Aeroporti della Toscana: l’On. Fontanelli replica a Nencini

PISA – C’e’ subito la risposta dell’On. Paolo Fontanelli al sottosegretario Nencini in meritow alla questione aeroporto.

“La replica del sottosegretario Nencini in realtà non risponde alla questione che ho posto – dice il deputato pisano Pd Paolo Fontanelli – Parla d’altro per cercare di deviare il punto di merito. Lui dice che la valutazione sui limiti di potenzialità di sviluppo del Galilei è stabilita dal piano approvato da Enac, come sostiene il suo Presidente Vito Riggio. Ora, al di là del fatto che Riggio non è un tecnico ma un politico, nominato dalla politica che risponde alla politica, il fatto non è cosa è scritto nel piano degli aeroporti. Questo lo sapevamo, come sapevamo che Enac ha sposato le tesi di ADF e del Comune di Firenze (e anche di Nencini),modificando quanto sosteneva due o tre anni fa sul progetto di integrazione complementare del sistema aeroportuale toscano.

Paolo Fontanelli

Ma il punto che Enac (e anche Nencini) evita di dire, o fa finta di non sapere, mentre ammette che lo status dell’aeroporto di Pisa è militare, è che non esistono atti o decisioni delle autorità militari che impediscono di parlare di ulteriore sviluppo strutturale dello scalo pisano. Infatti quello status militare non è stato mai, negli ultimi vent’anni, un freno o una limitazione allo sviluppo delle attività commerciali. Certo, occorre una concertazione fra i soggetti e le autorità civili e quelle dell’aeronautica militare, come del resto c’è sempre stata e con vantaggi reciproci. Ma utilizzare strumentalmente l’argomento dello status militare per dire che non si può andare oltre ai sette milioni di passeggeri, quando questa possibilità non è impedita e nemmeno è stata verificata, è una furbata maldestra. Ovvero una balla. Sarebbe molto più onesto dire la verità. Quella che si dice a Firenze, senza infingimenti, e cioè che il capoluogo della Toscana deve avere un aeroporto internazionale di primo livello. Punto. E il piano di Enac codifica questa scelta, giustificandola con i presunti limiti di Pisa. Ma, ripeto, senza atti o decisioni di chi ha la titolarità dell’aeroporto -lo status militare, appunto- che attestino tale affermazione.

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