Cobas: “Province, chi tace acconsente”

PISA – “In questi mesi i lavoratori e le lavoratrici delle Province avrebbero dovuto mobilitarsi ma al contrario sono prevalse apatia, rassegnazione e un inspiegabile attendismo”.

Mentre si materializzano i primi tagli (feroci) della spending review, assistiamo alla politica dello scaricabarile tra Upi, Governo e Autonomie locali.

Quello che sappiamo è la entità dei primi tagli (già operativi nel 2012 e 1,2 miliardi di euro previsti per il 2013) in virtù dei quali non sarà possibile rogare servizi e assolvere molte delle funzioni spettanti alle Amministrazioni Provinciali. I primi risultati si intravedono nella mancata manutenzione degli edifici scolastici e delle strade nonostante il territorio, o meglio la sua manutenzione, rappresenti una autentica emergenza per il paese come dimostrato da frane, smottamenti che provocano danni ingenti e sacrificio di vite umane.

I primi a cadere saranno i lavoratori degli appalti visto che le Province potrebbero non avere i soldi necessari a pagare le cooperative e ditte che da anni hanno in appalto numerosi servizi.

Da mesi assistiamo a un ignobile scaricabarile e al di là dei ricorsi al Tar non si intravedono segnali concreti atti a salvaguardare i posti di lavoro nei servizi direttamente gestiti dalla Provincia e in quelli appaltati

Il Cobas Pubblico impiego si appella alle Rsu e ai lavoratori degli appalti per rompere quella gabbia di silenzio e di rassegnazione che porterà il Governo a decidere sulla nostra pelle con Regioni ed enti locali intenti solo a salvaguardare equilibri politici a discapito di servizi e posti di lavoro. Mobilitiamoci e costruiamo iniziative comuni.

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