Comitato Comune Unico Area Pisana sulle dichiarazioni dei Sindaci

PISA – Il Comitato Comune Unico Area Pisana attraverso un comunicato stampa fa sapere di aver letto con interesse, ma con stupore le interviste rilasciate dai Sindaci di Calci e Cascina.

Abbiamo letto con interesse ma anche stupore le interviste rilasciate nei giorni scorsi da due primi cittadini dell’Area Pisana, Alessio Antonelli Sindaco di Cascina e Bruno Possenti Sindaco di Calci. Entrambi sembrano essere contrari all’idea proposta , attraverso un comitato dcittadini di diversi comuni dell’Area Pisana, e che sta avendo notevoli e crescenti consensi, di avere un unico comune, con un unico solo Sindaco, una sola Giunta, al posto delle attuali sei amministrazioni. Le motivazioni che portano i suddetti esponenti a tale opposizione, non sono a noi comprensibili, si parla di “fughe in avanti”, “rapporto con i cittadini”, piuttosto che di “altre vie” quali l’Unione dei Comuni cosa ben diversa da un processo organico di fusione che noi prospettiamo. Nelle interviste ci si dichiara a favore di un piano di coordinamento dell’Area Pisana e se ne chiede solo adesso una accelerazione ben sapendo invece che già dal 2006 è stato presentato a tutti i comuni (compresi quelli di Calci e Cascina che sono tra i promotori) il Piano Strategico dell’Area, verrebbe da dire perché solo adesso si pensa a soluzioni “alternative” dopo tanti anni di semi-immobilismo? Su questo concetto concordiamo con quanto affermato dal Sindaco Antonelli nell’intervista da voi pubblicata: “In Italia molto spesso si parla a vuoto senza arrivare a niente di conclusivo”. La più grave crisi economica dal dopoguerra, impone alla pubblica amministrazione di ripensare profondamente se stessa, avviando riforme coraggiose che diano grazie ad una semplificazione degli assetti istituzionali, maggiore rapidità di decisione, aumento della qualità ed efficienza dei servizi al cittadino. Tutti gli studi e analisi, ci confermano che, gli Enti di cui parlano i due Sindaci, ovvero le Unioni dei Comuni, non permettono quei benefici che invece noi auspichiamo e che sappiamo possibili; in queste forme associate non si ha alcun taglio ai costi della politica, non si ha un organo eletto e direttamente responsabile agli occhi dei cittadini, si aggiunge una sovrastruttura che non semplifica l’azione di governo ma tutt’altro, senza contare i benefici finanziari trascurabili se comparati con l’idea di fusione da noi portata avanti. Noi, cittadini liberi, senza alcun condizionamento, vogliamo il Comune Unico e non alternative soluzioni “impotenti” perché vogliamo un governo con una struttura più snella e rapida nel prendere decisioni, più forte nel difendere gli interessi strategici di territori strettamente interconnessi da identiche necessità, vogliamo un organo eletto e scelto dai cittadini e non un ente organizzato e calato dall’alto. Solo con il Comune Unico si avranno 600mila euro all’anno di tagli di costi alla politica, milioni di euro dalla razionalizzazione delle spese e dagli incentivi statali previsti, e solo con questa forma saremo in grado di progettare nuovi interventi e investimenti per lo sviluppo e la crescita di queste zone. Con il Comune Unico, non sono azzerate le identità dei territori, semmai questo rappresenta il solo modo di valorizzare luoghi cosi belli e importanti ma oggi quasi del tutto privi di autonomia per le scarse o inesistenti risorse finanziarie. Non passerà perciò il messaggio, che qualcuno in malafede sta diffondendo, di una annessione a Pisa o di perdita di identità, tutti i servizi al cittadino rimarranno nelle attuali sedi ma sarà possibile aumentarne la quantità e l’efficienza, e ogni territorio dovrà avere dei rappresentanti con cui avere una relazione diretta sui problemi e le necessità specifiche dei luoghi.

Liberiamo quindi le potenzialità contenute nei divisi Comuni dell’Area Pisana, superiamo una frammentazione inutile e dannosa che non preserva le identità ma le rende di fatto marginali e abbandonate al loro destino, affrontiamo le sfide del futuro con una nuova realtà che diverrà la seconda in Toscana e tra le prime in Italia.
Noi cittadini, ai quali è sempre chiesto di sopportare sacrifici ed essere di buon esempio per gli altri, chiediamo questa volta una prova di saggezza e coraggio ai nostri amministratori: date l’esempio anche voi, fate riforme che siano di beneficio per tutti, non restate immobili ai processi di trasformazione in atto.

Per ultimo, ci preme informare il Sindaco di Calci che con l’ente di cui parla e di cui auspica la formazione, non ci sarà alcun Referendum ne tantomeno coinvolgimento dei cittadini, forse si è confuso, in quanto questo strumento consultivo è previsto solo nei casi di fusione, come ad es. con il futuro Comune Unico dell’Area Pisana da 200mila abitanti, su cui i cittadini potranno essere chiamati ad esprimersi.

20130524-234017.jpg

You may also like

By