Duccio Rugani, responsabile comunicazione della Robur Siena:”Del Pisa temiamo tutto,ma il Siena,nelle ultime due gare,ha avuto un pò di assestamento tattico”

PISA – Parla in esclusiva a Pisanews Duccio Rugani, responsabile della comunicazione della società Robur Siena con un passato da direttore del Corriere dell’Umbria e di addetto alle relazione esterne nella Carrarese del Presidente Ponte che quando ha acquisito il Siena, lo ha voluto con lui. Rugani è senese della contrada della Tartuca, ha un cognome lucchese, ma le origini della sua famiglia sono pisane per la precisione di Peccioli.

di Maurizio Ficeli

Salve Duccio benvenuto su Pisanews: illustraci un pò il tuo curriculum professionale…

“Sono un giornalista, che ha avuto compiti direttivi in un Corriere Nazionale, con la testata abbinata al Corriere dell’Umbria. Inoltre in passato ho fatto relazioni esterne con il presidente Ponte alla Carrarese e dopo che ha preso il Siena ci siamo ritrovati e mi ha chiesto di far parte del gruppo per poter dare una dimensione societaria, dove non vi era piu nulla. La squadra è ripartita con l’obbligo di vincere dopo che negli anni passati la piazza senese aveva assaporato la massima serie”.

Una curiosità: hai un cognome molto comune a Lucca, ma sei di Siena: ci illustri un pò le tue origini?

“Si certo: le origini della mia famiglia sono di Peccioli, quindi pisane, il cognome è originario di Lucca, ma io sono nato a Siena, nella contrada della Tartuca, dove la mia famiglia è radicata da secoli. Riguardo al cognome lucchese questo è dovuto ad una emigrazione di lucchesi a Siena tanti secoli fa, nella contrada della Pantera cosi chiamata in onore a Lucca”.

E sul ruolo della comunicazione che stai svolgendo nel Siena che cosa puoi dirci in merito?

“Premesso che non è affatto semplice il ruolo della comunicazione non è stato altresì facile all’inizio educare a questa ripartenza dalla D, perché c’era la “cappa” dei fasti del recente passato e quindi avevamo l’obbligo di vincere. Abbiamo affrontato il campionato scorso seguiti in trasferta da mille persone, con una squadra condotta da un mister importante come Morgia, che aveva una grande verve comunicativa. Poi cosa molto importante, abbiamo avviato un percorso con le scuole e con le contrade, portandoci i giocatori del Siena per far sentire loro il senso di appartenenza alla città ed ai colori che indossano”.

Altre iniziative sul piatto quali sono?

“Per dare dimensione ad una società professionistica servirebbero ancora dei progetti e delle nuove strutture ad esempio qui a Siena non abbiamo un campo sussidiario per l’allenamento. Le strutture sono molto importanti, ma il budget per la prima squadra prende tutto. Poi molte aziende si sono ritirate, Monte dei Paschi compreso e quindi il budget è quello che è”.

Quali sono gli obiettivi del Siena in questo campionato di Lega Pro?

“Abbiamo annunciato l’obiettivo di una salvezza tranquilla. Essere arrivati a metà del girone di andata così, direi che va bene. Potevamo avere almeno 5 punti in più, peccato per la sconfitta contro la Maceratese e per il pareggio col Pontedera e qualche altra gara. Se il Siena avesse avuto 5 punti in più avrebbe una posizione di classifica simile al Pisa. Però siamo fiduciosi, perché nelle ultime due gare il Siena ha avuto un pò di assestamento tattico, conquistando due vittorie, una in coppa e l’ultima in campionato, che fanno sicuramente bene”.

E domenica prossima affronterete il Pisa all’Arena Anconetani: cosa temete della compagine nerazzurra?

“Del Pisa temiamo tutto: nell’ultima partita che i nerazzurri hanno vinto con l’Aquila, hanno esercitato una grande pressione tecnica e tattica. Poi del Pisa è temibile il blasone, la qualità tecnica ed il pubblico pisano. Inutile dire che la squadra di Gattuso è una favorita di questo campionato”.

Da quanti tifosi sarà seguito il Siena a Pisa?

“A Pisa verranno solo i tesserati a Siena sono state sottoscritte 5.000 tessere del tifoso ma nonntutti verranno, anzi saranno meno di mille unità anche se c’è da dire che Pisa e Siena, lo dimostra la storia, non sono affatto due città nemiche fra loro”.

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