Eugenio Fascetti alla Sesta Porta: “Quando allenavo il Varese,persi la promozione a vantaggio del Pisa, una ferita che mi brucia ancora”

PISA – L’ex mister Eugenio Fascetti, e’ stato l’ospite di onore al “Nerazzurro” di Massimo Marini, negli studi della Sesta Porta ed ha parlato di diverse cose sia del passato e del presente del calcio italiano.

di Maurizio Ficeli

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Mister, ha avuto modo di informarsi riguardo alle vicende societarie nerazzurre?

“Certo e dico che quando ci sono cose societarie in ballo, tutto l’ambiente non sta bene. Certo sconfitte come anche quella interna col Siena, hanno il suo peso, ma è piu importante e positivo risolvere le cose societarie”.

E riguardo al campionato del Pisa cosa ci puo dire?

“Sicuramente il campionato di C e’difficile, ma il Pisa può farcela ed inoltre a Pisa c’è un grande pubblico che può sostenere al meglio la squadra”.

Nel calcio attuale molte grandi società hanno le squadre satelliti, dove mandano a giocare chi non ha spazio nella “casa madre”: che ne pensa?

“Ai miei tempi c’era il cosiddetto campionato dei “servi”, cioè coloro che stavano in panchina o non avevano spazio, quindi un campionato di seconde squadre sarebbe bello ad esempio il Milan si prende il Varese e così via…”.

Già, quel Varese che lei allenò tanti anni fa vero?

“Si il mio Varese sfiorò la promozione in A, dove poi andarono invece Pisa, Verona e Sampdoria e noi arrivammo quarti. Quella è una ferita che mi brucia ancora”.

Poi mister lei ha allenato anche la Lazio, il Lecce ecc. Cosa ricorda?

“Siccome qui c’è Polverini, che è tifoso romanista, dico che quando con il Lecce andai a Roma vinsi e feci perdere il l8esimo scudetto ai giallorossi”.

Altre cose da raccontare mister?

“Il Pisa ha perso col Siena e siccome il Siena è bianconero a me interista fa rabbia due volte. Dirò di piu, sono viareggino ma venni a giocare nel Pisa, perché era nerazzurro”.

Poi lei ha origini pisane, se non sbaglio..

“Si mio padre era calcesano, mentre mia madre era pisana di Porta a Lucca”.

Però è stato anche alla Lucchese che è rossonera…

“Si, ma li solo come allenatore e quando una volta in una intervista mi dissero “Fascetti lucchese” io risposi loro che da viareggino le “offese” non le accettavo”.

Per finire, lei era in quel pulman di giocatori del Pisa che di ritorno da Fabriano ebbe un incidente sulla via del Brennero, fra Pisa e San Giuliano Terme: cosa ricorda?

“Ricordo che il Pullman andò a sbattere contro un platano alla Figuretta, gli unici ad uscire senza un graffio fummo io e Loni, altri feriti gravi e qualcuno in seguito dovette smettere di giocare. Chiedemmo soccorso ad una fattoria li vicino, io invece feci tutta la strada a piedi fino a Porta a Lucca dove abitava mio zio. Per finire il campionato ci dettero aiuto altre societa, prestandoci i giocatori”.

È stato piu chiamato a dare la sua opera nel calcio?

“Sai, son sempre stato un tipo scomodo, per questo credo non mi hanno mai più cercato, ma sto bene così”.

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