A Pistoia un Pisa grintoso e cinico. Difesa bunker, Morrone un leader, Giovinco rinato

PISA – Il Pisa prende forma. Non saremo una corazzata, ma la squadra è forte in ogni suo reparto. Cose da rivedere ce ne saranno quanto ne vuoi, come ha detto mister Braglia, ma questa squadra da l’impressione di essere già pronta per disputare un campionato di vertice.

E’ bene che però Braglia faccia il pompiere, così come è bene rimanere con i piedi ben saldi a terra. Sarà un campionato pieno di insidie, dentro e fuori dal campo, con molti derby da giocare, ed è chiaro che ogni squadra darà il massimo contro i nerazzurri per cercare di vincere. A Pistoia si è vista una squadra solida, grintosa, che ha lottato su ogni pallone e al momento giusto ha saputo colpire con il suo cinismo.

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PISTOIESE E PISA SCHIERATE AL CENTRO DEL CAMPO (foto pisanews.net)

Non e’ stato un Pisa bello da vedere, ma si e’ vista una “vera” squadra di serie C che vuol rimanere a lungo nei quartieri alti della classifica del prossimo campionato e cercare di vincerlo soprattutto partendo dalla solidità difensiva. Paci e Lisuzzo (per la prima volta assieme dopo i trascorsi a Novara qualche anno fa) sono più di due garanzie per Braglia. Grinta, corsa e cattiveria al servizio della squadra, come si è visto a Pistoia, dove solo nelle ripartenze la squadra di Lucarelli, ha impensierito la difesa pisana sempre attenta su ogni affondo arancione. Nel primo tempo la squadra ha giocato con la difesa “a quattro” con Pellegrini basso a destra, Paci e Lisuzzo centrali e Di Cuonzo a sinistra. Un 4-3-3 “camuffato”, ma con un Pisa troppo arroccato all’indietro che ha creato poco facendo arrabbiare ad un certo punto il suo allenatore. Napoli sull’out di destra non riusciva a dare la spinta giusta, non abituato forse al ruolo di mezz’ala, dove si è però subito adattato.

Nella ripresa pochi minuti e poi le mosse che hanno vivacizzato il Pisa e la partita: dentro Rozzio e fuori Napoli. La difesa passa “a tre” con Rozzio, Paci e Lisuzzo e il Pisa fa vedere le cose migliori con Pellegrini che scala a fare il quarto di centrocampo. La squadra inizia ad avere un buon giro palla. Frediani prima e Pellegrini poi vanno al tiro ma senza fortuna. In mezzo al campo Morrone recupera una quantità innumerevole di palloni e vince una quantità innumerevoli di contrasti, con i giocatori arancioni che in sequenza si vedono portar via dai piedi la sfera dall’ex centrocampista di Latina e Livorno. E’ lui il leader indiscusso della squadra, il capitano che ha iniziato al pari di Manuel Iori a trascinare i suoi compagni di squadra fin dai primi giorni di ritiro a Fiumalbo.

La partita va avanti e i cambi continuano. Entra Mandorlini ed esce Misuraca. Il ragazzo arrivato dal Parma, via Gorica, dimostra di saperci fare con i piedi anche se può fare ancora meglio. L’ingresso di Mandorlini da quantità alla squadra. Lo 0-0 non si schioda e allora mister Braglia inserisce Giuseppe Giovinco al 27′ della ripresa al posto di Frediani (buona anche la sua prova. Dai suoi piedi è partita l’unica palla della prima frazione per la testa di Stanco). Il folletto nerazzurro è in giornata. Conquista subito una punizione poi pesca il jolly al 35′ imbeccato da Mandorlini con un tiro a girare che termina la sua corsa nell’angolo alla sinistra del portiere arancione. Non passano neanche due minuti che lo stesso Giovinco raddoppia. Questa volta l’azione parte da piedi di Pellegrini, velo di Strizzolo e conclusione precisa del folletto nerazzurro per il 2-0. E’ un Giovinco rinato dalla cura Braglia. Un giocatore che lotta e che è lontano parente di quello visto la scorsa stagione.

Partita che si chiude, unica tegola l’infortunio a Rozzio (sospetta distorsione). A Pistoia si sono visti però passi in avanti da parte di un gruppo che ha dimostrato tutta la sua forza. Non diciamolo a Braglia però, lui non gradisce, anche se in cuor suo sa, che questo Pisa sarà la squadra da battere.

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