Cascina e i Bersaglieri in onore di Maurizio Baldini

CASCINA – 20 settembre 2016-  Cascina si prepara ad accogliere il memorial a Maurizio Baldini che avrà luogo nelle vie cittadine sabato 24 e domenica 25 settembre.

di Elena Paletti

susanna-bersIl sindaco Susanna Ceccardi ringrazia i Bersaglieri: “Per Cascina è un grande evento che porterà molte persone che animeranno la città, sarà un ottima occasione per commercianti e ristoratori, sarà una manifestazione dedicata a grandi e piccoli che vedranno sfilare cinque fanfare per le vie cittadine”.

La manifestazione inizierà sabato 24 alle 16.30 con la deposizione di un mazzo i fiori sulla tomba di Maurizio Baldini a Molina di Quosa – spiega il Bers. Cav. Gabriele Berlincioni consigliere nazionale dell’associazione- alle 17.45 ci sarà il ritrovo a Cascina in via Cava e da lì inizierà la spettacolare corsa dei Bersaglieri che terminerà in piazza Caduti Alle 18.30 inizierà il concerto al termine del quale è pevista una cena al ristorante Cencio. Per la domenica ritrovo alle 9.00 in piazza Cavallini, alle 9.30 arrivando inquadrati in piazza Caduti, alzabandiera da parte dell’assessore Rollo, Ufficiale dei Paracadutisti. A seguire deposizione della corona e allocuzioni. Alle 10 è previsto l’inizio della sfilata da viale Comaschi a corso Matteotti e ogni fanfara si fermerà ogni duecento metri suonando un pezzo da fermo in pratica sono previste tre tappe per 6 pezzi a tappa. Le fanfare che penderanno parte alla manifetazione sono: Firenze, Prato, Montopoli, Siena e Cinigiano.
Alle 10.50 le fanfare di fronte al Municipio suoneranno tre pezzi ciascuna. Alle 12 sfilata di corsa dal Municipio all’imbocco ovest di corso Matteotti. Alle 12.10 le fanfare rientreranno inquadrate in Piazza caduti e tutte insieme suoneranno Flick& Flock e l’Inno Nazionale. Alle 12.40 pranzo presso La Grotta. Alle 15.15 Ammainabandiera.

Per l’occasione – prosegue il Bers. Cav. Gabriele Berlincioni – il comune di San Giuliano Terme ha peparato 200 bandierine ch saranno distribuite ai bambini. E’ bello vedere come due comuni di orientamenti politici diversi si ritrovano insieme in nome del Tricolore. Questo è ciò che riescono a fare i Bersaglieri con la loro allegria. Durante la manifestazione porteremo il cappello dei bersaglieri alla sindaca Susanna Ceccardi. Alla manifestazione interverranno le Autorità.

PER SAPERNE DI PIU’

Maurizio Baldini

Nato a San Giuliano Terme nel 1951, e morto all’età di 54 anni a Lucca dove ha vissuto con la moglie Gabriella Ravera, ispettrice della Croce Rossa, e la figlia Benedetta. Da anni era direttore amministrativo della Franchini Carlo srl a Borgo Giannotti. Lunga la sua carriera politica e istituzionale. Da giovanissimo è stato consigliere comunale a San Giuliano Terme e a Pisa. Successivamente a Lucca è stato segretario comunale del partito liberale e presidente delle farmacie comunali negli anni ’90. Inoltre è stato presidente nazionale del movimento monarchico, consultore nazionale delle guardia del Pantheon, insignito da Umberto II della croce di cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia, vice presidente nazionale dei bersaglieri e responsabile del museo del Risorgimento. Maurizio Baldini è sempre stata in prima fila nella varie attività del corpo dei bersaglieri e delle associzioni d’Arma, animato dalla passione e da un grande amore verso la Patria.

Bers. Cav. BERLINCIONI Gabriele

gabrieleNato a Firenze, dove è residente, il 27 marzo 1958, è felicemente sposato con Lucia e ha un figlio di nome Jacopo. Da sempre imprenditore, opera nei settori del turismo e degli accessori moda. E’ membro di numerosi consigli di amministrazione ed è stato membro di Giunta della CCIAA di Firenze. Dal 2001 al 2006 è stato amministratore delegato del Consorzio degli albergatori Fiorentini e dal 2005 al 2009 è stato presidente di Confindustria Alberghi Firenze oltre che consigliere nazionale della stessa associazione.
Ha prestato servizio presso la 11° Compagnia del 3° Btg. Bers. Cernaia (8° Rgt.) congedandosi con il grado di Sergente. Iscritto alla ANB dal 11 gennaio 1984 ha ricoperto numerosi incarichi: Segretario Regionale dal 1990 al 1994; Consigliere Regionale dal 1994 al 1998; Consigliere Nazionale dal 1998 al 2008; Webmaster del sito associativo nazionale dal 2000 al 2008; Presidente di Sezione dal 2001 al 2009; dal 2009 è membro del Comitato di Coordinamento delle attività di Propaganda, Assistenza, Volontariato e Protezione Civile (C.A.P.A.V.P.C.). Ha organizzato due raduni Nazionali: Lucca, come vice del Presidente Maurizio Baldini e Firenze, come Presidente del Comitato Organizzatore. Ha organizzato inoltre, due Raduni Regionali, due Raduni Interprovinciali e numerose manifestazioni a livello di Provincia e Sezione. Nel dicembre 2003è stato ideatore e capodelegazione della missione “I bersaglieri Fiorentini in terra Santa per la Pace”. Dal 27 dicembre 2005 è Cavaliere OMRI

Il Corpo dei bersaglieri. Il Corpo dei bersaglieri venne istituito, con regio brevetto del 18 giugno 1836, da re Carlo Alberto di Savoia su proposta dell’allora capitano del Reggimento guardie Alessandro La Marmora, e ricevette il battesimo del fuoco l’8 aprile 1848 nella battaglia di Goito durante la prima guerra di indipendenza italiana. Il compito assegnato alla nuova specialità prevedeva le tipiche funzioni della fanteria leggera – esplorazione, primo contatto con il nemico e fiancheggiamento della fanteria di linea (senza però schierarsi e frammischiarsi con quest’ultima) – ma si caratterizzava, come nelle intenzioni del suo fondatore, per un’inedita velocità di esecuzione delle mansioni affidate ed una versatilità d’impiego che faceva dei suoi membri, ancorché appiedati, oltreché dei cacciatori, anche delle guide e dei guastatori ante litteram

La Bandiera. La bandiera fu adottata con regio decreto di Carlo Alberto dell’11 aprile 1848. I bersaglieri, in quanto ordinati al livello massimo di battaglione, non avevano né potevano avere la bandiera, affidata soltanto ai reggimenti. Non la ebbero nemmeno alla fine del 1870 quando i loro battaglioni furono ordinati in Reggimenti. Si ritenne, forse, che essa con le sue dimensioni, impedisse all’alfiere di sfilare di corsa alla testa del reggimento. Quando, infatti, si giunse – il 19 ottobre 1920 – a consegnare anche ad essi il drappo tricolore, si ricorse al labaro col quale la corsa si effettuava agevolmente. Il 7 giugno del 1938, infine, il labaro venne sostituito dalla bandiera nazionale, adottando un “formato ridotto” che offrisse meno resistenza al vento nella corsa. Con l’avvento della Repubblica, il “formato ridotto” lasciò il posto al “tipo unico”. L’alfiere dei bersaglieri, tuttavia, ha continuato a sostenerla in modo da farla sventolare in alto, visibile da lontano a tutto il reparto.

La fanfara. La fanfara dei bersaglieri suona a passo di corsa. La fanfara è nata con la prima compagnia di bersaglieri «…marciavano in testa dodici soldati colla carabina sulla spalla sinistra, tenendo nella destra corni da caccia con cui suonavano una marcia allegra, vivace e tale da far venire la voglia di correre anche agli sciancati…» (Quarenghi) Era il 1º luglio 1836, la prima volta che i bersaglieri uscirono dalla caserma “Ceppi” in Torino, dove erano nati. I bersaglieri non possono eseguire una sfilata in mancanza della fanfara. Infatti l’atto costitutivo del 18 giugno 1836 stabiliva che per ogni compagnia vi fossero 13 trombette ed un caporale trombettiere. La riunione per l’addestramento musicale dei trombettieri delle varie compagnie diede origine alla fanfara di battaglione, che dopo pochi anni si formò come reparto a sé, mentre le compagnie continuarono a disporre di propri trombettieri. Alle trombe si sono con il tempo aggiunti altri strumenti a fiato. Oggi è l’unica banda al mondo ad esibirsi a passo di corsa. L’uso deriverebbe, secondo la tradizione popolare, dall’ingresso in Roma, alla breccia di Porta Pia, che doveva effettuarsi a passo di carica, ma che invece divenne spontaneamente una corsa dei soldati Oltre alla fanfara della Brigata bersaglieri “Garibaldi”, il 6º Reggimento bersaglieri, il 7º Reggimento bersaglieri e l’11º Reggimento bersaglieri hanno una propria fanfara.

L’inno. L’inno dei bersaglieri è stato composto nel 1860 dal giovanissimo ufficiale del bersaglieri Giulio Ricordi con testo del poeta Giuseppe Regaldi.Nel 1862 Pietro Luigi Hertel ne fece una versione titolata “Flik Flok”. L’arrangiamento attuale fu nel 1886 del maestro R. Cuconato come “Marcia dei Bersaglieri”

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