ConfCommercio Pisa al Comune: “Usate i soldi della Tasi per la città e non per ripianare i buchi di bilancio”

PISA – Il Comune di Pisa ci dica nel dettaglio come spenderà i soldi della Tasi di imprese e cittadini. E’ questa la richiesta di ConfcommercioPisa, per bocca del suo direttore Federico Pieragnoli.

“Il comune di Pisa prevede di incassare 10 milioni di euro. Soldi che in un modo o nell’altro, usciranno tutti dalle tasche di imprenditori e cittadini. La legge che istituisce la Tasi prevede che i sindaci siano obbligati a informare i cittadini, indicando in modo analitico sia il gettito incassato, sia l’uso che se ne fa in termini di servizi pubblici finanziati. Chiediamo all’amministrazione comunale, in modo chiaro, trasparente e dettagliato, di comunicare in quali servizi di utilità verranno spesi questi soldi. Magari istituendo anche un sito ad hoc, per seguire passo passo nel dettaglio l’impiego di questo denaro. Quello che riteniamo essenziale è che tali risorse vengano impiegate effettivamente per migliorare la città e i servizi a imprese e cittadini, e non a ripianare eventuali buchi del bilancio comunale”.

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FEDERICO PIERAGNOLI

La preoccupazione del direttore di ConfcommercioPisa è legata anche all’aumento che il passaggio dall’Imu alla Tasi comporta per le attività commerciali: “Negozi e attività commerciali pagheranno una media del 12% in più rispetto allo scorso anno. E il nostro studio si limita a prendere ad esempio un fondo commerciale di 41 metri quadrati. Se nel 2013 il proprietario ha pagato 680 euro di Imu, quest’anno, per lo stesso fondo, si troverà a pagare un totale di 760 euro. E’ poi del tutto evidente che, con il crescere della superficie crescerà anche l’incremento dovuto”.

Per Pieragnoli, il punto vero è la spirale senza fine di aumenti uno dopo l’altro: “Mentre i margini di guadagno di negozi e attività commerciali si comprimono a causa della vertiginosa crisi dei consumi, imposte e tasse comunali continuano ad aumentare. Pensiamo agli incrementi registrati per il suolo pubblico, a quelli sulla tassa sui rifiuti, alle imposte sulla pubblicità, alle tariffe per i altri servizi comunali. E’ un salasso continuo, che rischia di mettere in ginocchio decine di commercianti e piccoli imprenditori. Un impoverimento generale della nostra città, che finisce per non giovare a nessuno”.

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