Aoup ai primi posti in Italia sui percorsi oncologici

PISAL’Aoup si conferma ospedale all’avanguardia nazionale su tutte le linee oncologiche per volumi di attività e i fattori determinanti in questo primato sono l’integrazione multidisciplinare, l’organizzazione dei percorsi assistenziali e l’alta specialità.

Che la chirurgia complessa fosse il “core business” dell’Aoup era noto ma adesso la conferma arriva anche dal piano nazionale esiti di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari) che ogni anno esprime valutazioni comparative di efficacia, sicurezza, efficienza e qualità delle cure degli ospedali nazionali per conto del Ministero della salute, attraverso degli indicatori. Ebbene, leggendo l’ospedale attraverso la lente dei parametri scelti dal Ministero e riferiti al 2014, emerge un polo multidisciplinare dove si curano tutte le patologie tumorali mantenendo sempre posizioni di vertice in quasi tutte le specialistiche, o comunque attestandosi sempre entro l’undicesima posizione. E il razionale utilizzato è legato al rapporto fra volumi di attività e qualità, che sottintende un rapporto direttamente proporzionale fra loro, con una mortalità più bassa dove i volumi sono più alti e dove l’approccio al tumore è affidato al centri specializzati caratterizzati dall’integrazione della multidisciplinarità necessaria. Un risultato possibile grazie al supporto di tutte le altre funzioni ospedaliere non chirurgiche (dalla clinica alla diagnostica alle terapie post-intervento), cioè l’essenza del concetto di ospedale moderno.

Al primo posto in assoluto in Italia l’Aoup è prima per il volume di interventi per cancro alla tiroide, con la maggioranza dei pazienti provenienti da fuori regione. Ma figura al secondo posto nazionale per numero di interventi per cancro al colon, al retto e al pancreas, terza per il rene, quarta per il polmone e per lo stomaco. In generale, sono aumentati i ricoveri anche per il tumore della prostata e della vescica, gli interventi in laparoscopia per tumore del retto e del colon mentre scendono lievemente gli interventi per tumore alla mammella, all’utero e all’esofago. Migliorano sensibilmente anche i dati relativi alla mortalità a 30 giorni per infarto miocardico acuto rispetto al 2013 e quella per by-pass aorto-coronarico con un dato migliore della media nazionale.

I prossimi settori di attenzione sono rappresentati da valvuloplastica e sostituzione di valvole cardiache e dalla proporzione di parti con taglio cesareo primario ma nel settore perinatale vanno bene, ad esempio, gli indicatori relativi ai ricoveri durante il puerperio e le complicanze durante il parto e il puerperio, sia in caso di parto cesareo che naturale.

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