Alessandro Gambadori, doppio ex: “Pistoiese-Pisa? Sarà una partita molto tattica che può essere risolta da episodi”.

PISA – Le vicende legate alle dimissioni di Vitale hanno distolto l’immediata vigilia del match dalle situazioni del campo- A proposito di questo match abbiamo sentito un doppio ex, che al momento milita nell’Arezzo, si tratta di Alessandro Gambadori

Alessandro Gambadori (nella foto sotto con la maglia della Pistoiese tratta da www.pistoiasport.com) Centrocampista, marchigiano di Senigallia, dove è nato il 3 gennaio 1981, alto cm.1,80 per kg. 72. A Pisa Gambadori giunse nel gennaio 2006, proveniente, dal Livorno, dove aveva giocato con Stefano Morrone, attuale capitano nerazzurro. Ha vestito la maglia arancione sempre in C/1 nel campionato 2007/08 e poi in D dal 2012 al 2014 contribuendo a riportare gli arancioni pistoiesi fra i professionisti.

alessandro gambadoriSalve, Alessandro, ti ringraziamo per avere accettato l’invito di Pisanews: cominciamo dalla tua esperienza nell’Arezzo, come sta andando?

“Un’esperienza sicuramente positiva che mi ha permesso di ritrovarmi in Lega Pro, dopo aver giocato in serie D. E poi Arezzo è una piazza calda, dove siamo seguiti dai tifosi e l’Arezzo Calcio è una società di grandi tradizioni calcistiche che rappresenta una città storica”.

Facciamo un passo indietro e torniamo alla esperienza di Pistoia, che bilancio ne trai?

“Bilancio di una esperienza positiva, dove mi son messo in gioco scendendo fra i dilettanti e son riuscito a vincere il campionato con un gruppo straordinario di calciatori e poi anche Pistoia ha un bel seguito di pubblico e tradizione calcistica”.

Cosa ricordi di quando venisti a Pisa proveniente dal Livorno?

“Si, mi ricordo che questo passaggio sorprese un pò vista la rivalità, ma adesso vedo che le cose non sono cambiate, in quanto gli attuali nerazzurri Morrone, Iori e Sini, ex amaranto, sono passati al Pisa senza alcun problema”.

Si, poi fra le tifoserie di Pisa e Livorno c’è rivalità, ma con lealtà, basta vedere lo striscione esposto dai tifosi livornesi in sostegno di un ultrà pisano, Gianluca Ventrina, che sta lottando contro una malattia: un tuo pensiero su questo bel gesto?

“Penso che queste sono cose bellissime che devono diventare normalità, è giusto il campanilismo, quello sano, basta che finisca li e che non vada oltre la sana rivalità”.

E dei tuoi trascorsi nella città della Torre che ricordi porti con te?

“Ho un ricordo decisamente bello di Pisa, ho vissuto 6 mesi intensi, culminati con quella vittoria nel derby con la Massese, con gol di Baggio a tempo ampiamente scaduto, che ci dette la salvezza”.

Ed invece, riguardo al Pisa attuale, che idea ti sei fatto?

“Il Pisa attuale è una buona squadra, composta da ottimi giocatori, sia a livello individuale e sia come collettivo. Conosco Stefano Morrone, con il quale ho giocato insieme nel Livorno e ti posso dire che è un grande giocatore, stimato. Di lui ho un ricordo bellissimo di uno che non molla mai, sempre il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad uscire. Io vedo in questo Pisa una squadra tosta e combattiva ed in un campionato cosi livellato come questo di Lega Pro, c’è tutto il tempo affinchè il Pisa possa far sua la vittoria finale di questo torneo”-

Purtroppo però nella partita di Coppa Italia col Pontedera, il risultato non ha sorriso agli uomini di Mister Braglia…

“Può capitare, però non bisogna assolutamente fare drammi e poi c’e alle porte questa partita di sabato da affrontare”.

Contro la Pistoiese, altra tua ex squadra appunto, che tu conoscerai bene, vero?

“Rispetto allo scorso anno, quando ci giocavo io non e’ rimasto nessuno è tutto cambiato. Conosco solo Tripoli con il quale ho giocato insieme nel Varese ed è molto bravo nell’uno contro uno”.

Quindi che Pistoiese si troverà ad affrontare la squadra nerazzurra?

“Una squadra tosta, che gioca un buon calcio, formata da un mix di giovani ed esperti. Prevedo una partita molto tattica, che si potrà  risolvere a vantaggio del Pisa o degli arancioni con episodi, tipo un calcio piazzato o un calcio d’angolo”.

By