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News dalla Scuola Sant’Anna

PISA – Scuola Superiore Sant’Anna e Juventus  insieme per ridurre le emissioni di gas serra. Alla Scuola Superiore Sant’Anna è attivo il Laboratorio SuM – Sustainability Management  dell’Istituto di Management, dove opera un gruppo di ricerca impegnato a unire il mondo dello sport, in particolare del calcio, e della sostenibilità ambientale.

È questo gruppo che supporterà la società bianconera nella quantificazione delle sue emissioni di carbonio di Scope 3 con metodi scientifici e consolidati, sulla base della propria ventennale esperienza nello studio delle cosiddette “impronte ambientali”. 

La prima fase del progetto consisterà in un’analisi di tutte le possibili fonti di emissioni connesse alle attività di Juventus (allenamenti, partite, gestione dello stadio…), mentre la seconda fase stabilirà una specifica metodologia per la classificazione e per il calcolo delle emissioni indirette (approvvigionamenti, accoglienza del pubblico…), in linea con lo standard ISO 14064 e con il protocollo GHG del World Resource Institute. Sono lo standard e il protocollo che definiscono linee guida internazionali per la contabilizzazione dei gas serra.

Il percorso innovativo di applicazione agli eventi sportivi della “carbon footprint” nasce sulla scia delle attività svolte dalla Scuola Superiore Sant’Anna, in particolare dall’Istituto di Management, nell’ambito del progetto europeo Life TACKLE, focalizzato sulla gestione ambientale del calcio professionistico e sullo sviluppo di differenti azioni mirate alla sostenibilità di questo settore come la gestione dei rifiuti, la mobilità dei supporters, i consumi energetici originati dalle partite e la gestione degli stadi. Fin dai primi passi del progetto europeo Life TACKLEJuventus è stato uno dei Club “pionieri” nel 2019 a contribuire al progetto mettendo a disposizione la propria esperienza sullo sviluppo di buone pratiche ambientali, applicate alla gestione dei match, degli allenamenti e delle strutture ad essi funzionali, incluso l’Allianz Stadium.

L’accordo dà il via, oggi, ad un nuovo percorso di collaborazione con Juventus, tra i club più innovativi e all’avanguardia nel panorama del calcio professionistico sul fronte della impegno contro il cambiamento climatico, con l’obiettivo di consolidare il percorso intrapreso e  compiere un ulteriore salto di qualità in termini di sostenibilità e lotta al Climate Change nell’attuazione di iniziative e strategie di frontiera in tema di sostenibilità.

Nella lotta al cambiamento climatico occorre mobilitare tutti i settori della collettività. Per la grande influenza che esercitano sulla società e sulle diverse generazioni, lo sport, e il calcio in particolare, rappresentano una leva di sviluppo per azioni di riduzione dell’effetto serra di formidabile efficacia”, sottolinea Fabio Iraldo, docente co-direttore del laboratorio SuM Sustainability Management dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna.

Le strategie di un club del calibro e del prestigio di Juventus. sono determinanti in questa prospettiva, sia grazie alla limitazione delle proprie emissioni, sia agendo su tutte le attività della filiera, sia infine coinvolgendo i tifosi in scelte e comportamenti sempre più virtuosi e attenti all’ambiente”, commenta Tiberio Daddi, ricercatore responsabile del gruppo di ricerca “Sport e Sostenibilità” attivo nel Laboratorio SuM Sustainability Management dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna.

PISA – Prosegue l’impegno congiunto degli atenei della Toscana nel formare i professionisti delle strategie di marketing e comunicazione internazionale del vino italiano: sono aperte fino al 4 ottobre le iscrizioni alla nuova edizione, la settima, del master universitario di primo livello “Vini italiani e mercati mondiali, organizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in maniera congiunta con l’Università di Pisa, l’Università per Stranieri di Siena, l’Università di Siena, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier (AIS).

La partecipazione degli atenei rafforza la qualità e l’ampiezza della proposta formativa e conferma l’interesse delle istituzioni universitarie toscane verso il percorso professionale del master, focalizzato sulle produzioni enologiche nazionali. Il successo del corso è confermato dal trend di inserimento nel mondo del lavoro di chi ha conseguito il titolo nelle precedenti edizioni. Questo corso si è infatti accreditato come punto di riferimento per l’alta formazione nel settore specifico della produzione enologica nazionale.

Il master “Vini italiani e mercati mondiali” forma una figura professionale che, grazie alle conoscenze dei principi della produzione vitivinicola,  dei meccanismi e strumenti della comunicazione e marketing, nonché delle tecniche di degustazione sviluppate durante le attività didattiche, è in grado di contribuire alla diffusione della conoscenza dei vini italiani all’estero, alla loro promozione e affermazione sui mercati mondiali, considerando sia quelli consolidati (Stati Uniti, Germania, Regno Unito) sia quelli in espansione (Cina, Corea, Russia, Brasile, America latina), con una particolare attenzione su paesi “emergenti” come India, Africa, Sud-est asiatico.

Gli “ambasciatori del vino italiano”, formati dal master, sono specialisti in temi riguardanti la conoscenza dei vini italiani – grazie anche alle competenze in degustazione, acquisite all’interno del master con il diploma di sommelier AIS – dei territori che li producono e dei risvolti qualitativi, culturali, socio-economici e commerciali, delle tecniche e delle modalità di comunicazione specifiche per i prodotti enologici. Particolare attenzione è dedicata anche alle caratteristiche e alle tendenze dei diversi mercati mondiali e dei consumatori internazionali.

Chi può partecipare. Il master è diretto a diretto a laureati di primo livello in viticoltura ed enologia, in discipline agrarie-alimentari, economiche, di comunicazione e di marketing o a laureati di primo o secondo livello in altre discipline attinenti al profilo professionale da formare, anche in relazione al percorso e alle motivazioni dei candidati. La richiesta di ammissione è aperta anche a laureandi, i quali abbiano terminato gli esami di profitto prima dell’inizio delle lezioni e che prevedano di acquisire il titolo di accesso nel corso delle attività didattiche del Master. E’ possibile richiedere la partecipazione a singoli moduli o in qualità di uditori. Alcune lezioni si tengono in lingua inglese per favorire l’approccio ai mercati internazionali.

Il placement. Il successo del master è testimoniato dal livello occupazionale di chi ha conseguito il titolo, grazie all’attivazione di rapporti professionali con aziende nelle diverse regioni italiane, che collaborano alle attività formative anche attraverso gli stage.

Il consorzio universitario AlmaLaurea riporta un tasso di occupazione compreso fra il 65 e 90 per cento, entro un anno dal conseguimento del titolo, tra chi ha concluso il master nelle prime quattro edizioni. I molteplici sbocchi professionali riguardano, in particolare, attività di promozione nazionale e internazionale sia per singole aziende sia per marchi collettivi, gestione e responsabilità del marketing, organizzazione di eventi, attività e strategie di comunicazione.

Il mercato italiano e quello mondiale. “Nonostante le naturali oscillazioni, l’Italia continua a mantenere la leadership mondiale in termini di produzione di vino che, anche nella vendemmia 2020, sfiora i 50 milioni di ettolitri – commenta il direttore del master, Pietro Tonutti, docente di viticoltura alla Scuola Superiore Sant’Anna. Un interessante trend, che può avere riflessi a livello di mercati internazionali, è il fatto che i vini bianchi continuano ad essere prevalente sui vini rossi, raggiungendo il 57% della produzione totale. Un altro elemento di interesse è senz’altro rappresentato dal consolidamento delle produzioni Doc/Docg che rappresentano quasi il 45% della produzione totale. Poco meno della produzione nazionale è destinata al consumo interno ed è quindi fondamentale perseguire politiche e strategie di consolidamento del trend positivo dell’export che, pur avendo evidenziato una lieve flessione nel 2020 rispetto all’anno precedente, dovuta anche ad aspetti legati alla pandemia Covid-19, si attesta attorno ai 6.3 miliardi di euro”.

“I mercati europei e nordamericani – prosegue Pietro Tonutti – hanno mantenuto od incrementato (anche in modo marcato, come nel caso di alcuni paesi scandinavi) i livelli di importazioni dei vini italiani, alcune criticità si sono invece manifestate nei mercati asiatici. L’export del vino rappresenta un fattore di assoluta importanza per il settore enologico nazionale con positive ripercussioni anche su altri ambiti ad esso collegati (come il turismo e la promozione più generale del “Made in Italy”). Da qui la necessità di formare figure professionali in grado di creare opportunità e sviluppare nuove strategie aziendali (anche in relazione alle problematiche create dal Covid-19), e di diffondere con successo la conoscenza dei vini italiani, delle numerose Dop (“Denominazioni di Origine Protetta”) e della cultura legata alle tradizioni enologiche e ai diversi territori. Per raggiungere questo scopo – conclude il direttore del master – è necessaria una forte ‘complementazione’ delle competenze viticolo-enologiche e di marketing con quelle più squisitamente di tipo socio-culturale e di comunicazione da integrare con quelle relative allo studio delle caratteristiche dei mercati e delle tipologie dei consumi e dei consumatori internazionali”.

PISA – Per conoscere l’evoluzione della bionica negli ultimi trent’anni e per tracciare gli obiettivi e le sfide future di questa disciplina, martedì 27 luglio a partire dalle ore 14 l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna organizza il workshop “Bionics Today. Robots and biological systems: a checkpoint of bionics evolution”.

Un momento di confronto e di riflessione al quale parteciperanno alcuni tra i importanti studiosi internazionali di bionica e robotica, sotto la guida di Paolo Dario, docente ordinario dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna, e Giulio Sandini, founding director dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

Il workshop si svolgerà on line sulla piattaforma Web-Ex e sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube della Scuola Sant’Anna al seguente indirizzo: https://youtu.be/PM2MYG_4FNc.

L’EVOLUZIONE DELLA BIONICA DAL 1989 A OGGI

Nel giugno del 1989 Paolo DarioGiulio Sandini e Patrick Aebischer, professore emerito di EPFL (Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne), organizzarono il workshop “Robots and Biological Systems: Towards a New Bionics?” Erano anni in cui la robotica e la bionica erano ancora discipline pioneristiche, tuttavia molte delle idee e dei contributi che uscirono da quel workshop (e che sono raccolte nel volume “Computer and Systems Sciences Series”) rappresentarono i primi tasselli di quel percorso destinato a rinnovare in maniera profonda la scienza e la tecnologia degli ultimi anni.

Oggi, questo nuovo workshop si pone come prosecuzione ideale dell’evento di 32 anni fa. Due degli stessi tre organizzatori, Paolo Dario e Giulio Sandini, assieme a molti altri illustri colleghi, rifletteranno su come la bionica sia diventata una disciplina centrale per sviluppare macchine e sistemi avanzati ispirati al mondo vivente, fonte inesauribile di spunti per la realizzazione di applicazioni utili agli esseri umani e alla società.

“È bello avere l’opportunità di verificare – commenta Paolo Dario – quanto una nuova disciplina scientifica e tecnologica abbia realmente prodotto 30 anni dopo. Prima del Workshop del 1989, la Bionica era un’area che aveva suscitato interesse e aspettative, soprattutto – bisogna dirlo – in ambito militare ma che era rapidamente decaduta sia per le aspettative forse eccessive che aveva creato sia per una cattiva fama in ambito scientifico che ne aveva gravemente danneggiato la reputazione. Con il Workshop del 1989, un gruppo di giovani ricercatori decise di riprendere le fila e di approfondire, con spirito critico, ma anche di avventura e con lo sguardo rivolto al futuro, quali potessero essere le prospettive scientifiche, tecnologiche, applicative e sociali della Bionica”.

Il workshop sarà anche l’occasione per ripercorrere il contributo scientifico nel suo corso della sua carriera di Paolo Dario, uno dei padri della bionica e della biorobotica in Italia e in Europa.

“Cosa è successo dopo il nostro workshop del 1989? – continua Paolo Dario – Facile verificarlo, e lo faremo con l’evento 27 luglio. Ma è certo che la Bionica ha generato nuova ricerca di frontiera, nuove tecnologie, ispirato e educato molti giovani mediante corsi accademici ufficiali di grande successo, favorito la nascita di nuove riviste scientifiche, e di più”.

IL PROGRAMMA DEL WORKSHOP

Il welcome sarà affidato a Maria Chiara Carrozza, presidentessa del CNR. Il workshop “Bionics Today. Robots and biological systems: a checkpoint of bionics evolution” sarà organizzato attorno a due tavole rotonde che affronteranno i due filoni principali della ricerca bionica: bodyware e mindware.

Alla tavola rotonda “Bodyware and mindware” parteciperanno: Atsuo Takanishi (Waseda University), Toshio Fukuda (Meijo University), Rodney Brooks (Massachusetts Institute of Technology), Marc Raibert (Boston Dynamics), Massimo Bergamasco (Istituto di Intelligenza meccanica, Scuola Superiore Sant’Anna), Kenneth Salisbury (Stanford University), Antonio Bicchi (Università di Pisa), Danilo De Rossi (Centro di ricerca Enrico Piaggio).

La tavola rotonda “Mindware and bodyware” vedrà la presenza di: Pietro Morasso (Istituto Italiano di Tecnologia), Neville Hogan (Massachusetts Institute of Technology), Ferdinando Mussa-Ivaldi (Northwestern University), Giuseppe Casalino (Politecnico di Bari), Concetta Morrone (Università di Pisa), David Burr (Università degli studi di Firenze e CNR Pisa), Ruzena Bajcsy (University of California), Tomaso Poggio (Massachusetts Institute of Technology), Blake Hannaford (University of Washington).

PISA – È ormai decollato il Made Green in Italy, lo schema nazionale volontario sviluppato dal Ministero della Transizione Ecologica per promuovere le eccellenze italiane ad elevata qualificazione ambientale e a ridotto impatto sull’ambiente.

Per presentare le novità principali su questo tema e per illustrare le opportunità oggi garantite dalla certificazione, il prossimo 9 giugno, a partire dalle ore 10:00 in diretta streaming anche sul canale YouTube della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa https://www.youtube.com/user/ScuolaSantanna è in programma il webinar dal titolo “Made Green in Italy – Il decollo operativo dello schema di certificazione dell’eccellenza ambientale dei prodotti italiani e il suo ruolo nella transizione ecologica”.

L’evento, che vedrà fra gli altri la partecipazione di rappresentanti del Ministero della Transizione Ecologica e della Commissione Europea, sarà inoltre l’occasione per illustrare i risultati ottenuti dal progetto europeo pilota Life EFFIGE (Environmental Footprint for Improving and Growing Eco-efficiency) che, sotto il coordinamento dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha coinvolto quattro filiere produttive di grande rilevanza per il Made in Italy (agroalimentarelegno-arredofonderie e servizio di ristorazione) nella sperimentazione della metodologia PEF (Product Environmental Footprint), il metodo di calcolo dell’impronta ambientale alla base della certificazione Made Green in Italy e che sta accompagnando il sistema produttivo italiano verso la piena attuazione dello schema e la sua valorizzazione competitiva.

«Lo schema Made Green in Italy – dichiara Fabio Iraldo, professore ordinario dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna – è un formidabile strumento per stimolare il miglioramento delle prestazioni ambientali dei prodotti e dei servizi offerti dalle aziende. Vedere riconosciuto l’impegno per la sostenibilità con un marchio che è capace di associare l’eccellenza ‘green’ alla tradizione produttiva del Made in Italy, per di più rilasciato direttamente dal Ministero della Transizione Ecologica, è un’opportunità unica per un’azienda che, grazie a questa duplice leva potrà essere più competitiva sui mercati nazionali e internazionali. Chi ottiene questa certificazione può infatti far valere in modo integrato garanzie di tracciabilità e di sostenibilità ambientale, che rappresentano oggi un fattore determinante per avere successo nei confronti dei consumatori».

Made Green in Italy, che punta a diventare il nuovo standard sulla sostenibilità dei prodotti Made in Italy, rappresenta un tassello chiave nel quadro delle politiche nazionali per la transizione ecologica: la sua adozione intende infatti promuovere modelli sostenibilidi produzione e consumo, contribuendo così ad attuare nel contesto italiano la strategia per il Green Deal e per il Piano d’Azione sull’Economia Circolare dalla Commissione Europea.

Per essere certificato Made Green in Italy, un prodotto deve presentare prestazioni ambientali pari o superiori ai benchmark di riferimento, che vengono stabiliti sulla base di una valutazione effettuata seguendo la metodologia PEF. La certificazione è accessibile ai soli prodotti per i quali esiste una RCP (Regola di Categoria di Prodotto) in corso di validità. Le RCP, che devono essere proposte al Ministero da soggetti pubblici o privati che rappresentano oltre il 50% del fatturato del settore cui appartiene la categoria di prodotto in questione, sono i documenti contenenti le indicazioni metodologiche che definiscono le regole e i requisiti necessari alla conduzione di studi relativi all’impronta ambientale per quella specifica categoria di prodotto.

Grazie all’esperienza maturata nell’ambito del progetto Life EFFIGE, alcune filiere produttive hanno già potuto presentare al Ministero delle proposte di RCP relative a specifiche categorie di prodotto, e sono ora in attesa di ottenere il via libera per permettere alle aziende che operano nei settori interessati di richiedere il marchio per i loro prodotti.

«Le filiere produttive che hanno partecipato al progetto EFFIGE hanno anticipato i tempi verso l’elaborazione delle Regole di Categoria di Prodotto – sottolinea Francesco Testa, professore associato dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna – e alcune di loro hanno anche già presentato le loro proposte al Ministero.Grazie all’importante lavoro condotto durante il progetto EFFIGE, in altri progetti europei (come il Life MAGIS, che vede la Scuola Superiore Sant’Anna come Partner) e nelle parallele azioni di supporto condotte dal Ministero della Transizione Ecologica, quindi, ora le aziende attive nei settori per i quali sono state approvate le RCP possono già certificare i loro prodotti con il marchio Made Green in Italy, con tutti i vantaggi competitivi che una certificazione di sostenibilità ambientale così autorevole può garantire oggi e ancor più in futuro».

Il Progetto Life EFFIGE

Il progetto EFFIGE, finanziato dall’unità Life della Commissione Europea, giunto alle battute finali, ha coinvolto quattro filiere produttive di grande rilevanza per il Made in Italy: agroalimentarelegno-arredofonderie e servizio di ristorazione, all’interno delle quali si è sperimentata l’adozione della Product Environmental Footprint (PEF), un metodo di calcolo dell’impronta ambientale di prodotti e servizi promosso dalla Commissione con la Raccomandazione 179/2013/UE. Le aziende che partecipano al progetto hanno calcolato l’impronta ambientale su alcuni prodotti rappresentativi del proprio ambito di riferimento individuando così le principali categorie d’impatto. In un secondo momento, hanno messo in atto una serie di azioni di miglioramento utili a ridurre l’impatto della produzione e, infine, stanno ricalcolando l’impronta ambientale per valutare l’effettiva efficacia delle misure intraprese.

Il progetto EFFIGE non ha soltanto sviluppato attività scientifiche di calcolo e riduzione dell’impronta ambientale dei prodotti: ha anche definito di strumenti di comunicazione per valorizzare le performance di sostenibilità raggiunte e rendere il metodo PEF versatile, duttile e applicabile a tutte le imprese, specialmente alle PMI. Fra questi strumenti, i principali sono:

1.       PEFStarter, uno strumento online che propone un percorso informativo personalizzato sugli aspetti principali del metodo PEF, al termine del quale viene elaborato un report scaricabile contenente le informazioni critiche ricevute

2.       Life Cycle Communication Tool, uno strumento che permette di rielaborare con equivalenze di facile comprensione i risultati che emergono dai complessi indicatori con i quali si calcola l’impronta ambientale di un prodotto nel suo intero ciclo di vita: dall’ideazione, alla produzione e all’uso, fino allo smaltimento.

3.       Linee guida per la PEF Communication, un documento che mira a fornire un supporto per la comunicazione ambientale di prodotto e le iniziative di green marketing. Il documento illustra i principi da rispettare per fare una comunicazione ambientale metodologicamente corretta e di facile comprensione, fornendo anche diversi esempi concreti di comunicazione rintracciati sul web.

  I partner del progetto

L’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna, che coordina il progetto, propone programmi di formazione e ricerca focalizzati su questioni rilevanti per le istanze di modernizzazione e innovazione del Paese. Sono due le finalità principali dell’Istituto di Management: declinare il management dell’innovazione con riferimento all’industria e al settore dei servizi privati e pubblici; fornire contributi originali dal punto di vista della produzione scientifica e apporti al settore pubblico e alle imprese in termini di conoscenze e formazione di competenze qualificate.

ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, partner tecnico del progetto, è un ente pubblico finalizzato alla ricerca, all’innovazione e alla fornitura di servizi avanzati nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

Assofond, Associazione Italiana Fonderie, è l’organizzazione industriale di categoria che rappresenta le principali imprese italiane del settore. Fondata nel 1948, aderisce a Confindustria e alla European Foundry Association (CAEF), contando circa 200 aziende associate.

Consorzio Agrituristico Mantovano è una rete di 350 aziende agricole e agrituristiche sorta nel 1998. Ha sede a Mantova e svolge attività di promozione integrata delle risorse di turismo rurale e dei prodotti di fattoria delle campagne mantovane e lombarde.

CAMST è la più grande azienda di ristorazione a capitale interamente italiano, con un fatturato di 507 milioni di euro e 10.560 dipendenti (dati bilancio 2016). È specializzata in tutti i settori della ristorazione, dalla collettiva a quella commerciale.

FederlegnoArredo, fondata nel 1945, è parte di Confindustria e rappresenta le imprese italiane che operano nel settore del legno-arredo: una filiera economica integrata che, dalla materia prima al prodotto finito, crea un flusso di prodotti ad alto valore aggiunto.

PISA – Nasce alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa la prima piattaforma di giustizia predittiva, con un progetto che mira a sviluppare una metodologia di analisi del materiale giurisprudenziale coniugando tecniche di “machine learning” e analisi dei “big data”. Sviluppi e aggiornamenti sono già disponibili all’indirizzo www.predictivejustice.eu,

il sito realizzato dal Lider Lab (Laboratorio Interdisciplinare Diritti e Regole, con il coordinamento di Giovanni Comandé, docente di Diritto privato comparato, dell’Istituto Dirpolis _ Diritto, Politica e Sviluppo della Scuola Superiore Sant’Anna), in collaborazione con il dipartimento di eccellenza EMbeDS (Economics and Management in the era of Data Science), la cui infrastruttura informatica e computazionale è in grado di “gestire flussi continui di grandi basi di dati e supportare sofisticati modelli di intelligenza artificiale per l’elaborazione e la comprensione del linguaggio giuridico”, come sottolinea Daniele Licari, data scientist di EMbeDS.

Il progetto aveva preso il via nel 2019 grazie alla collaborazione tra il Lider Lab dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna e il Tribunale di Genova, alla quale è seguita la recente stipula della convenzione con il Tribunale di Pisa per lo sviluppo di protocolli di anonimizzazione e pseudonimizzazione del materiale di carattere giurisprudenziale. Sulle potenzialità del progetto la presidente del Tribunale di Pisa, Maria Giuliana Civinini commenta: “La conclusione di questa convenzione, ritardata dall’emergenza sanitaria da Covid-19, segna un momento importante per lo sviluppo del progetto della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per le prospettive della ricerca giurisprudenziale e per il nostro Tribunale. È stato previsto l’utilizzo delle decisioni archiviate nei sistemi informatici del nostro tribunale per sperimentare e mettere in atto un programma di anonimizzazione in vista della costituzione di un archivio di giurisprudenza di merito navigabile con modalità semantiche”. “La finalità – spiega la presidente Civinini – è offrire un duplice supporto e servizio a professionisti, cittadini e giudici. Professionisti e cittadini potranno avere una migliore e più accessibile conoscenza della giurisprudenza e la possibilità di valutare la potenziale soluzione di un determinato caso, mentre i giudici potranno conseguire una conoscenza più approfondita, perché analizzabile in modo aggregato, per ragioni delle decisioni e per soluzioni, della giurisprudenza in materie sensibili come quelle relative all’assegno di mantenimento in caso di separazione e divorzio o alla liquidazione del danno alla salute. Questo consentirà di adottare decisioni più consapevoli che garantiscano e realizzino al massimo grado i principi di equità, uguaglianza di trattamento e corretta presa in considerazione delle problematiche coinvolte”.   

Attraverso l’analisi realizzata dall’intelligenza artificiale, al giudice che ne fa uso sarà infatti possibile ricostruire orientamenti, tendenze comuni e prassi della giurisprudenza: “Si tratta di automatizzare e generalizzare una metodologia già sviluppata e in uso presso l’Osservatorio sul danno alla persona in materia di risarcimento del danno – commenta Giovanni Comandé che aggiunge: “Introdurre un meccanismo di accesso arricchito semanticamente ai dati giurisprudenziali – aggiunge il docente – assieme alla spiegazione del ragionamento giuridico avrà un effetto dirompente per magistrati, policy maker, accademici. Scontate diventano anche le ricadute in termini di riduzione del contenzioso e possibilità di soluzioni concordate tra le parti in causa”.

In concomitanza con il lancio del sito di Giustizia Predittiva, il Lider Lab dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna annuncia anche di aver rinnovato il proprio sito: www.lider-lab.it presenta adesso una maschera di navigazione più agile per orientarsi tra le attività di ricerca, formazione e terza missione svolte nelle sei aree di ricerca (proprietà intellettuale, governo dell’intelligenza artificiale e diritto, privacy, diritto e governance dei dati, diritto alla salute, diritto delle relazioni familiari, responsabilità civile e assicurazione) anche attraverso progetti internazionali. Ampio spazio è poi riservato alla formazione per i professionisti con l’offerta di corsi, seminari e webinar.

PISA – Anche un’epidemia può essere considerata un evento “Cbrn”, acronimo che ne sintetizza l’origine chimica, biologica e radio-nucleare? Esistono e quali sono, inoltre, gli obblighi internazionali relativi alla loro gestione? Intorno a questo argomento si costruisce il progetto di ricerca “Cbrn-Italy, finanziato dal bando Prin 2017 del Ministero dell’Università e Ricerca, con il coordinamento scientifico di Andrea de Guttry, docente di Diritto internazionale dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica e Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Partecipano al progetto le Università di Bologna, di Torino e di Firenze. Le attività del progetto, che ha preso il via ufficiale il primo marzo 2020, hanno in qualche modo anticipato le nuove urgenze e le possibili emergenze cui la società globale è esposta, prima fra tutte la pandemia da Covid-19. Tra le azioni di questo progetto di ricerca è previsto, per martedì 13 (inizio ore 9.30) e per mercoledì 14 aprile (inizio ore 9.00), il primo seminario su “Obblighi Internazionali relativi ad eventi di origine chimica, biologica, radio-nucleare”, durante il quale è prevista la presentazione dei risultati preliminari delle attività di ricerca.

Obiettivo del progetto “Cbrn-Italy” è esaminare il quadro normativo internazionale rilevante per gli eventi che comportano un rischio chimico, biologico e radio-nucleare e il livello di implementazione degli obblighi internazionali nel contesto italiano, temi al centro del seminario di martedì 13 e mercoledì 14 aprile. Durante il primo anno di attività, i ricercatori hanno definito l’ambito di riferimento del progetto, ampliando il concetto di rischio chimico, biologico e radio-nucleare anche per eventi accidentali e naturali (come possono essere appunto un’epidemia o una pandemia) e chiarendo le fasi del ciclo di gestione dell’emergenza, dalla prevenzione, alla preparazione, alla risposta alla successiva ripresa. I ricercatori hanno anche mappato gli obblighi internazionali e regionali applicabili alle diverse fasi di un evento del genere.

Da adesso e per i prossimi due anni, sino alla conclusione del progetto, l’ambito principale della ricerca è dedicato all’implementazione degli obblighi sovranazionali in Italia e all’elaborazione di raccomandazioni utili a migliorare i quadri normativi e operativi a livello nazionale e sovranazionale.

La pandemia con cui siamo obbligati a convivere da ormai più di un anno – spiega Andrea de Guttry, in qualità di coordinatore del progetto – sta facendo emergere con forza molti aspetti di cui ci stiamo occupando, come l’importanza di capire le necessità di ogni singola fase di un’emergenza, dalla prevenzione sino alla fase finale di ripresa. Un obiettivo fondamentale è comprendere fino a che punto gli strumenti normativi e di policy elaborati a livello internazionale, che spesso rendono esplicite le necessità delle singole fasi tramite l’imposizione di obblighi o la proposta di raccomandazioni, siano implementati a livello nazionale”.

L’incontro di martedì 13 e mercoledì 14 aprile si tiene sulla piattaforma Webex. Per iscriversi e per seguire i lavori è sufficiente contattare Silvia Venier, all’indirizzo silvia.venier@santannapisa.it.

PISA – Un nuovo tipo di muscolo artificiale che può essere impiegato per il movimento di robot di piccole dimensioni è stato sviluppato da un team di ricercatori guidato da Marco Fontana, docente leader del gruppo “Robotic mechanisms and materials” del Laboratorio di Robotica Percettiva dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, insieme a colleghi dei Dipartimenti di Ingegneria Industriale delle Università di Trento e di Bologna.

Il principio di funzionamento di questo nuovo tipo di muscolo artificiale – ininglese Ebm, acronimo di Electrostatic bellow muscle – si basa su una struttura che ricorda il mantice di una fisarmonica che il musicista fa allungare e contrarre. Nel caso dell’Ebm questo movimento è invece prodotto da forze di attrazione elettrostatica.

Il video

La nuova tecnologia è stata presentata in un articolo pubblicato mercoledì 24 febbraio sulla rivista “Science Robotics”. Il gruppo di ricercatori spiega come il concetto alla base (una struttura che ricorda il mantice di una fisarmonica) può essere impiegato per produrre muscoli artificiali con dimensioni di pochi centimetri dalle caratteristiche simili a quelle dei muscoli umani, che raggiungono velocità e dimostrano forze molto elevate rispetto alle loro dimensioni. Possono infatti sollevare carichi fino a 100 volte il loro peso. Questi innovativi “muscoli artificiali” possiedono tre caratteristiche che i ricercatori definiscono “molto promettenti” per realizzare nuovi sistemi robotici ma anche per diverse altre applicazioni.

La prima caratteristica dell’Ebm è la sua “multifunzionalità”, ossia la capacità di integrare, in unico sistema, funzionalità che di solito richiedono diversi dispositivi. L’Ebm si contrae sulla base di uno stimolo elettrico, ma può essere impiegato anche come una pompa, che fa circolare un fluido per dare movimento, ad esempio, a un robot. Al tempo stesso, il muscolo artificiale può anche diventare un generatore che permette di riciclare l’energia durante le fasi di frenata, aumentando la durata della batteria del sistema, proprio come avviene per le auto elettriche. In seconda istanza, questi muscoli sono versatili perché, grazie alla loro struttura modulare, hanno la capacità di essere adattati con facilità a diverse tipologie e specifiche di movimento. Infine, come terza caratteristica, questi muscoli rappresentano una tecnologia di attuazione (movimento) a basso costo in quanto le sottili pellicole di materiale polimerico (plastiche) impiegate per realizzarli risultano assai economiche e i relativi processi di fabbricazione sono replicabili su larga scala per avviare una produzione in serie.

A oggi siamo impegnati – spiega Marco Fontana a nome del team di ricerca – in un ulteriore miglioramento delle prestazioni di questi dispositivi con l’utilizzo di nuovi materiali, come polimeri biodegradabili ad alte prestazioni, e attraverso lo studio di processi di fabbricazione avanzati. Stiamo già dialogando e valutando collaborazioni con varie aziende

PISALo sviluppo di nuovi modelli per valutare i rischi finanziari connessi al cambiamento climatico e per definire il ruolo delle banche centrali nella loro gestione è al centro di un progetto, finanziato dall’International Network for Sustainable Financial Policy Insights, Research and Exchange (Inspire) attraverso un “research grant”, che vede impegnati ricercatori, in team, provenienti da Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Rff-Cmcc European Institute on Economics (Milano)Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti ClimaticiUniversità BocconiPolitecnico di Milano.

  L’attenzione delle banche centrali per i rischi connessi al cambiamento climatico è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni. A dicembre 2017 viene creato il “Network for Greening the Financial System” (Ngfs), istituzione che comprende le maggiori banche centrali – come quelle di Francia, Spagna, Italia, Giappone, Germania –  e i più importanti istituti di regolamentazione finanziaria e che coadiuva Inspire nel finanziamento dei progetti di ricerca più promettenti per coinvolgere il sistema finanziario nel contrastare i cambiamenti climatici.

  Perfino la presidente della Banca centrale europeaChristine Lagarge, in un suo intervento a fine gennaio 2021, aveva sollecitato le banche centrali a contribuire alla lotta al cambiamento climatico, a saperne comprendere i rischi e a sfruttarne le opportunità che ne derivano. Al progetto a cui contribuisce il team di ricercatori italiani, si chiede di contribuire a questo dibattito studiando come banche centrali e governi possano co-gestire le conseguenze del cambiamento climatico e della “transizione verde” per il mondo della finanza e per le dinamiche macroeconomiche.

  “Esistono due principali classi di rischi – spiega Francesco Lamperti, a capo del progetto e ricercatore presso l’Istituto di Economia e il Dipartimento di Eccellenza EMbeDS (Economics and management in the era of data science) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e scientist presso l’Rff – Cmcc European Institute on Economics and the Environment di Milano – che il cambiamento climatico pone sul sistema finanziario. Una è legata agli impatti fisici: si pensi alle perdite di valore degli immobili a causa di inondazioni o uragani, un’altra riguarda le instabilità che la transizione stessa può creare, soprattutto in settori altamente finanziarizzati come quelli ancora dipendenti in maniera massiccia dal carbone. Il problema principale – prosegue Francesco Lamperti – è che mancano modelli in grado di offrire valutazioni integrate di entrambe le classi di rischi e, soprattutto, che permettano di testare quali meccanismi di politica fiscale e monetaria siano necessari per gestirli”.

  Il progetto vuole infatti di sviluppare un nuovo modello macroeconomico, capace di analizzare sia i rischi fisici che quelli di transizione, finora analizzati in maniera disgiunta dalla letteratura, per il sistema finanziario globale. “Durante il prossimo anno svilupperemo un nuovo approccio alla modellizzazione del rischio climatico per le dinamiche macroeconomiche – conclude Francesco Lamperti – e, in particolare, cercheremo di capire come la politica fiscale, la politica monetaria e quella macroprudenziale possano interagire in maniera sinergica per garantire una transizione rapida e ordinata verso un’economia a zero emissioni entro il 2050”.

  Qui il link ai risultati della “Call for proposals” che ha visto finanziato il progetto del gruppo di ricercatori italiani: https://www.climateworks.org/wp-content/uploads/2021/02/INSPIRE-Call-4-Awardees.pdf

PISA – Nonostante il Covid, la mensa della Scuola Superiore Sant’Anna non si ferma. Il servizio, gestito da Vivenda spa, azienda del Gruppo La Cascina, è riuscita ad adeguarsi al contesto e ad attivare il servizio di delivery dei pasti.

Nella sede centrale e ai collegi Faedo, Tersani, San Tommaso e la Foresteria l’azienda consegna 200 pasti a turno – tra colazione, pranzo e cena – per un totale di 400 con servizio “porta a porta”, a causa dell’emergenza sanitaria. In aggiunta ci sono circa 30 pasti al self service per dottorandi.

Nel periodo precedente la pandemia, Vivenda arrivava a gestire quasi 400 pasti a pranzo e 200 a cena, oltre a 50 colazioni.

Massimiliano Leoni, Direttore di filiale Toscana e Umbria per la Vivenda Spa, dichiara: “Per quanto ci riguarda è stato uno sforzo incredibile riuscire a garantire il servizio anche in un contesto del genere. Ma lo abbiamo voluto fare in tutti i modi per assicurare qualcosa di indispensabile e non lasciare sole le persone, che hanno visto in noi una sicurezza. Continueremo ad adattarci ad una situazione che evolve costantemente, perché la solidità della nostra azienda lo permette”.

PISAAssofarm, la Federazione che associa le farmacie comunali italiane, insieme all’Unione Europea delle Farmacie Sociali (UEFS) e a Farmacie Comunali di Pisa, hanno formalizzato un rapporto di collaborazione con il Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna per partecipare alla Task Force dati per l’emergenza Covid-19 che si occupa di analizzare l’impatto socio-economico ed epidemiologico sul sistema Paese e le soluzioni tecnologiche basate sullo studio dei dati necessarie a fronteggiare l’emergenza.

Le eccellenze pisane specializzate nello studio e nell’analisi dei dati diventano collaboratori della task force voluta dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, per fornire informazioni e attività di supporto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alle Amministrazioni Pubbliche nella definizione di politiche di contenimento del contagio da Covid-19.

Venanzio Gizzi, presidente Assofarm

Assofarm ha voluto mettere a disposizione della Task Force per l’emergenza Covid-19 il proprio patrimonio di studi, dati ed esperienze per poter contribuire a fornire informazioni, pareri e proposte a disposizione delle autorità governative. Le Farmacie Comunali nella fase di gestione dell’emergenza da Covid-19 sono impegnate in prima linea per raccogliere dati e fornire suggerimenti alla popolazione al fine di fronteggiare la drammatica emergenza che ha investito tutto il paese, potendo contare sul supporto di Assofarm e UEFS che dedicano attenzione e risorse per attuare analisi, studi e ricerche che riguardano la salute dei cittadini. In particolare Assofarm si avvale del supporto di qualificate aziende associate come Farmacie Comunali di Pisa e della collaborazione con istituzioni internazionali prestigiose come il Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna. Assofarm ha voluto mettere a disposizione della Task Force per l’emergenza Covid-19 presso il Ministero per l’Innovazione il proprio patrimonio di studi, dati ed esperienze per poter contribuire a fornire informazioni, pareri e proposte a disposizione delle autorità governative. A tal fine è stato costituito il gruppo di lavoro composto per il Panorama europeo da Venanzio Gizzi, dell’Unione Europea delle Farmacie Sociali; per il Quadro Nazionale da Francesco Schito Segretario Generale di Assofarm; per il Coordinamento da Andrea Porcaro D’Ambrosio membro della Giunta nazionale di Assoform; per il Tramite dei lavori da Bruna Vinci di Farmacie Comunali di Pisa Spa e Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

«Il rapporto di collaborazione tra Assofarm, UEFS, FCP Spa, MES di SSSA con il Gruppo di lavoro, voluto dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione – dichiara il presidente di Assoform Venanzio Gizzi – ci vede invitati a partecipare al fine di fornire informazioni, pareri e proposte per l’emergenza Covid-19. Tale lavoro esalta gli studi e le ricerche che la Federazione, da sempre, sostiene al servizio degli associati e, quindi, della popolazione servita. In questi momenti difficili, la farmacia fornisce una ulteriore prova del lavoro indispensabile che svolge ed in particolare, le farmacie comunali rivolgono ogni giorno con attenzione verso i più bisognosi. Assofarm, contribuirà con analisi, studi e ricerche sul territorio riguardanti la salute dei cittadini, forte delle esperienze che, in questi giorni, le farmacie associate hanno maturato con una opera di assistenza e di forte vicinanza a tutti coloro che, nella drammatica situazione dovuta all’emergenza Covid-19, hanno trovato nella farmacia territoriale un riferimento indispensabile per la propria salute».

«Assofarm – dichiara Andrea Porcaro D’Ambrosio amministratore di Farmacie Comunali di Pisa e membro della Giunta nazionale di Assoform – è in grado di partecipare al gruppo di lavoro e sostenere le sue attività fornendo un patrimonio di dati ed esperienze professionali di livello nazionale ed europeo. Grazie alla sua rete di punti sul territorio Assofarm è capace di coprire l’intera superficie nazionale. Per questo motivo il Gruppo di Lavoro potrà arricchirsi di un indispensabile strumento di celere risposta per le misurazioni, le analisi e le valutazioni delle proprie ricerche finalizzate alla creazione di report che vadano a delineare i nuovi modelli sanitari post covid-19».

«Il Laboratorio MeS Management e Sanità – dichiara Bruna Vinci di Farmacie Comunali di Pisa Spa –  dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, attraverso la sua partecipazione al Gruppo di Lavoro in collaborazione con Assofarm e quindi Farmacie Comunali Pisa S.p.a., se da un lato conferisce il rigore scientifico e metodologico necessario ad asseverare i risultati di ricerca, dall’altro è anche l’espressione di una intesa attività socio-sanitaria territoriale. Questi tre soggetti istituzionali, ed ognuno in modo diverso, esprimono il loro supporto al Servizio Sanitario Pubblico e per questo motivo, a differenza di altri potenziali soggetti interlocutori, hanno la capacità di porsi in ausilio trasversalmente rispetto a tutti i sottogruppi di lavoro costituiti dal Ministero per l’Innovazione e la Digitalizzazione. In questo momento particolarmente gravoso la fedeltà alla propria missione deve essere preservata e restituita attraverso il valore della sinergia».

PISA – Si apre la “Fase 2”, quella della convivenza con il Covid-19, e anche la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa è pronta a riprendere, in maniera parziale e graduale, alcune attività svolte in presenza. La ripresa è resa possibile grazie all’adozione di linee guida, predisposte dal Comitato tecnico scientifico interno, così da garantire la massima sicurezza e assicurare le migliori condizioni operative, per l’intera comunità e anche per gli esterni che si trovassero nella necessità di fare ingresso nelle strutture.

La ripresa di alcune attività in presenza avviene in maniera contestuale con l’entrata in vigore del recente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dPCM) Giuseppe Conte che regola la “fase 2” e che trova corrispondenza con il decreto emanato dalla rettrice Sabina Nuti.

Nel periodo di emergenza sanitaria, la Scuola Superiore Sant’Anna non ha mai interrotto la ricerca, la formazione, la terza missione e le attività amministrative, utilizzando modalità come la didattica a distanza e lo “smart working” (modalità a cui la Scuola Superiore Sant’Anna continuerà a fare ricorso), attuando tutte le misure previste per evitare il rischio di contagio da Covid-19, qualora la presenza fisica nei laboratori o in altre strutture si fosse presentata come necessità indifferibile, ad esempio per portare avanti i progetti legati al contrasto della diffusione del virus.Le misure per la ripresa, graduale e parziale, sono regolate dal decreto della rettrice Sabina Nuti che assume valore da lunedì 4 maggio.

Il documento indica le attività che possono riprendere in presenza, in maniera graduale, e sono elencate le misure di protezione – individuali e collettive – che devono essere adottate. Per citarne alcune, chi entra in una delle strutture della Scuola Superiore Sant’Anna è tenuto a passare dai termoscanner, installati all’ingresso di tutte le sedi, per rilevare la temperatura corporea, verificando che sia inferiore rispetto a quella indicata nel dPCM in vigore. Una novità riguarda il ricorso del triage su smartphone, attivabile soltanto in maniera volontaria. Basta fotografare il QR Code o digitare un indirizzo internet per vedersi porre alcuni quesiti sul proprio stato di salute. A seconda delle risposte, arriverà come risposta un semaforo verde o rosso, dando il via libera, o meno, per l’ingresso. Durante la permanenza alla Scuola Superiore Sant’Anna, chiunque sarà tenuto a indossare sempre una mascherina protettiva, a mantenere la distanza di almeno 1 metro e 80 centimetri (qualora l’attività di ricerca richiedesse un contatto più ravvicinato è obbligatorio indossare la mascherina di tipo FFP), a lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica.

In maniera parallela, restano numerose le attività che proseguono online: dalla didattica allo “smart working”, modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa del personale tecnico amministrativo almeno fino a domenica 17 maggio compresa. “Le misure in vigore da lunedì 4 maggio – commenta la rettrice Sabina Nuti – non costituiscono soltanto la risposta verso un obbligo imposto, ma sono da considerarsi espressione di quel senso di responsabilità nel farsi carico della sicurezza e della salute di tutte e tutti coloro che fanno parte della nostra comunità. Le indicazioni operative sulle misure preventive e le norme di comportamento, di protezione individuale e collettiva, si avvalgono di tutti i supporti tecnologici previsti e possono contare, ripeto, sul senso di responsabilità e di coinvolgimento di ogni componente della Scuola Superiore Sant’Anna, a cui è stato rivolto l’invito a dare il suo personale contributo per individuare e implementare le soluzioni più efficaci per contrastare l’epidemia di Covid-19. Le nostre misure costituiscono il punto di partenza per il primo periodo di rientro alla Scuola Superiore Sant’Anna, la cui priorità è continuare la sua missione e impegnarsi nel mettere a disposizione del nostro Paese – conclude Sabina Nuti – le proprie competenze e capacità per contribuire a un processo di rilancio economico, sociale e culturale”.

PISA – Sono duemila le mascherine che il Comune di Pisa ha fornito alle tre Università presenti in città da destinare agli studenti fuori sede rimasti a Pisa. E’ stato il Sindaco Michele Conti stamattina a consegnarle nelle mani della Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna Sabina Nuti, del Direttore della Scuola Normale Superiore Luigi Ambrosio e di una funzionaria della sede pisana dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana. Le mascherine sono state consegnate sulla base delle indicazioni pervenute al Comune di Pisa dalle istituzioni universitarie: 400 per la Scuola Normale, 600 per la Scuola Sant’Anna e 1000 per il Dsu.

«Ho contattato nei giorni scorsi i Rettori delle tre Università per distribuire anche agli studenti fuori sede le mascherine del Comune di Pisa – ha dichiarato il Sindaco Michele Conti – e già stamattina sono state consegnate. I dispositivi di protezione individuale saranno distribuiti a studenti e dottorandi secondo le modalità decise in autonomia da ogni singola istituzione universitaria. Mentre prosegue in questi giorni la distribuzione delle mascherine a tutti i residenti pisani, abbiamo voluto dare un doveroso segnale di sensibilità verso gli studenti fuori sede che sono dovuti restare a Pisa o che hanno deciso diligentemente di rimanere in città col manifestarsi dell’emergenza sanitaria».

«La Scuola Sant’Anna – ha spiegato la Rettrice Sabina Nuti – sta proseguendo la sua attività, dato che le università rientrano tra i servizi essenziali, in particolare l’attività didattica sta proseguendo con la modalità delle lezioni on-line. Inoltre alla nostra scuola è rimasto aperto il collegio, anche se con numeri ridotti rispetto al normale. Sono rimasti a Pisa in questo periodo 65 studenti, si tratta di ragazzi che non sono potuti tornare a casa perché provengono da zone ad altissimo contagio oppure perché sono allievi all’ultimo anno di medicina, impegnati nella loro attività formativa. Per tutti loro il collegio è rimasto aperto e sono attivi i servizi essenziali come mensa e portierato. Colgo l’occasione per ringraziare il Sindaco Michele Conti per averci fornito le mascherine che adesso provvederemo a distribuire tra gli studenti. Sono dispositivi di sicurezza molto importanti per garantire agli allievi di potersi spostare dal collegio alla mensa e anche per i nostri operatori che tengono aperti servizi essenziali della ricerca che non si possono fermare e che stanno proseguendo con modalità che garantiscano la sicurezza di tutti».

«La Scuola Normale continua ad essere operativa – ha dichiarato il Direttore Luigi Ambrosio – utilizzando nuove modalità di didattica a distanza, sia nello svolgimento dei corsi per gli studenti, sia nelle riunioni accademiche che procedono regolarmente. Ringrazio il Sindaco di Pisa per aver pensato anche ai nostri studenti che sono rimasti qui a Pisa, sono circa 40 quelli attualmente ospitati nei nostri collegi, a cui adesso provvederemo a distribuire le mascherine».

Prosegue intanto in tutti i quartieri la consegna domiciliare per i residenti nel Comune di Pisa, che avviene senza alcun contatto con i destinatari, utilizzando la cassetta delle lettere. Non essendo ancora terminata l’operazione di confezionamento a opera delle associazioni di volontariato, le mascherine vengono consegnate man a mano che sono pronte, quindi senza seguire un calendario di distribuzione prestabilito ma con la garanzia che arriveranno a tutti i capifamiglia presenti nell’anagrafe comunale. La Protezione Civile, che coordina le operazioni, raccomanda ai cittadini pisani di pazientare e attendere la consegna delle mascherine che arriverà a coprire i residenti di tutto il territorio comunale nei prossimi giorni.

PISA – In un recente articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Le scienze, edizione italiana di Scientific American, si parla di robotica e realtà virtuale, un connubio che anche a Pisa ha trovato, in alcuni istituiti di eccellenza, innovative e appassionanti applicazioni. Continue reading…

PISA – È una donna svedese la prima beneficiaria al mondo di un impianto transradiale (sotto il gomito) stabile e permanente per il controllo di una mano robotica. In un intervento chirurgico pioneristico, sono stati innestati impianti in titanio nelle due ossa dell’avambraccio della donna (radio e ulna), sfruttando la tecnica dell’osteointegrazione combinata alle interfacce muscolari. Continue reading…

PISA – Entra nel vivo la procedura che porta all’elezione del nuovo rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, per il mandato 2019 – 2025. Venerdì 25 gennaio 2019 si è tenuta l’assemblea degli elettori, guidata dal decano, prof. Giovanni Dosi, a cui è affidato il compito di sovrintendere l’intera procedura, per la presentazione dei tre candidati e del loro programma. Continue reading…

PISA – Una ordinanza della Polizia Municipale stabilisce che sabato 15 dicembre, dalle ore 7 alle 14 saranno adottate modifiche alla sosta nell’area interessata alla cerimonia di apertura dell’Anno Accademico 2018/19 della Scuola Superiore “Sant’Anna”. Continue reading…

PISA – Fattore religioso e dinamiche interculturali, a settant’anni dalla Carta fondamentale della nostra Repubblica. Si è aperto nel pomeriggio di giovedì 18 ottobre presso l’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna, il Convegno “Costituzione, religione e cambiamenti nel diritto e nella società”, organizzato dall’Associazione dei docenti universitari della disciplina giuridica del fenomeno religioso (Adec), che vede a Pisa, per due giorni, oltre duecento docenti, studiosi e cultori di diritto ecclesiastico e canonico riflettere sul ruolo della religione nell’ordinamento giuridico e sulla presenza delle religioni nella società. Continue reading…

PISA – Nuovo riconoscimento per Tullio Padovani, già professore di diritto penale presso la Scuola Superiore Sant’Anna, al cui sviluppo ha contribuito in maniera determinante e dove è stato ordinario dal 1987 al 2014, che è stato nominato Socio corrispondente dell’Accademia nazionale dei Lincei per la categoria VI (Scienze Giuridiche) – Classe di Scienze morali, storiche e filologiche.

L’Accademia nazionale dei Lincei, fondata nel 1603 da Federico Cesi, è la più antica accademia scientifica del mondo e tra i primi soci annoverò Galileo Galilei. Massima istituzione culturale italiana, ente pubblico non economico, classificata tra gli enti di primo livello come “Ente di notevole rilievo”, dal luglio 1992 è consulente scientifico e culturale del Presidente della Repubblica, che le ha accordato l’Alto patronato permanente. Fine istituzionale dell’Accademia dei Lincei è “promuovere, coordinare, integrare e diffondere le conoscenze scientifiche nelle loro più elevate espressioni nel quadro dell’unità e universalità della cultura”.

Tullio Padovani svolge tuttora attività di docenza presso l’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna tanto nei corsi ordinari quanto nell’ambito del PhD in Law e nei Corsi di alta formazione post lauream. Come sottolineano i suoi ex allievi oggi in servizio alla Scuola Superiore Sant’Anna in qualità di docenti e ricercatori, Alberto di Martino, Gaetana Morgante e Stefano Del Corso “questa notizia ci riempie di orgoglio, al pari di tutti gli allievi, ordinari e perfezionandi, che negli anni hanno seguito i suoi corsi, sempre affollatissimi”.