Buonarroti, Marco Filippeschi scrive al Ministro Stefania Giannini

PISA – Il Primo Cittadino Marco Filippeschi ha scritto al Ministro Stefania Giannini circa la situazione del Liceo Buonarroti. Pubblichiamo il testo completo della lettera

Gentile Professoressa Stefania Giannini,

come le è noto la L. 56/14 ha disciplinato il riordino istituzionale anche delle Province, confermando, tra l’altro, che i nuovi “enti di area vasta”, continuino ad esercitare le funzioni di programmazione della rete scolastica provinciale e la gestione dell’edilizia scolastica. La stessa legge, poi, ha previsto, per tali enti, le elezioni di secondo livello, cosicché i Comuni sono i loro veri gestori.

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Con il D.L. 66/2014 e la L. 190/14 (legge di stabilità 2015) si è, di fatto, resa inattuabile la riforma della L.56/14, dato che si è praticamente “tolta la benzina alla macchina”. Cerco di spiegarmi meglio. Recentemente, nella Delibera n. 29 del 2014, la Sezione Autonomie della Corte dei Conti scrive: “Particolarmente critica la situazione delle risorse correnti per le Province che nel 2013 hanno registrato l’azzeramento del fondo sperimentale di riequilibrio (dotato per il 2013 di euro 1.039.917.823,00) per effetto delle riduzioni di risorse fino a 1.200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014 e, laddove le riduzioni non hanno trovato intera capienza nel FSR, non pochi enti hanno dovuto riversare proprie risorse allo Stato”. In altri termini, per effetto delle precedenti normative in materia di spending review (D.L. 78/2010, D.L. 201/2011 e D.L. 95/2012) i trasferimenti dello Stato alle Province sono stati “seccati” e le Province hanno iniziato a versare allo Stato le proprie entrate tributarie. Al 2017, le entrate tributarie delle province sarebbero quasi interamente trasferite allo Stato. In altri termini, i cittadini continuerebbero a pagare l’imposta provinciale di trascrizione e l’imposta sulle assicurazioni RC auto e non usufruirebbero dei servizi per i quali le pagano, tra i quali quelli per le manutenzioni alle scuole.

A supporto della insostenibilità di questa situazione, secondo uno studio fatto da UPI Toscana e Regione Toscana insieme alle Province della regione, ben otto province su nove (escludendo l’area metropolitana) andrebbero in dissesto già dal 2015 per complessivi 78 milioni, versando al bilancio dello Stato ben il 64% delle entrate tributarie. Ad oggi, peraltro, le Province continuano a sostenere i costi di funzioni che la L. 56/14 non considera più di loro competenza (lavoro, polizia provinciale, di competenza statale, il cui trasferimento, come affermato recentemente da un Sottosegretario in una riunione a Firenze, non avrebbe copertura, oltre che funzioni che la Regione ha riacquisito o ha attribuito ai Comuni).

Senza voler difendere la sopravvivenza delle Province (la situazione pessima attuale delle scuole e delle strade probabilmente non può essere imputata soltanto ai tagli degli scorsi anni, ma neanche ai Sindaci che attualmente si sono resi disponibili a gestire la fase di transizione), le voglio evidenziare i rischi del mancato finanziamento di funzioni fondamentali, indipendentemente da chi e come vengano svolte, con gravi ripercussioni sulla sicurezza dei ragazzi. Secondo dati UPI, le Province si occupano della gestione ordinaria e messa in sicurezza di oltre 5.100 scuole superiori italiane in cui studiano 2 milioni e 500 mila studenti.

In questo contesto, mi permetto di farle un esempio concreto che riguarda la mia Provincia. A metà marzo è accaduto un grave evento all’interno di una classe del liceo scientifico Buonarroti di Pisa. E’ caduto un vetro di un lucernario della copertura che ha investito tre banchi e riempito tutta l’aula di schegge e particelle di vetro di varie dimensioni. L’episodio è dovuto, secondo la valutazione della dirigente tecnico della Provincia, ad una manutenzione insufficiente rispetto a un complesso scolastico che versa in condizioni critiche. Fortunatamente la classe era assente per impegni fuori scuola; c’è stata tanta paura, ma nessun danno ai ragazzi o al personale.
L’aula è stata dichiarata inagibile, come pure inagibile è stata considerata l’aula adiacente che presenta la stessa criticità. L’Amministrazione si accinge a fare una stima dei costi per mettere in sicurezza le due aule, ma si trova in difficoltà a reperire le risorse straordinarie necessarie per ripristinare condizioni di sicurezza adeguate. Tengo a precisare che, dal momento del mio incarico, è stata decisa o è in corso di deliberazione la cessione di tutte le partecipazioni societarie e si sta procedendo a istruire la cessione di parte del patrimonio immobiliare.

L’evento climatico accaduto nei giorni precedenti (un fortissimo vento) aveva creato ulteriori danni agli edifici scolastici – anche in questo caso, fortunatamente, senza danni alle persone – e l’Amministrazione è riuscita a stanziare le risorse per fare alcuni interventi tampone. È una situazione insostenibile che non è più possibile accettare. Difficile garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela delle responsabilità amministrative che sono coinvolte in assenza conclamata dei mezzi finanziari necessari ad assolverle.

Ritengo, infine, che questa situazione riguardi le Province toscane, ma, purtroppo, sia generalizzabile alle altre Province italiane. Spero possa esserci un interessamento da parte sua, non a tutela della sopravvivenza dell’ente Provincia, torno a ripetere, ma della sicurezza dei nostri ragazzi, a partire dall’individuazione di soluzioni per risolvere il problema specifico che Le ho rappresentato. Per questo, d’intesa con i Parlamentari eletti a Pisa, Le chiedo un incontro urgente rimettendomi alle Sue disponibilità.

Certo della sua attenzione, saluti cordiali
Marco Filippeschi

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