Enrico Rossi all’Internet Festival: “Serve un altro candidato se non si approva il Pit”

PISAEnrico Rossi, ospite alla seconda edizione de l’Internet Festival di Pisa fa delle richieste al Premier Matteo Renzi.

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“A Renzi chiedo 40 milioni per terminare i lavori alla diga di Levane e per completare le casse di espansione sull’Arno così da mettere Firenze in sicurezza, ma mi arrabbierei se nella Finanziaria ci fossero solo provvedimenti per Firenze e non anche per la costa. Quanto al Piano di indirizzo territoriale, va approvato, altrimenti la Toscana si dovrà trovare un altro candidato presidente”. Sono queste le tre risposte più decise che il presidente della Regione ha dato alle domande che Lucia Annunziata gli ha fatto nell’intervista pubblica nell’ambito dell’Internet Festival in corso di svolgimento a Pisa. Rossi ha precisato che la Regione è disponibile ad aggiungere dal proprio bilancio altri 40 milioni per l’Arno, che per la costa servono interventi sul porto di Livorno e per Pisa una cittadella aeroportuale, un centro congressi e un più rapido collegamento ferroviario con Firenze. Ed interpretando le sue stesse parole ha detto che la sua affermazione sul Pit era per dire che farà in modo che il Piano venga approvato. E’ stato un Rossi a tutto campo che poco spazio ha lasciato alle considerazioni della sua intervistatrice che aveva esordito dicendo di essere in conflitto di interessi visto che il presidente Rossi è uno dei blogger di maggior successo sul suo Huffington Post. Neppure la sua conclusione finale, ossia che il tratto che unisce Renzi a Rossi è il decisionismo toscano, ha trovato consenziente il suo interlocutore. “Del resto – ha aggiunto – questo è uno strano Paese dove, quando capitano disastri per colpa del maltempo, i giornali si riempiono di accuse ai politici che non intervengono ma anche di critiche a chi tenta di legiferare per tutelare il proprio patrimonio naturale. Il nostro obiettivo è quello di garantire sviluppo all’agricoltura mantenendo però la specificità del paesaggio della Toscana”. Enrico Rossi intervistato da Lucia Annunziata all’Internet Festival di Pisa ”Penso che la catalogazione degli allerta da parte della protezione civile, i modelli utilizzati, siano ormai superati e spesso non attinenti a quello che poi capita davvero”, ha detto il governatore della Toscana, Enrico Rossi ”Credo anche – ha poi precisato – che di fronte a queste situazioni ognuno debba rispondere per sé. Noi in Toscana ci siamo fatti carico del problema fin dal 2011 e qualche risultato lo abbiamo portato a casa, nonostante la sordità dei governi nazionali, come nel caso di quello guidato da Monti”. “Spesso – ha continuato Rossi – sento parlare che per mettere in sicurezza il territorio nazionale servirebbero 3 miliardi di euro e che questi soldi però non ci sono. Allora dovremmo invertire il ragionamento e non aspettare le grandi risorse, ma accantonare una cifra ogni anno per intervenire con continuità”. Rossi, a questo proposito, ha ricordato un suo incontro con l’allora premier Mario Monti: ”Gli dissi che la Toscana era pronta a investire 50 milioni all’anno per fare prevenzione e messa in sicurezza, ma che lo Stato avrebbe dovuto fare altrettanto. Dopo avermi fatto parlare per 20 minuti, mi guardò e con un sorriso mi congedò dicendo che i soldi non c’erano e lui non poteva farci niente. Da allora quando sento parlare di Monti mi va il sangue alla testa”. In mezzo c’è stato spazio per parlare, ovviamente, di internet con il presidente che ha sottolineato come tra i primi dieci distretti produttivi meglio connessi d’Italia ai primi tre posti ci siano quelli toscani (conciario, tessile e senese) e ha detto che con la piattaforma Open Toscana la Regione sta facendo uno sforzo per aprirsi sempre più verso i cittadini. Sollecitato ancora una volta sulla questione dell’aeroporto ha detto di essere convinto “di aver fatto prima di tutto il bene di Pisa, che se resta da sola è piccola, ma se si allea con Firenze può competere nella fascia alta degli scali evitando che il capoluogo si appoggi sullo scalo bolognese”. Rossi ha infine parlato di “un lavoro di lunga lena per ricostruire una sinistra in Italia” e ha detto di contare molto “sul contributo in questo senso di tanti giovani trentenni” aggiungendo di non essere convinto che i problemi della produttività del Paese e della protezione sociale “si possano risolvere con il job act”.

Fonte: Regione Toscana

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