Ente Parco dopo la Route Agesci: “Abbiamo dimostrato di saper gestire i grandi eventi”

PISA – Il Parco di San Rossore ha vinto la sfida e ha “dimostrato di poter ospitare e sapere gestire i grandi eventi”. Lo ha detto il presidente dell’ente Fabrizio Manfredi commentando lo svolgimento della Route nazionale Agesci, conclusasi il 10 agosto, che ha portato nel parco oltre 30 mila scout.

Un appuntamento che nei mesi scorsi aveva sollevato critiche, da parte di alcuni, per possibili conseguenze per la tutela dell’habitat del parco. ”Anche se difficilmente in futuro potremo ospitare appuntamenti come questo – ha sottolineato Manfredi – San Rossore ha una vera e propria vocazione quale luogo di studio, formazione e ricerca e, in tal senso, quale sede di eventi di livello nazionale e internazionale: la visibilità avuta in questi giorni ci permetterà anche di rendere ancora più salde, nell’ambito della complessiva opera di razionalizzazione degli edifici della Tenuta, le strategie già intraprese di messa a regime del patrimonio immobiliare per avere introiti da poter reinvestire nella loro manutenzione, e allo stesso tempo per salvaguardare e garantire in modo ancor più efficace i loro utilizzi istituzionali”.

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Il direttore del parco, Andrea Gennai, ha poi sottolineato che la sensibilità ambientale degli scout “ha fatto riflettere molti sul ruolo di accoglienza che le aree protette hanno nei confronti dei giovani che si pongono interrogativi anche sul rapporto con la natura e chiunque sia stato a San Rossore nei giorni scorsi, può testimoniare il rispetto che i rover e le scolte hanno avuto nei confronti del contesto ambientale e che è possibile, ovviamente in occasioni eccezionali, far svolgere un evento del genere in modo sostenibile”. Gli scout hanno pulito l’intera zona che ospitava la città delle tende prima e dopo il raduno e nei prossimi mesi, spiega una nota del parco, “l’Agesci si farà carico, tramite una ditta specializzata, di effettuare un importante lavoro di ripristino ambientale nella zona delle ‘Lame di Fuori’, cuore naturalistico e uno dei siti di maggior pregio del parco naturale e dell’intera Toscana, riportando circa 60 ettari ad acque libere e praterie umide mediterranee, sfavorendo così la perdita in atto di tali habitat con l’obiettivo di promuovere l’espansione di numerose specie animali e vegetali presenti nelle liste rosse regionali, nazionali e internazionali migliorando lo status di conservazione di tali habitat”.

Fonte: ANSA

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