Con una settimana di anticipo chiude i battenti il Cinema Ciak di Tirrenia. Più ombre che luci sul futuro

TIRRENIA. La crisi imperversa in tutti i settori, anche nel cinema. Con una settimana di anticipo chiude infatti i battenti lo storico Cinema “Ciak” di Tirrenia. Una decisione difficile e sofferta – scrive l’ufficio stampa – ma necessaria per non aggravare ulteriormente un bilancio stagionale già in grande sofferenza.

Tempi duri per il Cinema in generale e per le Arene estive in particolare, resa ancor piu difficile dal tempo inclemente che ha scoraggiato una buona parte del pubblico a passare le serate estive all’aperto, in aggiunta, vera ciliegina su questa amara torta, episodi di puro teppismo hanno danneggiato le strutture allestite per decorare il Cinema Ciak, un tempo immerso nella pineta e da qualche anno reso “nudo” dall’abbattimento di tutti gli alberi che lo circondavano. Se a tutto questo sommiamo la scomparsa della pellicola e il conseguente passaggio al digitale (l’acquisto di videoproiettore, server e apposito schermo comporta una spesa intorno ai 60/70.000 euro) ecco che ne esce un bilancio sconfortante, difficile da sostenere solo con gli introiti dei biglietti in costante calo.

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“E’ la legge di mercato” qualcuno dirà, i forti sopravvivono e i deboli sono destinati a soccombere e forse così è. Ma questo, nel caso del Ciak di Tirrenia, significa lasciare il litorale pisano, fiore all’occhiello del turismo balneare del nostro territorio, senza un luogo importante di cultura e di intrattenimento per grandi e piccini. Una perdita, crediamo, grave, per Tirrenia – continua il comnicato – una volta città del cinema, legata al Ciak da un rapporto che va avanti da oltre 20 anni.

Ma, purtroppo, si tratta di una scelta inevitabile per degli imprenditori privati, come sono Alfea Cinematografica e il Cineclub Arsenale che da anni gestiscono il cinema, costretti a fare i conti con delle cifre nude e crude. Cifre che dicono, impietosamente, che è sempre più difficile sostenere il costo dell’affitto annuale del luogo dove sorge il cinema, sommato ai costi di gestione (allestimenti, costo dei film, proiezionisti, cassieri, utenze varie) e alle spese straordinarie legate alla conversione digitale di cui abbiamo detto sopra. Tutto questo ci ha portato alla decisione, per noi veramente sofferta, di dover anticipare di una settimana la chiusura del cinema per la prima volta dopo 23 anni. Una chiusura resa ancor più amara dall’incertezza sul futuro del Cinema Ciak, di cui, al momento, non siamo sicuri di poter garantire la riapertura il prossimo anno.

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