A Matteo Marani la seconda edizione del Premio Giornalismo Sportivo dedicato al Maestro Antonio Di Ciolo

PISA – Si è svolta martedì 28 settembre 2021 presso il ridotto del Teatro Verdi di Pisa la seconda edizione del “Premio al Giornalismo Sportivo – San Michele degli Scalzi“, intitolata alla memoria del compianto Maestro di Scherma Antonio Di Ciolo, ad un anno esatto dalla scomparsa, avvenuta il 29 settembre 2020 all’età di 86 anni. La manifestazione è stata condotta magistralmente dal nostro Giovanni Manenti e da Stefano Mecenate.

Di Ciolo ha dedicato  quasi l’intera sua vita all’educazione dei valori sportivi a migliaia di ragazzi e dai cui insegnamenti sono usciti fior di campioni che hanno poi onorato il nostro Paese a livello olimpico e mondiale – solo per ricordarne alcuni fra i più prestigiosi, Alessandro Puccini, Salvatore Sanzo, Simone Vanni, Ilaria Bianco e Martina Batini – e la cui eredità è stata raccolta dal figlio Enrico, il quale gestisce adesso il Club Scherma che ne porta il nome ed al quale è stata consegnata una targa ricordo dell’evento da parte di Alessandro Gennai, Presidente del Consiglio Comunale di Pisa.

Dopo l’introduzione da parte del Presidente del Comitato Le Piagge, Antonio Schena, il “Premio al Giornalismo Sportivo” è stato viceversa assegnato a Matteo Marani, attuale Responsabile Area Eventi calcio di SKY ITALIA, nonché Presidente della Fondazione Museo del Calcio di Coverciano, ma con importanti trascorsi al “Guerin Sportivo” dove, dopo aver fatto la trafila da semplice stagista, ne è diventato per otto anni (dal 2008 al 2016) il Direttore, firma pertanto prestigiosa e che è stato premiato dal Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, Michele Taddei.

Come nella prima edizione, al riconoscimento per un giornalista a caratura nazionale, se ne sono aggiunti due a premiare la stampa locale, e la scelta quest’anno è caduta su Fabrizio Del Pivo – che ha al suo attivo, quale corrispondente per l’emittente radiofonica”Punto Radio” la cronaca di ben 10 edizioni dei Mondiali di Scherma – premiato dal Prorettore dell’Università di Pisa con delega allo Sport Prof. Marco Gesi e su Renzo Castelli, grande cultore e storico della nostra città, al quale il premio è stato consegnato dal Presidente del Comitato Le Piagge, Antonio Schena, per poi essere chiamato a ricevere un premio speciale il giornalista fiorentino Gabriele Fredianelli, autore del libro “Storia e Storie della Scherma – 600 anni di sfide, assalti, duelli”, consegnatogli da Maria Punzo, Presidente della Commissione Cultura del Comune di Pisa.

Oltre al doveroso saluto ai presenti, da parte della “padrona di casa” Patrizia Paoletti Tangheroni, Presidente della “Fondazione Teatro Verdi” di Pisa – che non ha potuto, per precedenti impegni, prendere parte all’intera cerimonia – la mattinata è stata altresì allietata dalla presenza, tra il pubblico, del noto scrittore pisano Marco Malvaldi, il quale non ha mancato, con la sua consueta verve ed ironia, di esprimere il suo punto di vista sull’importanza della pratica sportiva da un punto di vista di crescita sia fisica che morale, per poi toccare ad Enrico Di Ciolo chiamare a ricevere una targa ricordo anche gli atleti che erano presenti in sala, a cominciare da suo zio Alessandro Di Ciolo. la sorella Laura Di Ciolo, e quindi Salvatore Sanzo, Alessandro Puccini, Francesco Martinelli, Gabriele Cimini e Laura Cimini, Carmelo Fallica, Cosimo Martini e Jaffar Al Shani (attuale istruttore presso il Club Scherma Antonio di Ciolo, assieme ad Enrico di Ciolo e Simone Piccini), nonché ai tre atleti paralimpici Soriano Ceccanti, Michele Vaglini ed Elio Iozzi.

La chiusura è stata affidata a colui che ha convissuto per ben 21 anni con Antonio Di Ciolo – essendo stato un suo allievo sin dall’età di 7 anni e che grazie ai suoi insegnamenti ha potuto arricchire un Palmarès costituito da un Oro, un argento e due bronzi olimpici, oltre a ben 4 titoli iridati (due individuali e due a squadre), assieme ad un argento e tre bronzi – vale a dire Salvatore Sanzo che ha riferito come solo oggi, ad un anno di distanza, sia in grado di poter ricordare il suo amato Maestro, non avendolo potuto fare in occasione della scomparsa l’anno scorso, tanto era il dolore e la commozione per la perdita del “suo secondo padre”, che in ogni caso, se come per magia fosse stato seduto in prima fila, a sentire tutti questi discorsi a lui dedicati, ancorché pieni di sincero affetto nei suoi confronti, se ne sarebbe con tutta probabilità uscito con il suo celebre …. “E quindi …??”. Impareggiabile Antonio, vivrai sempre nel cuore di chi ti ha conosciuto! !!

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