella pianificazione urbanistica”.

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A parlare è Giacomo Zito, coordinatore provinciale di Forza Italia Pisa aprendo i lavori del convegno svoltosi stamani presso il Parco di San Rossore, settima tappa del giro delle province toscane che i consiglieri azzurri stanno effettuando per dire no al Piano paesaggistico e presentare le proprie proposte contro la decrescita. Iniziativa che ha visto la partecipazione, oltre che del gruppo consiliare e delle vice coordinatrici regionali di Forza Italia Raffaella Bonsangue e Monica Faenzi, anche di categorie economiche e associazioni.

“Un Piano che ha ricevuto 605 osservazioni, di cui 25 dal territorio pisano. Un numero indicativo del rigetto nei confronti di un Piano paesaggistico che se dovesse essere approvato negherebbe ogni possibilità di sviluppo condannando la Toscana all’imbalsamazione, con conseguenze nefaste sul già provato tessuto socio-economico regionale”, ha aggiunto nel corso del suo intervento il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Giovanni Santini. “Siamo di fronte a un atto ideologico che pone in contrasto l’ambientalismo ortodosso con le realtà che hanno prodotto il nostro paesaggio e taccia negativamente tutto ciò che è produttivo. La sinistra dei vincoli e della decrescita infelice non può organizzare la nostra vita», ha incalzato la Portavoce dell’Opposizione Stefania Fuscagni, rivendicando l’azione di Forza Italia: «Ottenendo l’inserimento della parola ‘sviluppo’ in aggiunta alla formula ‘tutela dell’ambiente’ abbiamo aperto la porta alle molte osservazioni».

“Il Piano varato dalla Giunta Rossi, anche nella versione riveduta e corretta annunciata ieri, non risolve le problematiche sollevate in questi mesi dalle categorie economiche. Oltre a porre vincoli a settori economici che rappresentano eccellenze della Toscana in Italia e all’estero, il Piano crea anche le condizioni per una grave intromissione nell’autonomia dei Comuni in tema di pianificazione», ha ricordato il vicepresidente della Commissione regionale Attività produttive Nicola Nascosti, pungolando l’assessore regionale all’Agricoltura ricordandogli che la libertà di coltivare – ieri annunciata come vittoria da Salvadori – era già tutelata dal Codice varato dal Governo Berlusconi. Un giudizio negativo condiviso dalle due vice coordinatrici regionali azzurre Bonsangue e Faenzi, che hanno ricordato come “la bellezza del paesaggio toscano sia figlia anche dell’instancabile lavoro dell’uomo, e che ciononostante tutto quel che ha fatto grande la nostra regione nei secoli secondo la Giunta non va bene e deve essere cambiato. Un approccio ideologico inemendabile. Crediamo giusto che siano i toscani a poter scegliere alle prossime elezioni tra chi presenterà un Piano di tremila pagine e chi, come Forza Italia, uno di tremila parole”.

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